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Atti del Convegno Calce 2009 Stampa E-mail
Architettura - Formazione
Scritto da A.B. Caldini   
Indice
Atti del Convegno Calce 2009
Per un censimento delle Fornaci da Calce ...
Pietre da Calcina ...
La nuova calce storica di Palizzi ...
La produzione di calce nella campagna romana ...
Malte a base di calce aerea ...
L'uso del caolino come addittivo ...
L'idraulicità nelle malte antiche ...
Diferencias en las cales ....
La datazione delle malte ...
Carta tematica della produzione calce ...
Comportamento di malte a base di calce ...
Dalle malte romane ai bioleganti ...
Malte a base di calce ....
Studio comparato tra trattamenti ...
Applicazione di malte a base di calce ...
Fra archeologia, empiria e scenza ...
Le fornaci per la produzione della calce ...
Il progetto colore ...
Le cave di Visone ...
Archeologia dell'edilizia storica ...
I leganti dell'edilizia storica ...
Le fornaci per la produzione ...
L'oro bianco di Cogoleto ...
Calchere a fuoco intermittente ...


MALTE A BASE DI CALCE AEREA CON AGGIUNTE DI POZZOLANE NATURALI E COCCIOPESTO


Cristina TEDESCHI


Dipartimenti di Ingegneria Strutturale, Politecnico di Milano, cristina.tedeschi@polimi.it

***


Le malte antiche sono in buona parte riconducibili ad una composizione elementare: calce aerea, aggregati e acqua senza componenti ulteriori, ma se ne possono trovare anche altre, sempre a base di legante aereo, ma con una fondamentale variante, consistente nell'introduzione di un materiale atto a conferire idraulicita (come pozzolana e cocciopesto).
La reazione pozzolanica rappresenta una "reazione migliorativa" per le qualita e durabilita della malta. I prodotti di neoformazione che si formano, vanno a disporsi nelle cavita presenti della malta aumentandone la compattezza. Principalmente infatti, il materiale di neoformazione va a riempire le porosita presenti, rendendo la malta meno permeabile all'acqua e agli altri agenti atmosferici esterni responsabili delle alterazioni e del degrado, a vantaggio della sua durabilita.
Uno dei problemi fondamentali che deve affrontare chi si occupa di conservazione è quello della compatibilita tra i materiali.
La ricerca è nata dalla necessità di studiare malte non troppo rigide, ma che nello stesso tempo potessero indurire anche in condizioni di umidita, a causa della presenza di acqua negli edifici da restaurare.
Il risultato sicuramente piu importante dello studio, riguarda l'eterogeneita dei valori ottenuti; infatti utilizzando lo stesso tipo di legante (calce idrata in polvere), e cambiando semplicemente il tipo di pozzolana, o materiale a comportamento pozzolanico, si sono attenute malte con differenti caratteristiche fisiche e meccaniche.


Cristina Tedeschi, laureata in Architettura e Dottore di Ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici presso il Politecnico di Milano, e Ricercatore Confermato del Settore Scientifico
Disciplinare ICAR/19 - Restauro presso la Facolta di Architettura Civile Milano-Bovisa, Dal 2005 e responsabile organizzativo e tecnico del Laboratorio chimico del reparto "Diagnostica,
monitoraggio e indagini sui materiali per il costruito e i Beni Culturali", del Laboratorio Prove
Materiali del DIS del Politecnico di Milano. L'attivita di ricerca riguarda principalmente argomenti relativi alla conservazione del costruito, con particolare attenzione alla caratterizzazione dei materiali e alla diagnostica del costruito.

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