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Autore Discussione: L'interno di un mobile va colorato?  (Letto 5280 volte)
Utente non iscritto
« inserito:: 27 Settembre 2004, 01:07:54 pm »

Mi piacerebbe coinvolgere tutti voi, esperti e no, su una questione che non trova una puntuale risposta nella letteratura del restauro:
Le parti interne di un mobile vanno colorate con lo stesso colore con cui si colora la parte esterna di un mobile?
Mi interessa sapere se al riguardo c'è una regola o tutto deve essere fatto secondo il proprio modo di vedere?
Confesso che a me personalmente piace vedere un mobile tutto colorato e non con delle parti lasciate grezze. Intendiamoci parlo solo del colore e non della gommalacca che la metto solo nella parte esterna del mobile. La cera invece, come nutrimento per il legno, la metto anche dietro e sotto.
Cosa mi dite? Spero di coinvolgere non solo esperti in quanto mi piacerebbe sentire il parere di tanti.
Ringrazio tutti e cordialmente vi saluto.

Ruggiero
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Giuseppe
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« Risposta #1 inserito:: 27 Settembre 2004, 02:13:21 pm »

Ciao Ruggero, spero anchio che questa tua curiosità coinvolga tanti ad intervenire.
Io posso darti subito il mio parere sul quale mi trovo abbastanza fermo:le parti grezze del mobile non vanno colorate . E' sufficiente pulirle bene dalla polvere e da sporcizia varia, poi io prendo gommalacca piuttosto diluita e la spennello su tutte le parti grezze. In questo modo si assicura una pulizia sufficiente e si lasciano le part grezze col colore con cui sono nate originariamente.
Vedi Ruggero,io giustifico questa mia scelta col fatto che nel restauro è auspicabile cercare di conservare il manufatto nelle condizioni in cui fu pensato e concepito, intervenendo per renderlo nuovamente funzionale ed usufruibile, ma senza andare ad apportare modifiche strutturali o, come in questo caso, che soddisfino meramente un nostro gusto estetico.
Speriamo in altri interventi che possano apportare altri punti di vista in merito.

Saluti, Giuseppe
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« Risposta #2 inserito:: 27 Settembre 2004, 04:36:20 pm »

Grazie Giuseppe per il tuo parere, però se il proprietario del mobile ti chiede di colorare queste parti tu cosa fai?
E voi altri che leggete cosa ne pensate?

Ciao Ruggiero
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ivano
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« Risposta #3 inserito:: 27 Settembre 2004, 04:59:20 pm »

pienamente daccordo con giuseppe le parti grezze di un mobile debbono essere come erano all'origine dando una bella pulita ed al massimo una mano di gommalacca molto liquida (io personalmente li pulisco con una mistura di acqua e aceto ripassando poi con acqua mista ad ammoniaca.alla fine do' una passata di un qualsiasi antitarlo misto ad olio paglierino.se poi il proprietario mi chiedesse di colorarlo non avrei nessun problema ma non prima di avergli spiegato l'importanza di far rimanere le parti grezze come erano

ivano angelini
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ivano angelini
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« Risposta #4 inserito:: 27 Settembre 2004, 06:57:43 pm »

Personalmente non ho mai avuto la possibilità (direi anche fortuna) di visionare da vicino un mobile antico di alto valore, tanto per intenderci quelli presenti nei musei che si possono vedere solo da lontano, rigidamente chiusi a chiave e che valgono diverse decine di milioni di lire.
Che voi sappiate la norma era quella di lasciare le parti interne grezze o di colorarle? O il tutto era demandato al giudizio o gusto dell'ebanista / artista?
Ciao

Ruggiero
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Giuseppe
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« Risposta #5 inserito:: 28 Settembre 2004, 12:18:23 am »

Mi sentirei di dire che come regola le parti grezze non vanno colorate. Senza bisogno di andare a disturbare mobili di alta epoca esposti nei musei ti suggerirei di provare ad entrare in un ngozio di un antiquario e curiosare l'interno dei mobili. Poi sappimi dire come li hai trovati se colorati o naturali. Informati dall'antiquario cosa ne pensa. [Smiley]Sarebbe davvero interessate che tu ci portassi l'esito di questo esperimento.
Grazie Ruggero per la pazienza e collaborazione

Saluti, Giuseppe
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« Risposta #6 inserito:: 28 Settembre 2004, 11:04:08 am »

Orrore!!!! neanche se lo chiede il proprietario del mobile!!! assolutamente no!!! Gommalacca, gommalacca, gommalacca!!! dentro e fuori sempre!!! pare che la usassero fin dal tempo dei romani una ragione ci deve essere!! Il legno cioè l'essenza è bella per quello che è!! pregiato o meno ha sempre un suo fascino!!! vogliono i cassetti colorati? Esiste sempre una belisina carta (non adesiva naturalmente) per tutti i gusti con delle bellissime passamanerie al limite! ripeto dipende dai gusti! A me personalmente piace il mobile con la gommalacca e poi cerato naturale al 100%. Comunque come dice Giuseppe non modificare un mobile. Chi restaura un mobile non è un carrozziere che vernicia a prescindere dai gusti! (senza nulla togliere ai bravissimi carrozzieri) restaurare è un arte quindi traetene voi le conclusioni!
Ciao a tutti Alex
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« Risposta #7 inserito:: 28 Settembre 2004, 12:42:15 pm »

Ciao Alex mi fa piacere sentire anche il tuo parere, ma il mio quesito adesso non è se o no modificare il mobile secondo la volontà del cliente.
La mia domanda è: anticamente gli artigiani, nel momento in cui costruivano un mobile di altissimo pregio, coloravano anche l'interno? C'era una regola a tal proposito?
Ciao
Ruggiero

PS: Vedo con piacere che sono riuscito a vivacizzare la discussione.
Vorrei però sentire il parere di qualcuno, esperto o no, che si è posta la mia stessa domanda.
Cosa mi dite?
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« Risposta #8 inserito:: 28 Settembre 2004, 01:10:25 pm »

Come in un mio intervento precedente (la discussione sulle reintegrazioni delle lacune che vi invito a leggere e a contribuire)ecco che "il libero arbitrio",purtroppo, la fa sempre da padrone.Molteplici rimangono sempre le modalità di intervento non solo in contesto amatoriale (mi fa comunque piacere notare in queste  considerazioni una tendenza di intervento quasi unanime) bensì anche tra gli addetti ai lavori. La storia dell'arte qualche cosina ce l'ha insegnata e tendenzialmente ritengo che la nostra scelta di restauro debba comunque sempre avere un adeguato richiamo storico/artistico. Nel caso specifico,senza dare a nessuno lezioni che lascio ad autorevoli professori sicuramente più preparati, si pensi che la cura, la definizione, il gusto estetico,la volonta nel ricercare finiture anche in parti non in  vista sono caratteristiche che SOLO IL PASSARE DEI SECOLI HA AFFINATO in un'arte che non dimentichiamoci arrivava sempre "dopo", schiacciata dalla pittura,dalla scultura e dalla architettura. Per cui non sempre troveremo arredi con interni naturali,grezzi e ben curati costruttivamente ma potrebbe verificarsi il caso di essere difronte ad arredi per esempio seicenteschi completamente tinti scuri con un assemblaggio di differenti essenze, o ad arredi inglesi del XIX° secolo anch'essi per esempio accompagnati internamente con una colorazione a mogano per uniformità di colore con l'esterno. E spesso queste colorazioni erano visivamente trascurate.In ogni caso, e non mi dilungo ad elencarli,il corretto intervento rimane dapprima una attenta analisi per verificarne lo stato originale, dopo di che rispettarlo!!! Per finire quindi non credo si possa generalizzare ed essere assolutisti.
CONOCERE LA STORIA DELL'ARTE (dell'arredo intendo) O PERLOMENO CONSULTARLA COMINCEREBBE A FARE CAPIRE CHE LE REGOLE DI INTERVENTO ESISTONO E CHE SIAMO TUTTI TENUTI A RISPETTARLE IN PARTICOLAR MODO NOI PROFESSIONISTI.
Cordiali saluti a tutti
Francesco Grippo - Studio del legno -
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« Risposta #9 inserito:: 28 Settembre 2004, 03:12:09 pm »

Alla fine penso che Francesco indichi forse la via più corretta da seguire quando dice:
"il corretto intervento rimane dapprima una attenta analisi per verificarne lo stato originale, dopo di che rispettarlo!!! Per finire quindi non credo si possa generalizzare ed essere assolutisti."
Pertanto rifacendomi alla domanada originale di Ruggiero,mi sentirei di confermare l'affermazione che se ci si trova di fronte ad un interno grezzo questo non va colorato ed eventualmente va dissuaso l'eventuale committente proponendogli soluzioni  alternative del tipo rivestimento a carta (fissata con metodi reversibili). Nel caso invece ci si trovasse di fronte ad un interno già tinto, e magari tinto in tempi passati,è il caso di non porre mano per tentare di scolorirlo, ma di lasciarlo come si trova come testimonianza della storia del mobile e, vale lo stesso discorso fatto in precedenza nel caso il committente lo volesse modificare.
Alla successiva domanda di Ruggiero, se cioè, originariamente i mobili venissero tinti o meno all'interno, come testimonia Francesco, non macano esempi in questo senso. La tintura interna del mobile al momento della costruzione dipendeva probabilmente al gusto dell'epoca o a richieste dirette che il committente originale faceva all'ebanista di turno.

Saluti, Giuseppe
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Rino84
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« Risposta #10 inserito:: 29 Settembre 2004, 02:21:30 am »

Non sono esperto,ma sono d'accordo che la parte interna di un mobile va rifinita,magari non con la stessa finitura che si usa esternamente,per esempio,usando una vernice opaca e atossica.
A proposito,vorrei sentire un esperto cosa ne pensa.....
                         Saluti     Rino
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« Risposta #11 inserito:: 29 Settembre 2004, 11:34:21 am »

Sono solo un dilettante, ma intervengo perchè l'argomento mi pare interessante.
Credo che chi restaura un mobile debba rispettarne la natura e le finiture cercando di reintegrare, visibilmente o meno, solo quello che manca.
Bisogna anche intendersi su quali mobili possono fregiarsi di tale cautela, ci sono mobli non di pregio che possono piegarsi a qualche trasformazione estetica, magari reversibile, senza per questo commettere reato.
Insomma credo che si debba valutare caso per caso.
Gli interni di certi mobili non sono nemmeno carteggiati, un intervento in quel caso mi pare solo migliorativo, in alcuni casi gli interni dei piani di tavoli che si imbarcano e che si riesce a raddrizzare, penso che debbano essere trattati con la stessa finitura usata per l'esterno per evitare una nuova deformazione.
Io personalmente trovo poco ortodosso il rivestimento con carta di varese o simili, preferisco levigare bene e finire  a olio e gommalacca.



Saluti, Massimo.
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« Risposta #12 inserito:: 29 Settembre 2004, 03:06:55 pm »

Maasimo,devi scusarmi ma mi sento di dissentire con quato dici:
Proprio per il fatto che l'interno di certi mobili sono stati originariamente lasciati grezzi, mi sentirei di obbiettare sul fatto che una levigata e tinteggiatura di questi sia da considerare come "intervento migliorativo".
Proprio l'uso di carta di Varese magari fissata con le sole puntine evita una modifica irreversibile della finitura interna quale "levigare bene e finire a olio e gommalacca".

Saluti, Giuseppe
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« Risposta #13 inserito:: 29 Settembre 2004, 05:31:03 pm »

Colgo con piacere l'occasione di integrare il mio intervento di cui sopra specificando che il rivestimento cartaceo delle parti interne di un arredo risale almeno al '600 in particolare modo sui ripiani di appoggio.
Cordiali saluti
Studio del legno - Francesco Grippo
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« Risposta #14 inserito:: 29 Settembre 2004, 07:45:06 pm »

a questo punto rimane una sola domanda da fare:xche' l'interno dei mobili rimaneva grezzo, al massimo venivano levigatil'interno dei cassetti oppure l'alzata di una vetrina ma mai tinti ne tantomeno lucidati

ivano angelini
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ivano angelini
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