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| Restauro del Mobile - Arredi ecclesiastici | |||||||||||||||||
| Scritto da Ezio Flammia | |||||||||||||||||
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Fonte: Ezio Flammia già docente di disegno e storia dell'arte   Restauro di quattro candelieri e di un Crocifisso, provenienti dalla chiesa della Madonna di Campanile di Frasso Telesino I quattro candelieri di legno dorato, unitamente ad altri due scomparsi (Nota: 1) e al Crocifisso, dovevano far parte del primitivo arredo della chiesa (collocati sull'altare maggiore, si armonizzano con l'architettura coeva dell'edificio stile "barocchetto" del XVIII sec.). Â
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 Il CrocifissoLa Base della croce è, rispetto ai candelieri rivestita di foglia d' oro nelle parti più aggettanti: riccioli, motivi floreali, ondulazioni arabescate per meglio far risaltare l'effetto luministico e la fluidità degli elementi decorativi; di foglia d' argento meccato e "mattato" nelle superfici che fanno da ripiani o da supporto ai motivi florali aggettanti. Lo stesso procedimento si può notare nella doratura della croce, anche se con tonalità lievemente diversa, i due bracci sono "mattati" mentre la cornice e i tre "puntali" (terminali delle due assi) sono rilucenti e decorati. Â
  La base, sia per la sua valenza simbolica, (rappresenta il luogo dove fu posta la croce), sia per la centralità compositiva-spaziale, (è collocata tra i sei candelieri) e sia per la funzione statica, (sorregge la croce con il Cristo), è l'elemento più voluminoso, reso leggiadro da motivi fitoformi, da ripiani bombati e da una rastremazione verso l'alto dal profilo mistilineo, arricchito da "piattine" ricurve e traslucide, terminanti in volute e controvolute. La base, rispetto ai candelieri, rispecchia di più il gusto decorativo del rococò. Â
Le mani e i piedi sono modellati con un attenta definizione degli arti in tensione, trafitti da grossi chiodi di ferro. Sono dettagli significanti di una scultura devozionale rappresentante il martirio salvifico.
I particolari del Cristo, dalle dimensioni modeste (alt. cm.0,40), definiti con estrema precisione come delle cesellature, si possono ammirare solo da vicino. I fedeli che si trovano ad una certa distanza dall'altare, non possono notare i dettagli minuti, possono percepire, dell'insieme, solo l'emblematica passione del Cristo. Altro elemento da rilevare è che la rappresentazione del martirio si evidenzia nella sua drammaticità solo se si stacca il Cristo dalla croce, si è notato durante il restauro e si può osservare, in misura ridotta, nell'analizzare le foto che documentano le fasi operative del recupero conservativo. Il Cristo, riposto sulla maestosa croce dorata (alt. cm. 164), ricca d elementi decorativi e contornata da sfavillanti e rilucenti fasci raggiati, assume un aspetto ieratico di gran bellezza. Il colore chiaro dell'incarnato, maculato dalle ferite sanguinanti e tumefatte o dai lividi delle frustate, non accentua la drammaticità della passione, anzi, perde d intensità per l'effetto della percezione dei valori cromatici della dominante luministica e splendente dell'oro. ÂStato di conservazione
Gli insetti xilofagi avevano devastato il legno tale da lasciare in alcuni punti la sola crosta di gesso. La doratura superstite, che era ovunque abrasa, lesionata e solcata da una miriade di segni scuri sottili come capillari, aveva perso la sua compattezza e adesione al legno. La base della croce, rispetto ai candelieri, era in una condizione in apparenza accettabile, nel senso che tutti gli elementi mantenevano la loro forma. Rotture erano presenti: in basso, nei due elementi che sorregono le due grosse volute e, in alto, nel "piedritto" dove s innesta il braccio della croce. Anche qui i tarli avevano scavato una miriade di gallerie rendendo fragile il legno. Cadute di stucco con dorature erano presenti in prossimità delle rotture e degli spigoli. La croce aveva i due bracci sconnessi, rotture nella raggiera (mancavano i terminali di quattro fasci di luce) e nel "cartiglio del titolo" (nelle parti estreme). Cadute di stucco con doratura, si notavano nei listelli che incorniciavano i ripiani dei bracci della croce, nei puntali (baccelli, conchiglie, rosette) e nell'incrocio degli assi. Macchie nella doratura. Il Cristo, aveva: il braccio sinistro staccato e il destro con principi di separazione; fori di tarli (vistosi), su tutto il corpo; la mano destra era priva dell'indice; una rottura alla fine dello svolazzo del perizoma; lievi macchie di sporco e residui di gocce di cera ovunque; la corona di spine con qualche ramo rotto.  InterventiÂ
  I piedi delle basi mancanti sono stati ricostruiti con pasta di legno dentro uno stampo di gomma siliconica ricavata dall'unico elemento superstite. (vedi: ricostruzione elementi col metodo del calco) Verniciatura finale per nebulizzazione d alcool e velatura di cera d api. (Nota 2) Â
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