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Atti del Convegno Calce 2009 Stampa E-mail
Architettura - Formazione
Scritto da A.B. Caldini   
Indice
Atti del Convegno Calce 2009
Per un censimento delle Fornaci da Calce ...
Pietre da Calcina ...
La nuova calce storica di Palizzi ...
La produzione di calce nella campagna romana ...
Malte a base di calce aerea ...
L'uso del caolino come addittivo ...
L'idraulicità nelle malte antiche ...
Diferencias en las cales ....
La datazione delle malte ...
Carta tematica della produzione calce ...
Comportamento di malte a base di calce ...
Dalle malte romane ai bioleganti ...
Malte a base di calce ....
Studio comparato tra trattamenti ...
Applicazione di malte a base di calce ...
Fra archeologia, empiria e scenza ...
Le fornaci per la produzione della calce ...
Il progetto colore ...
Le cave di Visone ...
Archeologia dell'edilizia storica ...
I leganti dell'edilizia storica ...
Le fornaci per la produzione ...
L'oro bianco di Cogoleto ...
Calchere a fuoco intermittente ...


L'IDRAULICITA' NELLE MALTE ANTICHE: IL CONTRIBUTO DELLA DIAGNOSTICA MINERO PETROGRAFICA


Fabio FRATINI


CNR ICVBC (Istituto Conservazione Valorizzazione Beni Culturali) - f.fratini@icvbc.cnr.it

***


Le malte idrauliche dell'antichita sono sempre state realizzate a partire da calce aerea mediante aggiunta di composti idraulicizzanti. Solo a partire dal XVI sec si inizia a parlare di calci con caratteristiche "idrauliche" prodotte da calcari impuri. I Greci utilizzavano pietra pomice ed altro materiale piroclastico dell' Isola di Thera o frammenti di laterizi. I Romani utilizzarono materiale vulcanico dei Colli Albani (harena fossicia) e della zona di Pozzuoli dove veniva estratta la pozzolana (pulvis puteolana) ma quando questi materiali non erano disponibili utilizzavano idraulicizzanti artificiali come laterizi o altri prodotti ceramici macinati (cocciopesto). Per usi particolari (impermeabilizzazione di vasche, cisterne, acquedotti) utilizzavano anche additivi piu reattivi come caolino cotto e farina fossile. Altro composto con proprieta idraulicizzanti citato da Vitruvio e il carbunculus che sembra fosse un tufo bruno dell' Etruria ricco in zeoliti, calcinato, utilizzato per le malte delle costruzioni in terraferma. Malte a caolino cotto sono state diffusamente utilizzate a Genova. Anche Cennini (inizio XV sec) per rimediare all'umidita delle pareti destinate a ricevere le pitture murali consigliava malte a cocciopesto con l'aggiunta di olio di lino. Nei Paesi Bassi ed in Germania si utilizzava il Terrazzo di Olanda (trass), pozzolana della zona dell' Eifel cotta e macinata. In tutti i casi i composti idraulicizzanti sono sempre costituiti da silice/silicati amorfi o microcristallini capaci di reagire con la calce per formare silico alluminati idrati di calcio, reazione che avviene in assenza di aria (CO2) e quindi permette alle malte di far presa in ambienti di elevata umidita. Un caso particolare e la "malta di Loriot" (fine del XVIII sec.) che puo essere definita come una idraulicizzazione in opera. E' infatti composta da grassello, sabbia e calce viva in polvere: la reazione esotermica di idratazione della calce favoriva un attacco basico della superficie dell' aggregato silicatico con formazione di composti idraulici. Nell'analisi delle malte idrauliche lo studio petrografico al microscopio ottico risulta di notevole ausilio in quanto permette di riconoscere i componenti idraulicizzanti come granuli pozzolanici e cocciopesto anche quando
di colore chiaro (da cottura di argille marnose). Risultano inoltre evidenti i bordi di reazione anche nel caso di aggregato non volutamente aggiunto come idraulicizzante come ad es. i frammenti di selce. Quando l' idraulicizzante era finemente macinato puo essere difficile riconoscerne la presenza. Comunque a volte l'aspetto del legante cambia come nel caso dell'aggiunta di composti a base di silice. In tal caso l' analisi chimica al SEM (o composizionale con analisi termica o micro Raman) puo dare indicazioni sulla natura dell' idraulicizzante: se oltre a Ca si trova solo Si, potrebbe esserci farina fossile mentre se e presente anche Al, dovrebbe esserci caolino cotto.
L'analisi mineralogica per diffrazione a raggi X evidenzia minerali caratteristici di materiali vulcanici pozzolanici come leucite, analcime, pirosseni; piu difficile è evidenziare i composti di reazione con la calce che spesso sono poco cristallini o amorfi. Nel caso dell'aggiunta di caolino cotto, a volte si possono rilevare tracce di caolinite incotta.


Fabio Fratini, geologo, dal 1984 e ricercatore presso il CNR-ICVBC dove si occupa di studi
archeometrici dei materiali lapidei dell' architettura finalizzati alla comprensione dei fenomeni di degrado ed alla messa a punto di interventi conservativi.

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