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Atti del Convegno Calce 2009 Stampa E-mail
Architettura - Formazione
Scritto da A.B. Caldini   
Indice
Atti del Convegno Calce 2009
Per un censimento delle Fornaci da Calce ...
Pietre da Calcina ...
La nuova calce storica di Palizzi ...
La produzione di calce nella campagna romana ...
Malte a base di calce aerea ...
L'uso del caolino come addittivo ...
L'idraulicità nelle malte antiche ...
Diferencias en las cales ....
La datazione delle malte ...
Carta tematica della produzione calce ...
Comportamento di malte a base di calce ...
Dalle malte romane ai bioleganti ...
Malte a base di calce ....
Studio comparato tra trattamenti ...
Applicazione di malte a base di calce ...
Fra archeologia, empiria e scenza ...
Le fornaci per la produzione della calce ...
Il progetto colore ...
Le cave di Visone ...
Archeologia dell'edilizia storica ...
I leganti dell'edilizia storica ...
Le fornaci per la produzione ...
L'oro bianco di Cogoleto ...
Calchere a fuoco intermittente ...


CALCHERE A FUOCO INTERMITTENTE: QUALE FUTURO?


Erica VIVA
Politecnico di Milano, Facolta di Architettura

***


Da millenni l'uomo cuoce la pietra. "Ab antiquo" le pietre da calce (gia Vitruvio parlava di pietre bianche e cioè conosceva già la differenza dell'uso fra rocce pure e impure per la migliore qualità del prodotto ) erano cotte con metodi primitivi in piccole cavita naturali piu o meno interrate "a fossa "o "a catasta". Successivamente si passò a manufatti in pietra a secco fuori terra su terreni improduttivi dal punto di vista agricolo a fuoco intermittente. Verso la metà del 1800 si arrivò a costruire calchere piu moderne ed efficienti in laterizio a fuoco continuo sia per la possibilita di usare combustibili diversi dalla legna che per renderle piu efficaci dal punto di vista economico e anche per venire incontro alle maggiori esigenze della societa pre industriale.
La calcara a fuoco intermittente era composta da una struttura fissa in genere costruita su terreno declive (solitamente col sistema dei muri a secco .intradosso extradosso- e da una intercapedine riempita da materiale di scarto sia per ragioni statiche che per conservare il calore) e di una parte rinnovabile approntata di volta in volta all'interno della parte fissa: la c.d. "camera di fuoco o di combustione" su cui veniva caricato il materiale litico da cuocere. Questa e la parte più importante, il cuore della calcara. Essa veniva costruita incastrando orizzontalmente le pietre da cuocere in modo che ogni strato circolare mano a mano che si saliva fosse piu in aggetto verso l'interno rispetto al piano sottostante di diametro maggiore il piu possibile lontano dalla condizione limite. La costruzione della camera di combustione si rifa ai "Tholos Micenei".
Da qui la necessaria presenza di "calci coctores" dei latini, anche perche la corretta cottura richiedeva molta perizia (era una vera e propria arte) specie nelle prime fasi in modo che la
temperatura ottimale di 800-1000 °C gradi venisse raggiunta in maniera progressiva e continua, in quanto la perdita repentina della anidride carbonica (CO2), in seguito alla calcinazione, avrebbe potuto provocare la perdita di volume delle pietre da cuocere con collasso del Tholos.
La cottura brusca ed eccessiva della pietra da calce all'esterno poteva anche provocare il fenomeno della sinterizzazione (fenomeno caratterizzato da agglomeramento di particelle e fasi di neoformazione legate da piccole frazioni vetrose) e chiusura allfesterno dei pori con la possibilità che al centro rimanesse un nucleo non cotto (il c.d. tuorlo dfuovo), con conseguenti difficolta ad assicurare un corretto spegnimento, quindi cattiva qualita della calce e relative ripercussioni negative sul piano economico.
Per quanto riguarda il recupero delle calchere esso e piu favorevole per quelle a fuoco continuo in quanto piu recenti e situate in aree urbane oggi piu economicamente valide a fini abitativi e commerciali (es. Sarezzo nel Bresciano). Per le calchere a ciclo intermittente il recupero e più problematico visti i costi e le non buone prospettive economiche .
Molto valide e lodevoli sono le iniziative intraprese da associazioni di volontari e Comuni quali:
quelli di Ono San Pietro e di Zone nel bresciano, tese ad un loro ripristino funzionale e soprattutto alla conservazione della loro memoria nelle popolazioni locali.
In mancanza di interventi pubblici o privati atti allo studio e conservazione di antiche calchere e certamente auspicabile almeno un loro interramento in attesa di tempi migliori. In tal modo le poche calchere che ancora sopravvivono potranno resistere agli attacchi del tempo e soprattutto a quelli piu cruenti sferzati dall'uomo.

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