Home ... tutto Storia del Mobile .... Ottocento, la base della modernitĂ 
... tutto Storia del Mobile ....
Ottocento, la base della modernitĂ  Stampa E-mail
Antiquariato - Storia del Mobile
Scritto da Pierdario Santoro   
Indice
Ottocento, la base della modernitĂ 
Il Settecento in Francia
Il Settecento in Germania e Inghilterra
La Musica e il romanzo borghese
L'evoluzione degli stili
Il Neoclassicismo in Europa
Il Neoclassicismo in Italia
Tapezzerie e mogano
Carlo X, Restaurazione e Luigi Filippo
Dal Neoclassicismo al Biedermeier
Neogotico e storicismo
Lo sviluppo del Tessile
I Musei e il collezionismo
L'affermazione del Biedermeier
L'Italia dopo il 1830
La seconda meta dell'Ottocento
Arte ed esposizioni dopo l'UnitĂ  d'Italia
Dal Decadentismo all' Art Noveau
Fonte:"AntichitĂ  Santoiro"Via Nazario Sauro 14/b 40121 Bologna
Tel: 051260619 cell: 3356635498 - 335 8495248

Di Pierdario Santoro.

***



L’Ottocento fu un secolo estremamente complesso, pieno di fermenti, di progresso materiale ed intellettuale. Oggi nel nuovo millennio forse siamo abbastanza distanti da esso e possiamo tentarne un esame critico, scevro da quei giudizi ideologici, che hanno visto il Novecento di volta in volta esaltarlo con nostalgico desiderio dei bei tempi antichi, sereni e prosperi; o denigrarlo come massima espressione della cultura di una borghesia gretta, attaccata al soldo o gaudente e dissipatrice, esempio d’ogni gusto pacchiano tipico del parvenu.
La maggioranza dei testi nostalgici dell’Ottocento è stata scritta mentre ancora erano vivi gli ultimi garibaldini o le nonne, che di quel secolo ricordavano la gioventù ed i valzer di Johann Strauss.
Per contro dal secondo dopoguerra, un’analisi storica troppo unilaterale, vi ha riconosciuto l’origine del potere borghese, causa dei molti mali delle masse oppresse, o peggio la nascita romantica del superuomo di Thomas Carlyle, che con la sua mistica dell’eroe avrebbe fatto da apripista ai Mussolini ed agli Hitler.
ottocento_04
Senz’altro l’Ottocento è stato anche questo, ma se i primi dimenticarono in fretta l’effettiva tragedia dell’inurbamento e dello sradicamento d’ampie parti della società, a seguito della rivoluzione industriale e del più sfrenato liberismo. I secondi allo stesso modo scordarono che esso è stato il secolo in cui hanno preso forma i capisaldi della moderna società occidentale, dal concetto di libertà personale a quello di democrazia, dall’abbattimento definitivo d’ogni teocrazia, al rispetto assoluto per tutte le fedi e tradizioni, scelte individualmente o sedimentata nelle comunità.

Movendo dalla consapevolezza che il XIX° secolo ha segnato un progresso dell’umanità senza pari in quasi tutti i campi: da quello scientifico, a quello politico, al medico, allo psicanalitico, al letterario, all’artistico. Ha dato i natali a Richard Wagner, Karl Marx, Sigmund Freud, Vincent Van Gogh, charles Darwin, Giuseppe Verdi e l’elenco potrebbe riempire questo libro. Cosa rappresenta allora nella storia questo secolo?
ottocento_07Johann Strauss.

Per tentare di dare una risposta ritengo sia necessario affrontare i vari aspetti che compongono il quadro d’insieme, gettando un sguardo allo sviluppo economico ed a quello artistico nelle sue varietà letterarie, musicali, pittoriche. E soprattutto partire dagli aspetti pratici del vivere, condividendo le parole di Mario Praz: “Il senso ultimo d’un armonioso arredamento, è sì di rispecchiare l’uomo, ma di rispecchiarlo nella sua essenza ideale: è un’esaltazione dell’io. Per questo forse ancor più della pittura, della scultura, e perfino dell’architettura, il mobilio rivela lo spirito di un’epoca”; alle quali possiamo aggiungere che conoscere le tecniche produttive intrinseche di un’opera d’arte, ci permette un’analisi approfondita, una conoscenza strutturale meno influenzabile del giudizio critico artistico, sempre maggiormente soggetto all’ottica del presente



.


Il clima di un’epoca.


Iniziamo cercando di immedesimarci nell’atmosfera di una casa ottocentesca, per comprendere quali fossero gli stimoli cui erano soggetti i nostri antenati.

 

ottocento_01Una cucina Ottocentesca

La cucina è rimasta uno degli ambienti che ha subito i minori mutamenti fino a tempi recenti, in essa il funzionale prevale sull’ornamentale. L’ambiente si presentava fumoso per l’ampio focolare con gli alari ed il girarrosto, una piattaia, il tavolo massiccio su cui si preparavano i cibi e le pentole, che affisse ai muri costituivano un rustico ornamento. Per secoli quest’ambiente rimase pressoché immutato, finché nel corso dell’Ottocento le stufe a carbone od a legna, il variare dell’illuminazione e nuove norme igieniche non ne iniziarono la lenta evoluzione. Nella camera un servo accanto al camino soffiava sul fuoco, per alimentarlo prima del risveglio dei padroni.



Durante la notte una veilleuse ha rischiarato con una tenue luce la stanza per allontanare le tenebre, praticamente totali, e permettere in caso di necessità di utilizzare il pitale, normalmente conservato nel comodino e non di rado svuotato dopo l’uso nel vicolo. I servizi igienici erano pressoché inesistenti ed i rari bagni erano collocati presso le cucine, per utilizzare in comune le condotte di scarico; fino al 1880 le vasche da bagno erano abitualmente costituite da tinozze trasportabili vicino al camino della camera dell’occasionale utilizzatore. Nelle case ricche esistevano apposite sale da bagno, particolarmente in voga dal neoclassico in poi, con vasche celate spesso sotto ampi divani o con monumentali vasche di marmo, ma fino alla fine del secolo abitualmente prive del cesso.

Col far della sera tutta la casa condivideva un’eguale semioscurità, interrotta da candele e lumi ad olio, i grandi lampadari erano accesi abitualmente alla presenza di ospiti, ma con l’avanzare del secolo, cortinaggi sempre più pesanti provvidero a mantenere tale atmosfera anche di giorno. Il sole con i suoi raggi violenti era sentito ostile da un’umanità abituata alla penombra, e ci si proteggeva con l’abbigliamento.
ottocento_02 ottocento_03a


Le donne utilizzavano oltre agli ampi cappelli il parasole, ma anche velette e guanti, oltremodo necessari in un mondo generalmente lurido e nel quale un contatto casuale poteva essere fonte di trasmissione di scabbia ed altri tipi di parassiti.
Al gemtlemen non mancavano egualmente mai cappello e guanti e spesso un solido bastone ornamento tipologicamente tanto vario, che un mio amico collezionista ne possiede alcuna migliaia. All’inizio del secolo per la mancanza di tutte quelle norme igieniche, che ci appaiono oggi tanto normali, e verso la fine per i fumi delle industrie, dei riscaldamenti e dell’illuminazione, le metropoli apparivano generalmente nerastre. Basti pensare che a Londra una farfalla, la cavolaia bianca, mutò di colore divenendo scura, per seguire quelle norme sull’adattamento genetico alla selezione naturale, che Charles Darwin andava scoprendo. A Roma in Via Margutta si può leggere una lapide, in cui l’incaricato papalino prescrive le multe, e per chi non poteva pagare il numero di nerbate e di giri di ruota, da comminarsi a chi avesse lordato la pubblica via. La lapide di marmo la dice lunga sul perpetrarsi nel tempo di un andazzo abituale, cui non era sufficiente porre rimedio il consueto bando cartaceo. Nella vita pubblica per tutto l’Ottocento il caffè svolse l’importante funzione non solo di ritrovo mondano, ma anche artistico, tanto da coniarsi il termine di caffè letterario. In Italia ne sopravvivono alcuni famosi, come il caffè Pedrocchi di Padova od il Florian di Piazza San Marco. Ancor più adatti a favorire l’incontro mondano furono quelli collocati nei teatri, frequentati dai signori nei palchi e dagli spiantati nei loggioni.
 

Visite

mod_vvisit_counterOggi919
mod_vvisit_counterIeri1626
mod_vvisit_counterQuesta settim.11241
mod_vvisit_counterSettim. Preced.12516
mod_vvisit_counterQuesto Mese32429
mod_vvisit_counterMese Preced.45927
mod_vvisit_counterTotale visite6198933

Online : 28
Today: Mag 19, 2019

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, www.inforestauro.org e i suoi partner utilizzano cookies, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti al loro impiego in conformitĂ  alla nostra Cookie Policy To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information