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Casa Castellana in via Libertà


Studio ARC

LA CASA CASTELLANA DI VIA LIBERTÀ ANGOLO VIA NIZZA

Progetto: arch. Antonella Barbara Caldini e arch. Gianfranco Martino di Acqui Terme

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La storia del palazzo ricostruita attraverso l’ascolto delle fonti orali parte proprio dai Bruni, precisamente da Ottavio Bruni, castellano di Alice Bel Colle e farmacista che proprio nel palazzo esercitò la sua attività, il locale originariamente utilizzato come farmacia può essere oggi individuato nella stanza posta al primo piano dopo la scala sulla sinistra (figg.6-7). 

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Fig. 6: Alice Bel Colle, Casa Castellana.
Facciata su Via Libertà che in passato consentiva l’accesso alla farmacia e all’abitazione del castellano Ottavio Bruni e veduta interna del locale che in passato veniva utilizzato come farmacia.
Fig. 7: Alice Bel Colle, Casa Castellana.
Veduta interna del locale che in passato veniva utilizzato come farmacia.

Questo vano,attualmente abbellito con decorazioni piuttosto recenti a tema floreale, conduce attraverso alcuni scalini al cortile poligonale che affaccia direttamente su Via Libertà. In passato l’ingresso alla farmacia e all’abitazione avveniva soltanto da questa parte del palazzo che si configurava in maniera diversa in considerazione del fatto che alcuni ambienti oggi esistenti e il cortile interno sono il frutto della rettificazione stradale avvenuta nel 1889.

Tutto il primo piano della casa era utilizzato come zona giorno con una parte destinata all’attività commerciale del farmacista Ottavio Bruni.

L’attuale corridoio non esisteva è, infatti, il frutto di interventi risalenti agli anni Trenta (1933), periodo durante il quale il palazzo venne anche abbellito con decorazioni a tema floreale di semplice fattura.

Su questo piano si trovava, che conserva ancora, un grosso camino (il cui sviluppo prosegue al piano superiore) mentre un secondo camino è rintracciabile nel corridoio dietro un armadio a muro.

Fig. 8: Alice Bel Colle, Casa Castellana. Particolari delle decorazioni della volta del salone del piano nobile.

Attraverso il vano scala si accede ai locali del piano nobile. Il salone del piano nobile è indubbiamente l’ambiente più imponente della casa e conserva ancora le originali decorazioni ottocentesche (figg.8-9), non è stato possibile reperire specifiche indicazioni in merito ai nomi degli esecutori delle decorazioni della volta mentre sappiamo che in passato il salone era impreziosito da arredi lignei di gran pregio e da infissi di bella fattura con sovraporta dipinti .  Purtroppo sia gli arredi che i sei sovraporta settecenteschi dipinti su tela, raffiguranti vedute, sono stati rubati nel 2001 insieme ad un quadro di grandi dimensioni riproducente un paesaggio e con cornice lignea degli anni Trenta.

Tutte le camere a contorno del salone erano utilizzate come camere da letto, fra queste quella posta a destra del salone conserva un armadio a muro piuttosto profondo che è continuazione del camino del piano sottostante: è proprio questa la cosiddetta “camera della torretta”  – quella di cui parla più volte il Ghiglia – sopra la quale stava l’antica torretta della Casa, abbattuta secoli fa  “(…)

Fig. 9: Alice Bel Colle, Casa Castellana. Particolari delle decorazioni della volta del salone del piano nobile.

Nel palazzo del geometra Monticelli vi sono all’angolo nord due camere, una sovrapposta all’altra, che dicevanzi mezzo secolo fa, e diconsi ancora oggi camere della torretta (…) . Dal salone si accede poi, attraverso una scala, al solaio dove anticamente viveva la servitù.

Gli altri ambienti del piano nobile erano per lo più utilizzati come locali di sgombero: in quello sulla sinistra (rispetto al vano scala), posto ad una quota leggermente più alta rispetto agli altri e con pavimento in legno, è visibile un incavo sul muro. L’incavo palesa la presenza di un collegamento tra questa e la vicina abitazione, oggi di proprietà Benevolo, a dimostrazione del fatto che l’edificio era in origine un’unica proprietà divisa in seguito dalle due famiglie dei Rusca e dei Monticelli.

Adiacente all’immobile principale si trova un rustico che in passato assolveva una  funzione di servizio: una parte custodiva la cosiddetta “carusera” ossia la carrozza di famiglia mentre un’altra parte era destinata alla stalla ed accoglieva i cavalli, la parte terminale era invece utilizzata come concimaia; parte della copertura di questa porzione di fabbricato è realizzata con pianelle in cotto fiorentino .

Fig. 10: Alice Bel Colle, Casa Castellana. Veduta d’insieme del prospetto su Via Libertà.

Dal punto di vista planimetrico l’abitazione di Via Libertà si configura come un edificio a corte con pianta ad “L” costituita da un corpo abitativo principale ed una manica longitudinale di cantine e pertinenze rurali. La struttura è in muratura portante continua (mista laterizio e pietra), gli orizzontamenti sono costituiti da solai lignei con finte volte in canniccio e da volte in laterizio di diversa tipologia (a padiglione e a vela) a seconda del piano di riferimento. Il tetto è a falde con manto di copertura in coppi, la struttura è prevalentemente in legno con l’utilizzo in taluni ambienti di tavelle in cotto fiorentino.
Il prospetto su Via Libertà si presenta ancora coperto da intonaco a base di calce ben conservato nella parte alta dove sono ancora leggibili tracce di una coloritura gialla. La zona basamentale è stata, invece, oggetto di azioni manutentive che hanno portato alla sostituzione del vecchio intonaco con uno nuovo, a base di cemento, questa parte di facciata conserva ancora due finte finestre dipinte con tecnica a trompe l’oeil (fig.10).

Un muro in mattoni circoscrive la proprietà e si raccorda al portale in mattoni di Piazza Portello che consente l’accesso all’abitazione attraverso un grande cancello che reca, sui pannelli in ferro, le iniziali del vecchio proprietario “M. B.” ossia Monticelli Bartolomeo (fig.11). 

Fig. 11: Alice Bel Colle, Casa Castellana. Veduta d’insieme del cancello di ingresso su Via Libertà che reca ancora le iniziali “M.B.” del vecchio proprietario, Bartolomeo Monticelli.

Il muro in mattoni si unisce poi ad un muro in opera mista, oggi solo in parte ancora intonacato e si ricongiunge attraverso il prospetto su Piazza Portello alla manica longitudinale su  Via Nizza.

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