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Gli Utensili
Gli utensili usati nell'intarsio Stampa E-mail
Il Mobile - Tecniche decorative
Scritto da Mastro Santi   
Indice
Gli utensili usati nell'intarsio
Cap. II

Fonte: Mastro Santi Del Sere restauratore in Anghiari

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Che cosa occorre per l' arte dell'intarsio


Scalpelli, sgorbie, seghetto a traforo, pialletti e altri utensili che descriveremo e approfondiremo in seguito, vengono adoperati per l'arte della tarsia.
Gli utensili devono essere sempre ben affilati e adoperati con maestria, per ottenere dei buoni risultati.
Il consiglio migliore è quello di non scoraggiarsi se ai primi tentativi non si ottengono risultati soddisfacenti, perché la buona riuscita è relativa alle prove che l'operatore esercita.

Utensili Manuali ed elettrici


Scalpelli e sgorbie: Gli scarpelli sono utensili d acciaio di forma piatta, di diverse dimensioni di larghezza e sono usati per incidere il legno nelle parti dove il disegno è rettilineo, per rettificare le listre dove hanno delle imperfezioni, per raddrizzare o spianare qualunque difetto. Le sgorbie sono di forma curva, di vari tipi e dimensioni, si usano come gli scalpelli, ma verranno usate nelle parti dove il disegno da incidere o da rettificare avrà delle curve o sagome rotonde.

Di questi utensili ce ne sono di vario tipo in commercio; consiglio di usare quelli professionali da intagliatore, che come acciaio e tempra è notevolmente superiore e hanno una raffinatezza che il ferro più scadente non possiede.

Arrotatura e affilatura (vedi approfondimento):  Come ho accennato nell'introduzione, l' affilatura di questi arnesi da lavoro è molto importante. L'arrotatura può essere effettuata con una mola a smeriglio azionata con motore elettrico, o fatta funzionare manualmente. Per quest' ultima occorrerà molta esercitazione, perché una mano dovrà far girare l' apposita manovella che fa girare la mola, e l'altra mano far muovere il ferro correttamente. 
Prima d' iniziare arrotature sarà opportuno usare la pietra apposita per ravvivare la mola, che permette di avere una mola efficiente e non impastata dalle precedenti arrotature. Seguendo questo consiglio otterremo una affilatura corretta senza il rischio di poter bruciare l'utensile, per il cattivo funzionamento di questa.

Per una buona arrotatura la pressione che si deve esercitare sull'utensile non deve essere mai forte e allo stesso tempo costante. Osservando queste indicazioni otterremo una superficie di arrotatura piana, che chiameremo "scarpa" come dimostra la (fig. 1). Se la scarpa non risulterà perfettamente piatta (fig.2) operare riuscirà faticoso perché l'utensile farà poca presa sul pezzo da tagliare. L' arrotatura ha fine quando noi abbiamo ottenuto la scarpa desiderata e quando vediamo che nella parte arrotata si è formato un filo sottilissimo che percorre tutta la superficie di taglio dell'utensile.
Il "filo" e la "scarpa" sono due definizioni che servono per specificare:
Il filo, l'avvenuta arrotatura; la scarpa, l'angolatura che abbiamo dato al ferro.Più acuto è l'angolo della scarpa più l'utensile si indebolirà, però avremo una penetrazione più profonda e un taglio più netto nel legno; se la scarpa avrà un angolo più aperto avremo l'effetto inverso. Fatte queste operazioni si passa all'affilatura, che si ottiene passando il ferro nella pietra per affilare.

Per l'affilatura dei ferri da intaglio ci sono molte pietre in commercio da quelle sintetiche a quelle naturali, che sono le migliori. Io uso e consiglio due tipi di pietre, la pietra di CANDIA e la pietra ARKANSAS. Questi tipi di pietre hanno una proprietà di grana molto raffinata, al contrario di quelle sintetiche che sono di grana grossolana.

Come si adoperano le pietre per affilare: per prima cosa dovremo bagnare la pietra con dell'olio, buono è anche quello da cucina. Si prende l'utensile e si appoggia la scarpa nella pietra, per poi passarla con un movimento orizzontale, alternando questo movimento anche nell'altra faccia dell'utensile di forma piana (scalpello), stando attenti a non far battere solamente la punta o il tacco del ferro. L utensile dovrà appoggiare costantemente in tutta la sua superficie durante l'operazione, nella pietra, fino al completo distacco del cosiddetto filo. Un comportamento quasi identico viene usato anche per affilare la sgorbia, che come ho già detto è di forma curva; infatti dovremo passare la pietra sulla parte convessa e su quella concava del ferro per togliere il filo. Per la parte convessa si potrà usare una pietra di forma piana, ma per la parte concava dovremo usare una pietra di forma curva che mi permetta di toccare tutti i punti interni.

Il pialletto : Le operazioni di arrotatura e affilatura, che ho sottolineato fino adesso, servono anche per il pialletto, altro utensile indispensabile per la tarsia. Il pialletto viene usato sia per far accostare precisamente due listre di legno fra di loro, o raddrizzarle singolarmente, per spianare e portare la tarsia al liscio del piano su cui l' abbiamo incassata.
Di pialletti, in vendita, ne troviamo di vari tipi e dimensioni: ci sono di legno, di metallo e azionati a motore elettrico. È bene averne di varie specie. Non trascurerei i pialletti di metallo che hanno il ferro regolabile e che possono servire, se vogliamo togliere più legno da una parte, per lasciare intatta la parte opposta.

Ci sono anche pialletti metallici di piccole dimensioni che servono per piallare contro venatura o trasversalmente questa. Non è un compito facile lavorare contro vena: adoperare un piccolo pialletto che tagli poca superficie di legno alla volta, limiterà le possibili sgranature e gli strappi di venatura che si possono causare operando in questa circostanza.

Per ottenere più incisione di taglio del pialletto, dovremo agire nel ferro spingendolo con il martello verso la suola (indicazione nel disegno freccia rossa).
Se vorremo avere l' effetto inverso, dovremo colpire con il martello il ceppo della pialla,( indicazione nel disegno freccia gialla).
Quando avremo ottenuto la regolazione voluta fisseremo con un colpo di martello il cuneo, ( indicazione nel disegno freccia verde).

Utensili Elettrici: Altri utensili indispensabili sono la sega a nastro con motore elettrico o quella a traforo che può essere elettrica anch'essa.
Nel mio laboratorio ne possiedo di tre tipi: una grande a nastro che mi permette di fare listre di legno di varie altezze e spessori, una più piccola che utilizzo per piccoli tagli e il seghetto a traforo elettrico macchina indispensabile per la tarsia.
Altre macchine da taglio sono la troncatrice e la sega a disco. La prima serve per ottenere tutti gli angoli possibili che si vogliono ricavare. La sega a disco o circolare mi occorre per fare piccoli filetti e lavori che devono essere perfettamente paralleli o per ottenere tagli ortogonali.

Non tutti potranno dotarsi di macchine elettriche; il bello di quest'arte è anche quello di poter supplire, nei limiti del possibile, con gli utensili manuali. Chiaramente ci vorrà una esperienza maggiore e un esercizio notevole.



 

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