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Il Mobile - Tecniche decorative
Scritto da Mastro Santi   
Indice
I Materiali usati nell'Intarsio
Stcucco ed altri materiali

Fonte: Mastro Santi Del Sere restauratore in Anghiari

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I vari tipi di stucco

(vai all'approfondimento)
La stuccatura serve per nascondere le imperfezioni causate dall'operatore durante l'incasso o la connessione delle varie tessere che compongono una tarsia. Meno stuccature ci sono, più il nostro lavoro sarà pregiato.
Di stucchi ce ne sono di vario tipo: da quello comune da rasatura che si compera in mesticheria già pronto per l' uso, agli stucchi che si preparano in bottega mescolando colle e gesso da doratori.
I prodotti pronti all'uso si trovano già colorati con pigmenti prestabiliti, o neutri, formati dal solo composto bianco; questi possono essere adoperati come base e mescolati aggiungendo delle terre o degli ossidi per ottenere la colorazione desiderata.
Questi tipi di stucco sono molto veloci e facili da adoperare ma non possiedono una buona tenuta, che si può ottenere, invece, con dei composti preparati artigianalmente.
Per ottenere uno stucco più forte dovremo adoperare, come composto base, il gesso di Bologna di colore bianco chiamato comunemente da doratore, da mescolare con della colla forte, oppure con colla di coniglio o vinilica, tingendo il tutto con le terre per avere il colore voluto.
Da tenere in considerazione e da valutare, quando ci accingiamo a preparare il composto, che lo stucco schiarisce asciugandosi.
Il colore dello stucco è bene che sia di colore abbastanza scuro; io uso regolarmente la tinta bruno noce;, infatti questo colore mi confonde molto bene le piccole imperfezioni anche su altri tipi di legno differenti dal noce. Certamente sarà opportuno fare un colore uguale al legno di fondo quando si presentano grosse imperfezioni.


I coloranti

 (vai all'approfondimento)
In questo capitolo indicherò i prodotti e i coloranti più comuni che servono a tingere sia superficialmente o in profondità il legno.
Per eseguire una ripresa di colore superficiale si possono usare vari tipi di mordenti, aniline o colori concentrati, che si trovano senza difficoltà nelle mesticherie specializzate di prodotti per il restauro, con colorazioni già prestabilite. I vari tipi di coloranti si differenziano dal tipo di medium più o meno volatile con cui devono essere sciolti.
Questi prodotti si trovano generalmente commercializzati in concentrati da diluire con i rispettivi medium e, a secondo della loro diluizione, otterremo una colorazione più chiara o più scura.
I coloranti più comuni sono i mordenti da diluire in acqua. Questi vengono forniti sotto forma di grani e devono essere sciolti in acqua per diventare coloranti. Le tinture si possono ricavare tramite la bollitura di essenze naturali. Ad esempio, facendo bollire in acqua del mallo di noce, si ottiene una colorazione bruno scura; oppure, adoperando decotti di cicoria, fondi di caffè o di tè, si possono ottenere mordenti dello stesso colore più delicato.

I mordenti chimici: Un piccolo accenno su questa categoria di colorazioni che si ottengono tramite l'uso di sostanze chimiche. I componenti più comuni da reperire ed adoperare sono il bicromato di potassio, il permanganato di potassio, ammoniaca. Oppure si possono usare i solfati di rame o di ferro e i solfuri di sodio, calcio e ferro.
Il bicromato di potassio è ottenuto sotto forma di cristalli da sciogliere in acqua tiepida. La soluzione ottenuta, applicata al legno di noce, da una colorazione unica e rende uniforme il passaggio di venatura tra l'alburno e il durame.


Il permanganato fornisce una colorazione rosso scura.
Per quanto concerne le tinture con i solfati si può prendere come esempio questo procedimento: Si sciolgono in un litro di acqua 50 g di solfato di rame insieme a 20 g. di arseniato di potassio ottenendo una colorazione azzurra. Sostituendo il solfato di rame con quello di ferro otteniamo una colorazione verde.
I solfuri danno una tintura bruno scura e devono essere sciolti nella percentuale del 5% in un litro d acqua a temperatura di 50 gradi, aiutando il potere penetrativo con l'aggiunta di acido acetico o aceto.
Un altra sostanza che ha potere colorante è l' ammoniaca.


I prodotti per la verniciatura e finitura di una tarsia.

Le vernici e le tecniche di lucidatura, che si adoperano comunemente per finire un lavoro intarsiato, sono due:
la lucidatura a cera e quella stesa a tampone a base di gommalacca

Lucidatura a cera o all'encausto:

(approfondimento). 

La lucidatura a cera è da considerare l' archetipo delle lucidature; infatti questo tipo di tecnica è stata usata correntemente durante le varie epoche.
L' impiego degli encaustici risale alla civiltà greco-romana, dove per la sua particolare peculiarità di lasciare un lucido vellutato, venne usata per finire mobili e sculture. La composizione delle cere antiche erano a base di cera d api vergine che venivano sciolte insieme ad acquaragia o essenza di trementina riscaldando il composto a bagnomaria. L acquaragia ha lo scopo di impedire la cristallizzazione della cera e inoltre, non evaporando completamente, rimane nello strato di cera sotto forma di resina, accentuando la brillantezza della lucidatura.
Con la scoperta del nuovo mondo il composto si è avvalso di cere vegetali provenienti dal sud America , tipo la cera carnauba, che adesso è usata comunemente per creare i composti artigianali.

Ricetta tipo per ottenere l'encausto:
Immergere in 100 g. di acqua ragia o essenza di trementina 10 g. di cera di carnauba e 15 g. di cera d api. La vernice così ottenuta verrà spalmata a pennello. Dopo che la cera stesa sarà asciutta, lucideremo con un panno di lana il manufatto.


Lucidatura a tampone:

 (approfondimento)

La lucidatura a base di gommalacca stesa a tampone risale alla metà del XVIII sec. ai tempi di Luigi XV perciò si chiama anche lucidatrice alla francese.

Questo tipo di lucidatura è ineguagliabile al confronto di altri tipi di finitura e fa risaltare oltremodo le venature e il colore del legno.
Per una applicazione corretta occorre molto tempo e buona pazienza; infatti la vernice da impiegare deve essere molto diluita, risulterà fina di spessore e al tempo stesso coprirà il poro del legno.

Lucidature miste:

La lucidatura mista consiste nel preparare il fondo del mobile con la cera. Successivamente il mobile verrà lucidato con gomma lacca stesa a tampone. Il sistema fornisce una lustratura non brillante, tipica della lucidatura a tampone, che viene spenta e resa di aspetto vellutato, caldo , al mobile trattato con questo procedimento.
Altro tipo di lucidatura mista è quella dell'aggiunta nella preparazione della vernice di gommalacca, della cosiddetta vernicetta , che essendo un prodotto sintetico ha proprietà di chiudere il poro molto più coprenti e quindi risulterà più veloce l'operazione della lustratura, al confronto della tradizionale vernice stesa solamente con gommalacca. Il composto per questo tipo di vernice è formato dal 50% di vernice sintetica insieme a pari percentuali di gommalacca. Il procedimento e i materiali da usare per la lucidatura sono gli stessi; gli unici suggerimenti consistono nell'adoperare un tampone più piccolo, circa la metà del tampone impiegato per la verniciatura alla gommalacca.
Anche l'applicazione a tampone viene eseguita differentemente: questa dovrà essere effettuata facendo dei movimenti circolari nel piano da lucidare, molto stretti e non ampi come si fa per la lustratura tradizionale.


La seppiatura:

 A volte si può verificare che la lucidatura di un mobile ( lucidato alla francese) si ossidi per l'esposizione diretta della luce solare schiarendone la patina o si possa sporcare superficialmente con sostanze grasse facilmente rimovibili. I sistemi per ridare il colore originario al mobile, i sistemi sono quelli che consistono nel rimuovere la vernice sporca e ossidata con il decapante. Oppure consiglio di adottare il procedimento della seppiatura che non necessita di ripulitura e consente, per mezzo di un panno di lino, pomice e olio paglierino, di rimuovere lo sporco, il grasso e l'ossidatura.


Il procedimento è il seguente:
Si stende a pennello la miscela composta di olio paglierino miscelato al 50% con petrolio bianco spalmato a pennello, spolverizzando con della pomice; oppure si può usare lana d acciaio finissima per far assorbire meglio il composto.
Quando il legno avrà ripreso il colore originario si potrà procedere di nuovo alla lucidatura a tampone. 



 

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