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L'Intarsio a Foro e Controforo
Esperiebze: L'Intarsio a incastro Stampa E-mail
Il Mobile - Tecniche decorative
Scritto da Mastro Santi   
Indice
Esperiebze: L'Intarsio a incastro
Cap. II
Cap. III
Cap. IV
Cap. V

Fonte: Mastro Santi Del Sere restauratore in Anghiari

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Esperienze: Tecnica dell'intarsio a Incastro

Per documentare e spiegare la tecnica a incastro prenderò come campione un tavolino sullo stile di mobili denominati, Bottega di Maggiolini, dove farò vedere i vari passaggi dalla costruzione al taglio della tarsia, e tutto ciò che riguarda il compimento del mobile.
Il mobile preso da campione non sarà una vera e propria copia, ma una riedizione che si avvarrà dei disegni presi dai mobili lombardi Neoclassici e riprenderà lo stile di costruzione, le proporzioni e i legni usati dell'epoca.
Per poter realizzare il tavolino, dovremo avvalerci di un disegno di base, il rilievo.
Il progetto oltre che a darci le misure per la costruzione dell'ossatura, conterrà tutti i particolari dei disegni che saranno intarsiati sul manufatto.  


La scelta dei legni, relativi all'ossatura e alle tarsie


Per la costruzione dell'ossatura del tavolino, il legno impiegato per lo scheletro è l' abete, legno tenero e di buona resistenza, questo tipo di essenza era usata comunemente da Maggiolini e dagli ebanisti lombardi per la costruzione dell'ossatura.

Il motivo dell'impiego del legno povero non è da imputare al risparmio sul materiale ma presumibilmente, ad un miglior incollaggio della tarsia sullo scheletro, anche perché i mobili realizzati nell'epoca sono di notevole fattura.
Per quanto riguarda la listratura e le tarsie del mobile, sono state usate le essenze più adoperate per intarsiare questi tipi di manufatti, del periodo neoclassico nell'area lombarda.
Molte varietà di essenze erano usate nel settecento, alcune di queste importate dalle indie e dall'africa, allargando la scelta degli ebanisti per la composizione delle incrostazioni. Basti pensare che Giuseppe Maggiolini adoperava più di cento tipi di legno per decorare i suoi capolavori.

Per poter realizzare il manufatto, dovremo avvalerci di un disegno di base, il rilievo.

Il disegno oltre che a darci le misure per la costruzione dell'ossatura, conterrà tutti i particolari dei disegni che saranno intarsiati sul mobile e dei tipi di legno usati per le tarsie.

Esploso del tavolino riguardante tutti gli elementi dell'ossatura che verranno intarsiati successivamente.

Costruita l' ossatura del mobile, dovremo prendere singolarmente gli elementi del tavolino listrandoli e intarsiandoli come da disegno

L'intarsio della gamba

La prima operazione è la listratura con il legno di noce delle facce interne delle gambe; questa sarà montata con la venatura di traverso.
Per ottenere un buon effetto è bene usare un legno di noce che possieda una venatura molto fitta denominata rigatino .

La segnatura della listra dovrà essere numerata in modo che ogni sagoma tagliata successivamente sia individuabile e possa essere collocata nel posto prestabilito.

Tagliato i pezzi passerò ad incollarli sulla gamba.
I sistemi per incollare le listre sono diversi e tutti efficaci, starà alla nostra dimestichezza con il tipo di colla e tecnica d incollaggio, che più si adatta alle nostre esigenze.

Nel capitolo dedicato ai materiali sono descritte le varie tecniche d incollaggio usate correntemente.

Per incollare le varie listre e intarsi ho usato della colla forte.

La seconda operazione sarà quella di inserire della listra di bois de rose di 3 cm. di altezza che mi formerà la cravatta o strozzatura della gamba.
Questa decorazione tipica dei mobili stile Luigi XVI, serve a snellire le gambe di forma piramidale di tavoli e cassettoni.
Come penultima operazione da fare contemporaneamente alla strozzatura è l'incrostazione delle listre di noce di 2 cm di altezza , che completeranno la riquadratura della parte alta della gamba esterna.

Descrizione dei passaggi.

intarsio_98a

intarsio_98 A) Listratura di una delle due facce interne della gamba, con legno di noce a rigatino e strozzatura in bois de rose.
B) Prima riquadratura di una delle due facce esterne della gamba, che verrà successivamente decorata con la tarsia, con legno di noce e bois de rose.
C) Sezione della gamba.  



 

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