Considerazioni sul restauro di un pianoforte

Buongiorno,
possiedo un pianoforte Pleyel n. 26698 che mi dicono risalire al 1860 circa.
L’accordatore da diversi anni dice che non tiene l’accordatura in diverse corde, e il mobile non è in splendide condizioni.

La mia domanda verte sulla questione “vale la pena di restaurare tale strumento”? Alla fine di
un eventuale restauro avrò uno strumento che vale
almeno le spese sostenute? Conosce qualcuno che
in Sardegna può eseguire il lavoro, o ha suggerimenti diversi da darmi?
Grazie, saluti.
A. Manconi

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Gentile Visitatore,
questo pianoforte è dell’anno 1858.
Riguardo alla sua domanda, bisogna porsi un semplice interrogativo inerente al valore affettivo che questo strumento possiede.
La mancata tenuta dell’accordatura, come lei riferisce, è un normale sintomo dato
dall’età. Il somiere, dalle foto visionate, è sano, non presenta fessurazioni.
Si tratta quindi di un problema di fori delle caviglie divenuti laschi.

Pur trattandosi di uno strumento di marca celeberrima, io non opterei per un restauro, per il semplice motivo che questo dovrebbe essere di natura  integrale.

Avrebbe poco senso a mio avviso sostituire solamente le caviglie (e relative corde naturalmente) che presentano scarsa tenuta.
Gli “ibridi” e i lavori parziali (i cosiddetti rattoppi) lasciano sempre a desiderare, considerando poi che con l’andar del tempo i problemi si ripresenterebbero altrove.
Quindi l’unica via sensata sarebbe un restauro integrale, assolutamente sconsigliabile a mio modo di vedere su uno strumento dalle così scarse performances tecniche.

Il costo dell’operazione non sarebbe ricambiato dal risultato finale, anche in presenza di un restauro fatto a regola d’arte.

Cordiali saluti.
Stefano Rogledi

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