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Silvia Fini abita ed opera a Bologna. E' iscritta al Ruolo Periti Esperti di Antiquariato presso la Camera di Commercio in Bologna all'Albo dei Consulenti Tecnici del Giudice presso il Tribunale di Bologna.

 

Ringrazio caldamente la dott.ssa Fini Silvia che ha collaborato con professionalità ed amicizia fornendo il suo prezioso contributo per il servizio di consulenze del nostro sito.

Per i suoi impegni di lavoro questa collaborazione oggi si interrompe nella speranza che continui sotto altre forme.

Alcune delle numerose consulenze fornite dalla dott.ssa Fini rimangono comunque presenti sul nostro sito nella forma " Consulenze Archiviate", che comunque rimangono sempre valide per un consulto e approfondimento.

Il Servizio di Consulenza, continua grazie all'Antiquario KATIA LOI che  prendendo il testimone dalla dott.ssa Fini, curerà il nuovo spazio "L'esperto Risponde"

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Scritto da Silvia Fini   


Armadio piemontese

  • DomandaGent.ma dott.saun grazie anticipato per la sua rubrica e per il tempo che gentilmente ci dedica. Ho avuto da uno zio, appassionato di antichità, alcuni mobili e oggetti molto belli. Lo zio, negli anni tra il 1930 e 1950, trattando con molti farmacisti per motivi di lavoro, ebbe la possibilità di acquistare mobili antichi di ottima fattura (a quell'epoca non erano di moda) e la fortuna di conoscere un ottimo falegname restauratore con bottega in Torino, via Barbaroux, che seppe fare buoni restauri. Si tratta di un armadio a due corpi con due ante e un cassetto in basso. Le misure sono:altezza senza cimasa cm. 200 (parte posteriore); altezza con cimasa cm. 210 (parte anteriore), larghezza cm. 139,  profondità cm. 47 (l ingombro è però maggiore perché le porte sono a battuta).Non ho saputo risalire all'essenza utilizzata; le porte, viste dall'interno mi sembrano in noce, ma i pannelli intarsiati mi sembrano di legno diverso, più simile al corpo dell'armadio. 
  • Questo armadio fa parte di quei mobili.
  • Pur essendo un appassionato di mobili antichi e pur cimentandomi, da quando fortunatamente sono in pensione, nella nobile arte del restauro (cercando di imparare il più possibile dall'ottimo sito a cui Lei contribuisce), non sono in grado di dire a quale epoca e a quale stile appartenga. Ho messo insieme alcune osservazioni, ma non ho certezze (potrei azzardare per lo stile eclettico e come epoca l'ultimo quarto del XIX secolo). Inoltre poiché una persona mi ha chiesto con insistenza di venderglielo, vorrei avere una valutazione, perché in merito confesso tutta la mia ignoranza.


Il cassetto ha gli incastri a coda di rondine (nascosti sulla parte anteriore e passanti in quella posteriore).
Il fondo dell'armadio (che separa il cassetto dal vano abiti) mi sembra sia stato sostituito in epoca successiva e, mi sembra, di abete (o di larice).
La parte posteriore direi essere costruita in noce, con una certa cura (potrebbe essere indice di epoca più recente?).
Le cerniere che sorreggono le porte sono in ferro e di fattura grossolana (due hanno perso la fiamma inferiore). L armadio è finito a gommalacca con una patina molto piacevole.
I quattro pannelli laterali sono hanno una cornice scura (verniciata?) modanata ed un semplice filetto lineare intarsiato un po più interno; quello inferiore sinistro presenta una crepa restaurata e dall'interno si vedono due rinforzi incollati.
I quattro pannelli delle porte hanno la stessa cornice scura modanata e presentano ognuno intarsiata una losanga con motivi geometrico-floreali in diverse essenze. 
La cimasa, presenta una sporgenza quasi classicheggiante con un festone ad intarsio di foglie scure su fondo chiaro.
Gli spigoli laterali sono arrotondati.
I piedi non so come definirli. 
La parte bassa dall'armadio, mossa, ha un filetto intarsiato tutto intorno che scende anche sui piedi.
Le invio la documentazione fotografica. 
La ringrazio anticipatamente per la sua competente cortesia e ancora complimenti per il sito.
Alberto 



  • Risposta
  • Egr. sig. Alberto,
  • intanto grazie per i suoi piacevoli commenti sul sito e sono molto contenta di darle qualche suggerimento su questo bellissimo armadio.
  • Ancora una volta ho il piacere di constatare quanto lo stile dei mobili piemontesi sia raffinato e di gusto vicinissimo agli stereotipi francesi.
  • In particolare i piedi arcuati e le cornici ebanizzate dei pannelli, l'utilizzo del legno chiaro con intarsi leggeri, sono propri del Carlo X francese, anche se dalla linea si capisce che e stato costruito un poco piu tardi, nella seconda meta dell'800.
  • La sua deduzione di classificarlo come stile eclettico e dunque corretta e si tratta di un bel mobile elegante che puo essere anche utilizzato come libreria. Le svelo comunque una mia piccola regola per quanto riguarda l'armadio italiano: in genere per tutti i modelli costruiti fino al 1840 circa, sono un unico pezzo e quindi non si smontano;
  • dalla meta dell'800 fino al 1880 circa, si dividono in due pezzi distinti appoggiati uno sull'altro con le ante anch'esse smontabili. Dalla fine dell'800, fino ai primi del 900, sono invece divisibili in piu parti che sono: la cimasa, la base con i piedi, i fianchi, la schiena e le ante. Naturalmente come in tutte le regole ci sono alcune eccezioni, ma in base alla mia esperienza diretta, la tendenza di progettare armadi sempre piu comodi da trasportare, segue in Italia questo andamento temporale ed il suo armadio ne e una conferma.
  • Per quanto riguarda il valore, essendo un mobile piuttosto particolare, si aggira attorno alle 4.000 Euro.
  • Le auguro buona vendita e la saluto cordialmente.
                        • Silvia Fini
 

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