Silvia Fini abita ed opera a Bologna. E' iscritta al Ruolo Periti Esperti di Antiquariato presso la Camera di Commercio in Bologna all'Albo dei Consulenti Tecnici del Giudice presso il Tribunale di Bologna.

 

Ringrazio caldamente la dott.ssa Fini Silvia che ha collaborato con professionalità ed amicizia fornendo il suo prezioso contributo per il servizio di consulenze del nostro sito.

Per i suoi impegni di lavoro questa collaborazione oggi si interrompe nella speranza che continui sotto altre forme.

Alcune delle numerose consulenze fornite dalla dott.ssa Fini rimangono comunque presenti sul nostro sito nella forma " Consulenze Archiviate", che comunque rimangono sempre valide per un consulto e approfondimento.

Il Servizio di Consulenza, continua grazie all'Antiquario KATIA LOI che  prendendo il testimone dalla dott.ssa Fini, curerà il nuovo spazio "L'esperto Risponde"

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Scritto da Silvia Fini   





Domanda


Gentilissima Silvia Fini , ho avuto il piacere di leggere alcune delle sue consulenze e le scrivo per richiederle il parere relativamente ad un mobile di famiglia.
Si tratta di una guardaroba in noce credo ottocentesca , a doppia anta e con un capiente cassetto alla base. Il fondo del mobile è in tavoloni grezzi credo in pioppo e la sommità è stata rifatta. (Dimensioni 140x200h x 55 profondità)
L aspetto a mio avviso più interessante riguarda un particolare presente all'interno del mobile. Si tratta di una trascrizione relativa ad un trasferimento del mobile stesso da parte del sig. Treves Raffaele al sig. Treves Giacomo , orologiaio in Asti.
Allego alcune foto del mobile e di alcuni particolari incluso il messaggio relativo al trasferimento.
In attesa di un suo riscontro colgo l'occasione per porgere cordiali saluti.

Andrea


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Risposta


Si tratta di un armadio piemontese del 1860 - 1870 circa, in tardo stile Luigi Filippo. Il biglietto ci dimostra ancora una volta come i mobili antichi venissero costruiti per durare nel tempo e raramente venivano buttati, come invece e consuetudine nell'attuale mondo del consumismo. Spesso viaggiavano tramite le ferrovie da una città all'altra ed erano considerati parte del patrimonio famigliare. Spesso, venivano costruiti su misura con tanto di iniziali, per essere donati ad una coppia in occasione del loro matrimonio, oppure venivano tramandati di padre in figlio, come forse e il caso del suo mobile. Per quanto riguarda la sua valutazione, tenendo conto dei restauri che sono stati eseguiti nel tempo, siamo attorno alle 2.400 euro.
Cordiali saluti,

Silvia Fini

 

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