Google new 2018

piano_2005_27c

Consulenza a cura di Stefano Rogledi

tecnico-accordatore e restauratore.

Invia la tua richiesta di consulenza

Tutti i servizi sono gratuiti

Si avverte che a fronte delle numerose richieste che pervengono, può accadere che non sia possibile dare risposta a tutte.

Ci scusiamo in anticipo.


Stefano Rogledi è anche l'autore de "La storia del Pianoforte"

Home Consulenza Pianoforti Pianoforte verticale G. Mola
Consulenza Pianoforti
Pianoforte verticale G. Mola Stampa E-mail
Consulenze - Consulenze per il Pianoforte
Scritto da Stefano Rogledi   

Domanda

Esimio Maestro,
relativamente all'articolo del Sig. Luigi vorrei sapere se i pianoforti "G. MOla" di Torino possono avere al posto della piastra di ghisa una piastra di legno molto dura e, nel caso mio, se un numero "20393" riportato all'interno del mobile potrebbe essere la matricola?

Distintii saluti, Nicola

Risposta

Gentilissimo Sig.Nicola,
purtroppo dalle foto visionate non posso rilevare nulla di tecnicamente interessante, eccetto lo stile dello strumento, collocabile intorno alla metà anni 20; il dato del presunto numero di matricola (20393) infatti collima con la tipologia del pianoforte in oggetto.

Tuttavia è necessaria una precisazione riguardo alla domanda da lei postami:
i pianoforti storici con telaio totalmente in legno sono spariti dal mercato ormai da svariati decenni.Si tratta di strumenti prodotti fino alle prime decadi del 1800, che non hanno retto all'azione prolungata della trazione delle corde. Personalmente, l'ultimo di cui ho ricordo, lo trovai qualche anno fa; un verticale di produzione italiana.


La scena che mi si presentò innanzi fu desolante: il telaio (e il somiere, parte che accoglie le caviglie di accordatura) completamente e drammaticamente "accartocciato".
In un tipico pianoforte verticale del secolo 1800, la tensione totale delle corde arriva a circa 11 tonnellate; è giustificabilissimo un cedimento strutturale, anche a causa dello stress delle fibre del legno.
In uno strumento moderno con piastra in ghisa, tale tensione sale a 20-22 ( ) tonnellate. Ciascuna corda infatti esercita una trazione di circa 70-80 kg e più.
Nel suo caso, il pianoforte Mola presenterà certamente un telaio in ghisa probabilmente "finestrato", cioè con somiere a vista, oppure con la piastra in ghisa che arriva fino all'altezza del somiere, lasciandolo scoperto.

Ci sono infatti due tipologie di progetto per questa parte dello strumento: somiere nascosto dal telaio di ghisa (ci sono solo i fori passanti nella ghisa), oppure come nel suo esemplare "a vista", quindi con il telaio che offre un "contorno" al somiere stesso. In tutti i casi il legno utilizzato per la costruzione (del somiere) è sempre solidissimo, almeno si spera...in genere faggio, negli ultimi decenni in conformazione multistrato, incollato incrociando le venature. Una costruzione di questo tipo, se ben eseguita, risulta praticamente indistruttibile per le caviglie.
Precisiamo ancora una volta che il somiere, anche in uno strumento moderno, è SEMPRE di legno, dello spessore di circa 6-8 cm, saldamente avvitato al telaio di ghisa. Il legno infatti agisce come una "guarnizione" elastica al punto giusto, che avvinghia la caviglia permettendone al contempo lo scorrimento durante le operazioni di accordatura.
La piastra in ghisa serve perciò ad offrire tenuta e rigidità strutturale, non che un solido ancoraggio delle corde dal lato opposto al somiere.

Allego due fotografie di un telaio "Mola", tolto dalla sede per effettuarne la rilaccatura durante un restauro integrale, da me effettuato tempo fà. (notare nella seconda foto, il somiere "a vista" che accoglie le caviglie).
Molto probabilmente questo esemplare è tecnicamente simile allo strumento in suo possesso.
Non avendo foto interne del suo strumento non posso determinarne le condizioni.
Il valore di mercato è comunque abbastanza basso.

Cordiali saluti,
Stefano Rogledi

 

 

Vuoi una stima o una valutazione del tuo Pianoforte??

Per questo servizio si prega di allegare alla richiesta immagini della parte interna (meccanica, martelli,caviglie di accordatura) dello strumento, annotando se possibile il numero di matricola ove non evidente in foto. Una fotografia della parte esterna in generale e dei tasti è ugualmente gradita.


Vuoi conoscere l'anno di fabbricazione del tuo Pianoforte??

Questo servizio si rivolge a quanti desiderano conoscere l'anno di fabbricazione di un Pianoforte. Per poter effettuare tale ricerca è necessario indicare in modo preciso la marca (comprese eventuali iscrizioni riguardanti la città sede della fabbrica o altro), e il numero di matricola dello strumento (in genere riportato nella parte interna superiore, impresso sul telaio di ghisa vicino alle caviglie di accordatura, oppure sui fianchi interni sempre nella parte superiore).

ES: "C.BECHSTEIN", Berlin, n° 94573

Invia la tua richiesta di consulenza

Visite

mod_vvisit_counterOggi1189
mod_vvisit_counterIeri1939
mod_vvisit_counterQuesta settim.10425
mod_vvisit_counterSettim. Preced.12976
mod_vvisit_counterQuesto Mese33786
mod_vvisit_counterMese Preced.54083
mod_vvisit_counterTotale visite6456919

Online : 22
Today: Ott 19, 2019

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, www.inforestauro.org e i suoi partner utilizzano cookies, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information