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Nella sezione di Architettura sono disponibili la consultazione di Articoli, documenti, progetti, normative curate dall' arch. Antonella B. Caldini che offrirà anche una professionale consulenza sulle tematiche trattate.

 

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Home Antiquariato Il Mobile nella cultura
Il Mobile nella cultura
Storia del Mobile in Emilia Romagna Stampa E-mail
Scritto da Paolo Cesari   

Nella città felsinea, dopo la cacciata dei Bentivoglio, si è radicato un gusto di estrazione borghese, che fino alla fine del secolo si esplica in formulazioni che privilegiano un arredo civile permeato da tratti rustici, una mobilia foggiata e improntata a una corposa volumetria scevra da ostentazioni di lusso, con paralleli che trovano riscontri negli arredi del nord Europa, dove prosperava una società mercantile e artigianale simile a quella bolognese.

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Il Mobile nella Cultura Stampa E-mail
Scritto da Arcaz   

Il valore culturale del mobile merita un analisi in profondità. Tuttavia è un argomento ineludibile, per l' importanza che assume nell'ambito della conservazione, perciò cercheremo di tracciare almeno un profilo generale della questione.

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Cassone Rinascimentale Antiquariato Mobili Stampa E-mail
Scritto da AA.VV.   

Un brillante fiorire di tutte le forme d Arte caratterizza il Rinascimento in Italia.
Accanto a innumerevoli capolavori di pittura, scultura ed architettura, fu creato un grande numero di oggetti di valore artistico ...

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Il Mobile Tirolese Antiquariato Mobili Stampa E-mail
Scritto da Mario Buccoli   

Il Mobile Tirolese

tra storia e tradizione

 

Nel Medio Evo, nelle case coloniche dell'arco alpino la vita si concentrava attorno al fuoco nel centro della casa. Poi, man mano si è passati a creare una stanza (la stube) al riparo dal fumo di questo locale usato anche per affumicare la carne, allora unico modo per la sua conservazione. Agli inizi del 1500, l'arredamento delle stube tirolesi era abbastanza austero e semplice. Lungo le pareti si allineavano delle panche fisse e in un angolo tra le finestre su due lati era posto il tavolo con qualche sedia o panca. Armadi e cassapanche non si usavano, perché le panche fisse lungo le pareti non l'avrebbero permesso. 

La stube era l'anima della casa, dove la famiglia si radunava attorno al tavolo con la servitù, per i pasti giornalieri. Era anche il luogo dove si concludeva affari, dove si discuteva e dove  l'innamorato chiedeva la mano della figlia del contadino.  


 Restauro e Antiquariato: cassapanca originale con intagli e intarsiSi può affermare che, con la costruzione delle stube, nelle case dei contadini ha avuto inizio uno stile nuovo di abitare. Si è infatti cominciato a dividere la casa in vari reparti e conseguentemente era necessario fornirsi di altri mobili, soprattutto per il settore riservato alla notte. I mobili appartenenti alla cultura contadina locale del passato (comunemente definiti mobili tirolesi), sono quasi esclusivamente mobili delle camere da letto; cioè cassapanche, armadi e letti mobili che poi venivano portati in corteo festoso con il resto del corredo attraverso il paese fino alla casa dello sposo, ha  Restauro e Antiquariato: armadio tirolese antico originale, con decoro nuovoprobabilmente contribuito in modo determinante acché i mobili per la  camera da letto venissero via via  arricchiti con decori. In molti luoghi si usava anche dipingere su cassapanche, armadi o letti, il nome da nubile della sposa e l'anno nel quale si celebrava il matrimonio. Poi, ovviamente il decoro era caratterizzato dallo stile artistico di ciascun popolo. Grosso modo si potrebbe dire, che in zone popolate in prevalenza dai bajuvari si usava il decoro dipinto, mentre in zone dominate dalla popolazione reto-romanica si usava il decoro intagliato. Ovviamente eccezioni e sovrapposizioni di stili, erano possibili a causa degli spostamenti degli artigiani. Comunque, specialmente zone al riparo da altri influssi, hanno messo in rilievo in modo inconfondibile il proprio stile. Quei mobili, oltre al valore per l'uso pratico, erano quindi anche espressione di bravura artistica. 

 Restauro e Antiquariato: armadio tirolese nuovoParlando di cassapanche, armadi e letti, la prima ad essere utilizzata fu la cassapanca per custodire vari oggetti. Creata da ciascuno per proprio conto in maniera rudimentale, era inizialmente destinata a conservare il grano. Anche più tardi, quando ormai gli appositi mobili per le camere da letto - creati per lo più da abili maestri artigiani - erano entrati nelle case, la cassapanca continuava a custodire lini, loden e vestiti. Soltanto dopo la metà dell'800  il cassettone o l'armadio come mobile fecero il loro ingresso definitivo nelle camere da letto, senza però mai sostituire la cassapanca. 

Già nella metà del secolo scorso - a causa dell'industrializzazione - iniziò a diffondersi una certa indifferenza, per non dire un disprezzo, verso la cultura popolare e il vecchio patrimonio artistico tramandato da generazioni. Gradualmente, tanti pezzi ancora in buone condizioni vennero rimossi dai loro posti abituali per finire nei soffitti. Fortunatamente, dopo la seconda guerra mondiale venne riscoperto il valore essenziale del mobile rustico e tanti pezzi vennero salvati da collezionisti e amatori. 

 Restauro e Antiquariato: tipico armadio dell'Alpachtal/TiroloC è da dire che nella nostra zona, fino agli anni settanta, tanti pezzi pregiatissimi vennero scambiati  per poche Lire o per qualche oggetto apparentemente più utile. 

Oggigiorno, trovare un pezzo d epoca, originale e in buone condizioni, è molto difficile, e comunque ad un costo piuttosto elevato. Fortunatamente si trovano ancora abili artigiani che, seguendo attentamente le tecniche e i disegni dell'originale e a volte usando anche legno antico, riescono a creare delle riproduzioni che avranno sempre un valore e che senza dubbio sono destinati a diventare l'antiquariato del domani.  

 

Come pulire un mobile Tirolese

I mobili tirolesi vennero decorati con tempera, cioè colori diluiti in acqua. Per questo il decoro teme l'acqua e di conseguenza non usare acqua per pulire il mobile. Per togliere delle macchie grasse si potrebbe usare un diluente nitro acrilico con un panno morbido. Non esagererei tanto nel "pulire" il mobile, perché é proprio la patina e i segni dell'usato che fanno del Suo mobile un pezzo unico e prezioso.

Se dopo aver pulito cautamente il mobile volesse ravvivare i colori, usi una cera. Può applicare sia una cera d api sia una cera sintetica, sempre incolore ovviamente. La cera sintetica ha il vantaggio che è idrorepellente e dura più a lungo. Applichi uno leggero strato di cera e dopo aver lasciato asciugare passi con un panno morbido per lucidare. La cera sintetica normalmente si asciuga dopo 15 - 20 minuti, nel caso che volesse usare la cera d api sarà meglio aspettare 10 - 12 ore. Segua comunque le istruzioni sul contenitore.

 

 
Il Mobile Rustico - Antiquariato Mobili Stampa E-mail
Scritto da AA.VV.   

 

Il Mobile Rustico

 

Per mobile rustico s intende quella produzione di mobili slegata dagli stili in voga in un determinato periodo, se non con influenze minime.

Spesso questo tipo di produzione era legato alle necessità particolari del committente e quindi con misure e proporzioni fuori dei canoni stilistici dell'epoca.

Il periodo in cui maggiormente si possono trovare i mobili di questo genere parte da circa metà 800 per arrivare fino ai primi decenni del 900, anche se mobili di questo tipo si possono trovare in epoche precedenti.

Non è raro che questi oggetti erano costruiti direttamente da chi ne aveva necessità, o da falegnami di paese che utilizzavano tra l'altro legno di tipo diverso per costruire uno stesso oggetto, badando, come già accennato precedentemente, principalmente alla funzionalità.

Le loro condizioni non sono mai ottime giacché a differenza dei mobili di pregio che sono sempre stati curati nel tempo, proprio per il loro valore, questo tipo di mobilia ha più sofferto per l'intenso uso cui sono stati sottoposti e per la scarsa attenzione che ricevevano.

Non scordiamoci, infatti, che solo oggi sono considerati mobili antichi. Molto spesso nel corso degli anni l'unico metodo adottato per proteggerli dall'usura, e renderli in ogni caso presentabili nonostante i danni che nel tempo aumentavano, è stato quello di verniciarli con smalti colorati che si sovrapponevano uno su l'altro, oppure con ogni sorta di vernici tra le quali, nel caso dei mobili in cui è ancora visibile il legno, la vernice tipo flatting. Ai nostri giorni questi mobili li possiamo ancora trovare con relativa facilità nei vari mercatini d antiquariato o in vecchie case di campagna. In questa categoria è facile trovare cassettoni, tavoli, piattaie e tutti quegli oggetti d uso comune più comune.

 

 
Il Mobile Veneto - Antiquariato Mobili Stampa E-mail
Scritto da AA.VV.   

il Mobile Veneto

Fonte: Artigianato artistico veneto

 

 Antiquariato mobile - il Mobile venetoIl mobile veneto e quello veneziano in particolare, costituisce un genere che si distingue nel panorama del mobile italiano e che è conosciuto ed apprezzato, fin dal Settecento, in tutta Europa, tanto che buona parte della produzione del mobile settecentesco o fu costruita direttamente per committenti stranieri (fenomeno non frequente a quei tempi) o fu venduta ad acquirenti stranieri quando la Repubblica Veneta decadde definitivamente.
Una delle caratteristiche che tradizionalmente si assegna al mobile veneziano è quello di non essere, a differenza dei mobili di altre capitali europee, un mobile "di corte", cioè di non aver sviluppato un proprio stile ben codificato, in quanto a Venezia mancava una corte, non vi erano cioè, dimore ed arredi stabilmente assegnati ad un principe e dunque in grado di sviluppare un proprio gusto; è una considerazione in parte vera, dal momento che il Doge e gli altri dignitari portavano i loro mobili in Palazzo Ducale e negli altri palazzi pubblici al momento delle loro elezione e gli arredi venivano prelevati dagli eredi alla loro morte, ma è vero anche che in alcune ricche famiglie nobiliari, i grandi monasteri (Santa Giustina a Padova, i Frari e San Giorgio a Venezia), le grandi cattedrali (Treviso, Verona,) e più tardi i Seminari, svilupparono un arredo connotato da precisi stili e riconducibile a deciso gusti, così da costituire tante piccoli corti.
Ma andiamo con ordine, tra i mobili veneti più antichi, il primato sembra spettare a manufatti di ambito padovano: vengono di solito citati quelli appartenuti al Petrarca e conservati nella casa di Arquà, assieme ad un armadio da sacrestia conservato nella cappella degli Scrovegni. Si tratta di una poltrona pieghevole intagliata, derivata dal "faldistorio" Medievale e di un armadietto per libri, risalenti agli anni 1368-69.
L' armadio da sacrestia è decorato con palmette scolpite a rilievo e ad incavi trilobati. 

Nel Trecento le case ed i relativi arredi erano molto semplici e veramente pochi sono i manufatti ancor oggi conservati: guerre, devastazioni e soprattutto rovinosi incendi (allora piuttosto frequenti) hanno impedito la loro salvaguardia. Si sono salvati dalle distruzioni alcuni interessanti manufatti in legno scolpito e dorato (detti ancone) che racchiudono dipinti su tavola di carattere sacro, spesso composti in "polittici" e decorati con elementi architettonici (archiacuti, lesene, pinnacoli, ecc.). 

 

 Specchiera in legno intagliato e dorato, Venezia, metà del XVIII sec. Il Quattrocento, grazie anche ad una più diffusa ricchezza, derivante dai floridi commerci con l'Oriente, segna un momento di ripresa del mobile e dell'arredo in Veneto, nella seconda metà del secolo, in seguito ai soggiorni padovani di artisti fiorentini, come Paolo Uccello e Donatello, si impone il nuovo gusto rinascimentale. L intarsio e l'intaglio raggiungono esiti estetici di grande pregio: la tarsia figurata, detta anche "pittorica", conosce un eccellenza rara con i fratelli Cristoforo e Lorenzo Canozi di Lendinara che lavorarono agli stalli lignei del Santo a Padova, mentre Francesco e Marco Cozzi sono autori di soffitti intagliati e dorati (Capitolo della Scuola della Carità a Venezia), stalli lignei (a Santa Maria Gloriosa dei Frari e a San Zaccaria). Come spesso succede, questi mobili chiesastici influenzarono anche il mobile domestico.
I cassoni e le cassapanche venivano finemente decorati e spesso dipinti: Giorgione, Jacobello del Fiore, Giambellino e Liberale da Verona, per citare solo i più conosciuti, dipinsero cassoni, armadi, di cui rimane ancor oggi testimonianza nei musei.

Nel corso del Cinquecento la ricchezza della Repubblica Veneta comincia a declinare, anche se non diminuisce lo sfarzo dei mobili e degli arredi, le cronache riferiscono che a Venezia "Non è persona così miserevole che non abbia casse e lettiere di noce". La tarsia pittorica viene un po abbandonata mentre l'intaglio ha grande diffusione. L ornamentazione dei mobili rispecchia gli elementi architettonici del tempo: lesene, mascheroni, grottesche, capitelli, volute e timpani ornano i cassoni, le credenze, gli tipi costruiti a Venezia e a Padova in quegli anni. 

 

Le Corporazioni

 le corporazioni nell'artigianato del mobileSe esaminiamo il Seicento scopriamo una grande varietà di mobili e un altissima qualità nel confezionarli: gli artigiani veneti non producevano più solo per la nobiltà veneziana ma ricevevano ordinazioni da ricchi borghesi e da principi italiani e stranieri: i duchi di Mantova diedero incarico all'ambasciatore di reperire mobili pregiati a Venezia per il loro palazzo. I falegnami, marangoni in veneto, si riunivano in corporazioni che prendevano il nome di "fraglie" "arti" o "scuole" dal luogo di riunione, chiamato anche "albergo". I marangoni si dividevano in casseleri, addetti a casse, cassoni nuziali e stipi; marangoni da fabbrica, addetti alla carpenteria e agli infissi nel settore edilizio; i marangoni da noghera, addetti alla costruzioni di mobili; i remisseri, gli unici autorizzati ad intarsiare, lastronare e impiallacciare; i marangoni da soaze, addetti a specchi e cornici, costoro collaboravano con gli squeraroli nelle costruzioni delle gondole ed erano detti marangoni da negro. 

 

Ebanisti Veneti

La gran parte dei mobili che esce dalle botteghe artigiane, pur essendo di grande pregio, non è firmata, alcuni nomi di maestri mobilieri, veri e propri artisti del legno, sono tuttavia conosciuti, tra questi Francesco Pianta il giovane (Venezia, 1632 c. -1692), guidato da uno spirito fantasioso, ha lasciato un impronta sicura nel mobile barocco veneto; Andrea Brustolon (Belluno, 1662 - 1732), allievo dello scultore Filippo Parodi, rimase insuperabile e insuperato nelle sculture lignee con le quali ornava i mobili e le cornici: Ca Rezzonico a Venezia conserva il famoso "fornimento Venier" composto da poltrone, portavasi e statue scolpite dal Brustolon che utilizzava prevalentemente il legno di noce.

 


Mobili Caratteristici

 Cassettone a ribalta, Venezia, XVIII sec. Nel Settecento il mobile veneto raggiunge il suo massimo splendore, le botteghe artigiane di Venezia costituiscono il più fecondo centro di produzione di mobili in Italia; la sola Venezia contava oltre  trecento botteghe con circa duemila lavoranti. Più che il susseguirsi degli stili (Luigi XV, Luigi VI, ecc.) va sottolineata la grande varietà delle tipologie di mobili che si adattano ai nuovi costumi: la donna assume nella società un posto importante ed ecco che vengono creati mobili da donna come piccoli scrittoi, mobili da toilette, ecc.. Si diffonde il mobile laccato, anche se non si tratta di vere e proprie lacche orientali ma di imitazioni: il mobile viene prima dipinto con motivi floreali o con "cineserie" e quindi ricoperto dalla sandracca, una vernice trasparente. Interessante è la tecnica della "lacca povera" che consiste nel ricoprire i mobili incollando sulla loro superficie carte stampate e acquerellate, anziché dipingerli, la carta veniva quindi ricoperta con una vernice trasparente. 

 

La caduta della Repubblica Veneta colpisce anche la produzione artigianale dei mobili; nonostante l'Austria tenti di mantenere le vecchie corporazioni dei marangoni, nel 1806 essa viene definitivamente soppressa. 

 

 Durante l' Ottocento il Veneto non solo subisce le mode d oltralpe ma vede pian piano disperdersi il grande patrimonio di mobili e di arredi che per secoli aveva abbellito le case e i palazzi. Tra gli artisti che influenzarono il gusto di quegli anni vanno ricordati Giuseppe Borsato, Giuseppe Jappelli, Giuseppe Zanetti e Giovanni Maretti. Il Borsato (1771 - 1849) fecondo interprete dello stile impero a Venezia dove ha lasciato la sua impronta nell'arredo del Palazzo Reale, è stato professore di ornato presso l' Accademia di Belle arti e ha pubblicato un volume con modelli di mobili neoclassici e impero. Lo Jappelli (1783 - 1852), architetto e progettista di giardini, ha realizzato, a Padova, il Caffè Pedrocchi con un elegante e sobrio arredo in stile Impero.

Nella seconda metà del secolo tra i maestri mobilieri di maggior fama va ricordato Valentino Panciera Basarel (1829 - 1902) che, dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Venezia, aprì in città una bottega con il fratello Francesco. Il suo stile fu influenzato dal Brustolon, suo conterraneo, eseguì intagli in cirmolo, noce e ciliegio di grande pregio; per la loro bellezza e originalità suoi mobili comparvero nelle esposizioni internazionali italiane e straniere. 

 

Produzione mobili in stile di qualità

Il Novecento segna un nuovo modo di produrre e commercializzare il mobile: nasce la moderna industria del mobile che secondo un modello veneto già sperimentato in altri campi (l industria tessile, l'abbigliamento, la scarpa) che dà vita a laboratori industriali medio-piccoli dove sanno fondersi la perizia artigianale, la laboriosità dei veneti, un gusto sicuro e raffinato che si può far risalire alla tradizione del mobile veneto. Ora viene chiamato mobile in stile ma non è altro che la riproduzione puntuale e fedele di modelli sette-ottocenteschi che per la loro solidità, l'eleganza e la funzionalità, hanno mantenuto una persistenza quasi ininterrotta.
Alla produzione di mobili in stile, sviluppatasi a Cerea nel veronese, nel cittadellese e nel montagnanese, si affianca una presenza di antiquari, di botteghe artigianali di restauratori e di doratori che continuano l'antica e nobilissima arte dei marangoni veneti. 

 
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