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Materiali e tecniche antiche nel restauro del mobile Stampa E-mail
Il Mobile - Le Fasi del Restauro
Scritto da Arcaz   
Indice
Materiali e tecniche antiche nel restauro del mobile
Tecniche decorative e antichi arredi

Tecniche decorative

Fonte: IL MOBILE conservazione e Restauro di Cristina Ordonez, Leticia Ordonez,Maria Del Mar Rotaeche Casa Editrice: Nardini Editore


Intarsio e marqueterie.

L intarsio è una tecnica molto antica e viene ripresa in Italia già dal 400. Consiste nell'accostare ed inserire in una superficie lignea, precedentemente incavata a tale scopo, una serie di tasselli lignei o di altro materiale, appositamente sagomati e di essenza o colore diversi, predisposti in modo tale da riprodurre un disegno o una decorazione. L intarsio poteva essere a secco, nel caso le varie tessere fossero accostate con il semplice incastro; diversamente si ricorreva ad un mastice per fissarle. Oltre a sfruttare le colorazioni naturali dei vari legni, venivano spesso usati altri materiali, come l'avorio e la madreperla.

In alcuni casi, per sveltire il lavoro, invece di inserire nell'incavo, appositamente creato, i vari tasselli, lo si riempiva semplicemente con stucco; a verniciatura eseguita l'effetto decorativo era pressoché lo stesso. Altre volte l'intarsio, veniva simulato, semplicemente, con una decorazione a pennello in colore contrastante. L effetto era comunque assicurato.

Come abbiamo visto l'intarsio è eseguito su supporto in massello; si parlerà invece di marqueterie, quando il motivo decorativo, viene composto da una lastronatura fatta di legni diversi, a volte accostati con altri materiali, quali l'avorio, la tartaruga, il peltro, l'ottone, che si compongono tra loro come un puzzle. (nel caso vengano usati per la composizione dell'intarsio materiali diversi da essenze lignee, si parla allora di incrostazione ndr).

Taglio delle tessere: Riuniti i vari piallacci, con colori ed essenze diverse, che dovevano venire utilizzati e formato così un unico pacchetto, si procedeva al taglio contemporaneo, di tutti gli strati, secondo il disegno precostituito. A taglio eseguito e separati i vari strati, si procedeva all'assemblaggio accostando materiali e colori desiderati, appunto come si esegue un puzzle. Costituito il disegno, si fissavano per comodità i vari elementi su un foglio di carta e il tutto veniva poi incollato sulla struttura del mobile. In alcuni casi, gli artigiani ebanisti per ampliare la varietà delle colorazioni, usavano legni tinti.

La Tornitura

La tecnica di far ruotare un pezzo di legno su struttura apposita e di comporre la forma desiderata, utilizzando un utensile da taglio che agisce sullo stesso, è un sistema già usato dai soliti antichi Egizi e successivamente da Greci e Romani. Si hanno notizie che a Colonia, i tornitori già dal 1180, avevano costituito una propria corporazione, addirittura separata da quella degli altri artigiani del legno, cosa questa che sottolinea l'importanza del loro operato.

Una delle forme più semplici e primitive è il cosiddetto tornio a pertica che funzionava grazie all'elasticità di un lungo palo. Il pezzo da tornire, veniva fissato su una semplice incastellatura, munita di punta e contropunta, entro cui lo stesso veniva imprigionato; la punta imprimeva il movimento di rotazione, tramite una corda avvolta sulla stessa e collegata da un lato al palo e dall'altro ad un pedale. Schiacciando il pedale e portando quindi in tensione la corda, essa faceva ruotare il pezzo verso l'operatore; nel momento in cui si rilasciava il pedale, la corda, richiamata dall'elasticità del palo, faceva ruotare il pezzo in senso opposto. L evoluzione, sarà l'applicazione di una ruota che da principio un aiutante girava manualmente e successivamente verrà mossa da motore.

Intaglio

Tra le tecniche più antiche e diffuse nella lavorazione del legno, sicuramente si deve annoverare l'intaglio.

Esso si ottiene scavando la superficie con scalpello e sgorbia, seguendo un disegno prestabilito. I procedimenti partono dai più semplici, consistenti ad esempio in primitive incisioni sulla superficie, magari accompagnate da una serie di disegni ripetitivi, impressi con appositi punzoni, fino ad arrivare a vero e proprio intaglio scultoreo, assai più complesso, dove si potrà facilmente parlare come nella scultura, di bassorilievo, altorilievo e intaglio a tutto tondo. come dimenticare la splendida arte scultorea di Giuseppe Maria Bonzanigo, attivo a Torino e prima ancora, in ordine di tempo, quella del veneto Andrea Brustolon. Quasi tutti i legni, usati normalmente nella lavorazione dei mobili, possono essere usati per l'intaglio, erano comunque preferiti quelli con venatura più compatta. Usatissimo in Italia fu il noce. I pezzi che dovevano essere laccati o dorati, venivano preferibilmente eseguiti con legni teneri quali pioppo, cirmolo, abete. Dal 1850, si iniziano a costruire macchine, in grado di produrre meccanicamente l'intaglio. Tale automazione, negli anni enormemente migliorata, permette oggi di eseguire, nella lavorazione di serie, lavori perfetti. L intaglio manuale, sopravvive nella produzione artistica e nelle varie fasi del restauro, dove la riproduzione di un solo particolare, fà economicamente preferire la manualità.

Antichi arredi

Nella seconda metà del 400 esistono nell'arredo pochissime tipologie di mobili e tra queste sicuramente il più importante è rappresentato dal cassone.  Esso infatti viene usato come credenza, dispensa, guardaroba e per ogni altro oggetto, prezioso e non, che possa in esso essere contenuto.

Nel medioevo esistono vari tipi di sedile che verranno poi mano a mano evolvendosi. La poltrona o meglio il sedile con braccioli, era riservata al capofamiglia o agli ospiti d onore; le persone di ceto inferiore, sedevano su panche o cassoni e sgabelli.

La tecnica di costruzione, non fa altro che applicare le conoscenze che già si hanno nel campo della falegnameria; quindi usare al meglio i vari incastri conosciuti, l'utilizzo del tornio ove occorra e l'intaglio e altro per la decorazione e finitura.

La sedia è un mobile molto complesso, soprattutto per le resistenze meccaniche che deve sopportare, derivanti dal normale uso quotidiano. Nella costruzione di serie, dalla fine del 700, diventa frutto di opera collettiva: il tornitore per le parti tornite, un operaio per segare e sagomare, altro per la curvatura, l'intagliatore, il montatore per assemblare ed infine il verniciatore.

Accanto a questa alta specializzazione, si formarono e sopravvissero per un certo tempo, artigiani che possiamo definire nomadi, i quali accontentandosi di vitto, alloggio e un piccolo compenso, giravano tra i vari insediamenti rurali, con a seguito pochi attrezzi che compensati da grande abilità manuale, permettevano di produrre a domicilio, sedie semplici, robuste, comode e gradevoli.



 

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