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Autore Discussione: "Mordenzare" mobili  (Letto 9803 volte)
marco75
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« inserito:: 29 Marzo 2009, 11:18:43 pm »

Ciao a tutti,
vorrei girarvi una situazione che a volte mi capita; mobile arte povera del '900, in abete o pioppo, verniciato!Il cliente puntualemnte lo vuole sverniciato e tinteggiato, il più delle volte color noce!!!Qui il problema, che risolvo, ma che mi solleva dei dubbi!!!
Su legno nuovo, da colorare, i mordenti in scaglie da sciogliere in acqua sono perfetti e stabili alla luce; buone anche le aniline, più penetranti ma meno stabili alla luce!!!!Su abete sverniciato questi coloranti non "attaccano" (un pò meglio l'anilina in alcool..).... Huh Huh Huh cioè il colore rimane in superficie e basta una passata con un panno che viene via praticamente tutto!!La ragione è che il poro del legno rimane cmq chiuso con la sverniciatura!!!!POSSIBILE che l'unica cosa è carteggiare, anche in modo leggero? non conosco altre soluzioni, se non quella di usare una finitura mordenzata!!!!
Quando mi capita mi ritrovo sempre con questo dubbio.....sarebbe bene non carteggiare, ma i mordenti non penetrano!!!!Voi che fate?HuhHuh?
Grazie
P.S:anche il linfo colorato con le terre....risultati minimi... Undecided Undecided Undecided
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marco75
stefan
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« Risposta #1 inserito:: 30 Marzo 2009, 07:07:32 am »

Ciao,
io ho avuto gli stessi identici problemi con mobili in arte povera - praticamete contemporanei - in faggio. Non sono mai riuscito a capire con cosa lo avessero impregnato quando li hanno costruiti. Sverniciati e lavati continuavano a rimanere impermeabili a qualsiasi tentativo di coloritura.
Alla fine ho risolto con gomma lacca colorata.
L'unica consolazione è che il prossimo restauratore non ci metterà nulla a toglierla. Smiley)
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massimo78
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« Risposta #2 inserito:: 30 Marzo 2009, 02:23:17 pm »

ciao marco75, ciao stefan. tempo fa chiesi aiuto anch'io per un intervento su una credenza in larice, con gli stessi problemi da voi elencati essendo ach'esso un legno resinoso. il problema è che la resina non permette al mordente di impregnare il legno in modo omogeneo formando delle chiazze e quindi si dovrebbe sottrarre questa al legno. il problema lo si può risolvere in vari modi, uno è quello di impiegare solventi organci come ad es. alcool etilico. dopo aver sverniciato ho ripassato tutto il mobile con alcool etilico per più volte risciacquando subito, poi ho mordenzato, alla fine ho ricalibrato il colore con gommalacca colorata con le terre e poi, dovendo dare una finitura a cera, ho impiegato una cera colorata con terra color noce. in questo modo, intervenendo sul color più volte e in vari modi dovresti raggiungere la tinta desiderata... ciao max
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Modenini
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« Risposta #3 inserito:: 30 Marzo 2009, 02:41:35 pm »

Io di solito adopero brognolina all0acqua. Un trucchetto per aumentarne la presa, è quello di aggiungere un goccio di ammoniaca, lstendere bene passando più volte il pennello, qindi lasciare adsciugare quasi completamente e asciugare con un panno di cotone un attimo prima che si formino le righe di asciugatura.
Per questo metodo, come per altro in quasi tutti, serve una buona dose di esperienza, qiandi "mano" e "occhio".
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pierpaolomasoni
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« Risposta #4 inserito:: 30 Marzo 2009, 04:38:23 pm »

Cosa diavolo è la brognolina?
Certamente colorare i legni resinosi non è facile, ma spesso il problema è dato da una carente pulitura. Gli sverniciatori universali di solito contengono delle paraffina. La si deve eliminare con un energico lavaggio con solvente nitro.
Comunque io evito di tinteggiarli. Piuttosto uso una soluzione basica. In questo modo porto in superficie i tannini contenuti nel legno, ed ottengo una tonalità piuttosto scura e piacevole. Dovendo indicare un prodotto già pronto devo fare ancora una volta pubblicità alla geal: vecchiamerica.
Il colore che si ottiene ha un aspetto naturale, a differenza di quello che si ottiene con una colorazione con anilina o altro che resta in superficie e non è trasparente.
pierpaolomasoni
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marco75
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« Risposta #5 inserito:: 30 Marzo 2009, 05:42:49 pm »

Grazie a tutti,
@Modenini: non l'ho scritto ma ho fatto una prova con mordente addizionato di ammoniaca....purtroppo non penetra ugualmente..cmq grazie, di solito è un ottimo sistema!!! Wink
@Tutti gli altri: colorare con gommalacca colorata si può fare però è un colore superficiale, io vorrei una tintura; il mobile è stato sverniciato e contestualmente sgrassato con lana d'acciaio 0000 e diluente nitro  Undecided Undecided Undecided forse è ancora poco...?!?!?!?!?!?!?
Provo anche a sentire la Geal e domani faccio ulteriori tentativi, poi vi aggiorno!!!grazie ancora a tutti...
Marco
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marco75
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« Risposta #6 inserito:: 30 Marzo 2009, 08:47:53 pm »

@pierpaolomasoni: la brognolina è un mordente all'acqua facilmente reperibile in colrificio
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marco75
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« Risposta #7 inserito:: 09 Aprile 2009, 02:14:22 pm »

Problema risolto, grazie a tutti!!!
Condivido la mia esperienza.....:
dopo aver ripassato per la seconda volta, tutto il mobile con paglietta e diluente per togliere la paraffina dello sverniciatore, ho passato alcool e paglietta....che apre il poro del legno!!!poi ho usato linfoil mordenzato noce (l'ho scaldato...penetra meglio....), 2 volte!!!poi ho spagliettato e cerato con cera mordenzata con bitume....!!non è un noce scuro ma un bellissimo colore cmq, caldo e "vissuto"!!!!cliente molto soddisfatta...grazie a tutti!!
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marco75
fulvio
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« Risposta #8 inserito:: 09 Aprile 2009, 07:29:48 pm »

@ Pierpaolo Masoni
Potresti essere più preciso quando parli di soluzione basica?
Qual'è il solvente? Qual'è il soluto? Che valore ha la concentrazione?
Grazie
Fulvio
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Fulvio
pierpaolomasoni
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« Risposta #9 inserito:: 09 Aprile 2009, 10:30:41 pm »

Puoi fare una prova con della soda caustica; ma questo prodotto presenta vari inconvenienti, non ultimo quello di provocare in seguito degli sbiancamenti o delle effluorescenze.
Ora, non vorrei essere accusato ancora una volta di fare pubblicità. Io uso il Vecchiamerica della geal. Si tratta di idrossido disodio e calcio clorururo. La stessa ditta ha in catalogo altri prodotti analoghi adatti anche per altri legni. Semplicemente queste sostanze accelerano quella che è l'azione del tempo.
Comunque la soluzione di Marco mi pare degna di lode. Fare l'artigiano significa anche ingegnarsi e ragionare.
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fulvio
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« Risposta #10 inserito:: 10 Aprile 2009, 08:42:01 am »

O.K. Pierpaolo
In effetti la combinazione di una base molto forte con un sale dell'acido cloridrico, sapientemente dosata come sanno fare quelli della Geal dovrebbe agire sui composti tanninici, e fore anche sulle resine, ma su questo non mi pronuncio.
Per quanto riguarda il discorso sulla presunta pubblicità, ritengo di affermare che non ha senso.
Se un prodotto è buono, lo è e basta!
Perchè si debbono avere remore al citarlo?
La scorsa settimana hai parlato di una cera della colorlegno (cera manila), ebbene sono andato in fabbrica (fuori orario), mi ha aperto il titolare cortesissimo e prodigo di suggerimenti, l'ho comprata, l'ho provata subito su una comoda che aspettava la inceratura finale con esiti molto buoni.
E' un prodotto assai diverso dalla classica cera d'api, basta annusarlo per capirlo; altrettanto diversa e inconsueta per una cera è la sua applicazione, ma funziona, eccome.
Ma se tu non ne avessi parlato io, e forse molti altri, non lo avrebbero consciuto: è forse pubblictà questa? NO. E' libera circolazione di idee ed esperienze che professionisti di alto livello mettono a disposizione di tutti.


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Fulvio
pierpaolomasoni
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« Risposta #11 inserito:: 10 Aprile 2009, 09:10:28 am »

Non tutti sono daccordo con te sul citare i vari prodotti.
Purtroppo una consuetudine recente ha stravolto le tecniche usate anticamente.
è importante capire che la rifinitura del legno era affidata ad un numero ristretto di prodotti che spesso avevano una iterazione tra di loro. Così avvenivano mescole di oli con cere e resine, lucidature con prodotti misti ecc... come già detto la gommalacca era usata pochissimo, e lo capisci se provi olio o altre resine. Per esempio, stoppinare con olio di lino cotto è molto difficile, ma i risultati sia estetici che tecnici sono impareggiabili.
Si tratta di capire le caratteristiche dei vari prodotti base. Inoltre si deve trner presente che i prodotti naturali hanno qualità organolettiche non costanti. Mescolare vari prodotti base ovviava in parte a tale inconveniente.
pierpaolomasoni
« Ultima modifica: 10 Aprile 2009, 09:28:13 am da pierpaolomasoni » Registrato
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