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La questione dei Restauratori nel decreto MILLE PROROGHE Stampa E-mail
Architettura - Decreti Legge
Scritto da A.B. Caldini   


DECRETO MILLE PROROGHE

Approvazione in Senato, in sede di conversione del decreto legge “mille proroghe”, di un emendamento, con cui si estende fino al 31 luglio 2009 la data ultima lo svolgimento delle attività di restauro, come uno dei requisiti  utili per accedere alla prova di idoneità finalizzata al conseguimento della qualifica di restauratore ( art.182, comma 1-bis, lettera a) ) e come uno dei requisiti per conseguire direttamente la qualifica di collaboratore restauratore (art.182, comma 1-quinquies, lettera c)).
Sebbene questo rappresenti un allargamento e recuperi anni di attività sostanziali per la qualifica,  non si può certo considerare conclusa la questione.
Infatti rimangono aperti elementi fondamentali per la tutela di chi ha lavorato non come titolare d'impresa, per il riconoscimento dei ruoli svolti e delle forme contratti con cui si può attestare l’attività lavorativa; e ancora il tema della tipologia di documentazione richiesta dal dm 53 e della corretta interpretazione del concetto di responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento.
Adesso gli emendamenti al mille proroghe approvati al Senato , saranno di nuovo in discussione alla Camera e ci auguriamo quindi che in quella sede le questioni da noi rappresentate e che sono rimaste aperte e ancora non risolte vengano fatte emergere con successo.

ESTRATTO DA www.restauro.filleacgilveneto.it


IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

La Fillea cgil ha patrocinato, per un gruppo di lavoratori iscritti, due ricorsi al Tar del Lazio (di cui ha sostenuto tutte le spese) il cui esito, se sarà positivo, andrà ovviamente a beneficio di tutti coloro che sono soggetti alla normativa ministeriale sulla qualificazione professionale del restauratore e del collaboratore restauratore.
Il primo ricorso di luglio 2009, a quanto ci risulta è stato l’unico presentato, ha impugnato il DM 53/2009 “il regolamento per il bando di selezione dei requisiti di accesso alla qualifiche del settore restauro…”.
Il secondo di novembre 2009, insieme a tanti altri presentati, impugnava il bando e le relative circolari ministeriali, chiedendone la sospensione ed un’udienza di merito.
Il giudice non ha concesso a nessun ricorso la sospensione del bando, ma ha fissato una data per un’udienza comune a maggio 2010.
Poiché non è stata data la sospensiva - attenzione girano voci inesatte in proposito!! - ,il bando e le relative scadenze ( 30 aprile 2010) rimangono valide ed attive; il che significa che finché non vengano ufficializzate ulteriori rettifiche o cambiamenti della norma, per le quali stiamo tutti lavorando …, i termini sono validi a tutti gli effetti.
L’importanza di aver impugnato il DM 53, e il fatto che non sia stato fatto da altri pone una riflessione nel merito.
Il DM 53, inserisce arbitrariamente dei requisiti aggiuntivi per l’acquisizione del titolo di restauratore, in relazione alla responsabilità diretta nella gestione tecnica dell’intervento che di fatto penalizzano tutti coloro che hanno lavorato come restauratore non essendo titolari di impresa o non ricoprendo il ruolo specifico di capo cantiere o di direttore tecnico – come , appunto, richiede il 53/2009.
Ne consegue che contrastare il DM 53 significa in primis estendere la difesa dei diritti dei restauratori, schiacciati dalla normativa prodotta dal Mibac in questi anni, non solo alle imprese che soffrono l’esclusione dal mercato di settore a causa di paletti temporali ingiustificati, ma a tutti i lavoratori che in vario modo, e troppo spesso non per loro scelta, hanno lavorato e collaborato all’esecuzione dei restauri, senza che il loro contributo risulti da nessuna parte.
Da qui nasce l’impegno che la fillea cgil, unitamente a filca cisl e feneal uil, si è presa, con tutti i lavoratori e presso il Ministero, di proporre un documento di emendamenti alla legge, che sia attento non solo a modificare la retroattività delle date, ma anche a cancellare tutti i passaggi delle norme che discriminano i lavoratori.
Apprezziamo, e condividiamo le iniziative già in essere del CNA, del CONFARTIGIANATO che hanno presentato al Parlamento un testo da inserire nel Decreto “mille proroghe” in cui si propone un deciso slittamento delle date vincolanti per i requisiti per la qualifica; così come, per spinta e iniziativa dei restauratori del Comitato “ la Ragione del Restauro”, anch’essi con un documento di emendamenti da mettere a disposizione per un lavoro unitario, anche il Comune di Firenze che ha promosso ed ospitato l’incontro delle realtà del settore verso un obiettivo comune.
Il nostro obiettivo è quello di far vivere negli emendamenti tutti quegli aspetti che abbiamo raccolto e che voi ci avete testimoniato in tutti questi anni, valorizzando le specificità, e tentando di non disperdere le esperienze acquisite.
Contrariamente a chi ci teme come i nemici della qualità e dell’eccellenza, noi vogliamo proporre un’alternativa plausibile, che non snaturi completamente l’impianto della legge e la volontà di regolamentare seriamente il settore , ma che includa le esperienze e le valorizzi.
Vi invitiamo, inoltre, ad aderire alla Fillea ufficialmente, non solo per avere più forza nei tavoli istituzionali in cui vi andremo a rappresentare, ma soprattutto per rendere più organico, all’interno del nostro sindacato, il contributo dei restauratori alla difesa dei diritti di chi lavora o di chi vorrebbe farlo. Per consolidare una voce forte che parla di beni culturali all’interno del programma della Fillea e della Cgil, per costruire una politica efficace di sviluppo del settore.
 

 

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