Home Il Pianoforte
Il Pianoforte
Il Pianoforte: Storia e tecnica Stampa E-mail
Arte e Restauro - Strumeti Musicali
Scritto da S. Rogledi   
Indice
Il Pianoforte: Storia e tecnica
Il prototipo
Il Clavicordo
LaSpinetta
Virginale e Clavicembalo
Cristofori, l'inventore


 La marcia di avvicinamento: Clavicordo, Spinetta, Virginale e Clavicembalo

 

Il Clavicordo


Siamo arrivati dunque al successore del "Clavicytherium", visto in precedenza.
Lo strumento che vede la luce è il "Clavicordo", (foto1+2) sec XV ; l'origine risale al tardo medioevo ed è da considerarsi una derivazione del monocordo.

 

 

foto 1

 

Foto 2



ll'termine (da claves -tasti- + chorda) è registrato per la prima volta nel 1404. Curiosamente, in Italia nei sec.XVI-XVII è anche indicato con i nomi di "buonaccordo o bonaccordo".

 Storia e tecnica del pianoforte

 Foto 3

La differenza fondamentale risiede nel fatto che, le (circa) 22 corde metalliche di cui è costituito, vengono percosse da una lamina metallica anzichè pizzicate. Vediamo nell'illustrazione (foto3) la conformazione della tangente metallica applicata al tasto.
La filosofia costruttiva è semplice: la tangente, percuotendo la corda, la suddivide in due parti, esattamente come nel monocordo, ma il processo è ottenuto tramite l'azionamento di tasti anzichè il pizzico. Possiamo definirlo il primo cordofono da tasto, che insieme a clavicembalo e organo costituisce il gruppo degli strumenti fondamentali nella prassi esecutiva fino al sec.XVIII.
 

La forma è simile ai (ovviamente successivi) pianoforti "a tavolo", cioè rettangolare.
Durante i secoli XVI e inizio XVII furono apportati molti miglioramenti e modifiche, cosicchè divenne diffusissimofino ad una discreta parte del diciottesimo secolo, quindi molto tempo dopo l'apparizione e affermazione del pianoforte.
Si passò da una iniziale estensione di 3 ottave, 37 tasti, all'ampliamento della stessa, che arrivò anche a 77 tasti, con tavola armonica avente fino a cinque ponticelli, similarmente al "Ke", strumento cinese in precedenza menzionato.
La conformazione tipica del Clavicordo, vede la tavola armonica che occupa solo metà del corpo dello strumento, tipicamente il lato destro. La parte fronte-tasti invece reca una copertura asportabile, per poter effettuarne la manutenzione meccanica e l'accordatura.
Generalmente, possiede un maggior numero di tasti rispetto alle corde (Clavicordo legato), differenza quest'ultima fondamentale rispetto al Clavicembalo e strumenti coevi. Ci√≤ √® giustificato dal fatto che i diversi tasti, percuotendo la corda in punti differenti su una medesima corda, controllano nello stesso istante timbro e altezza della nota. Si costruirono Clavicordi con due ed anche tre tasti per ogni corda, nei primi strumenti inoltre si hanno 2 tangenti applicate a ciascun tasto. Vien naturale pensare che, simili caratteristiche (per non chiamarle limitazioni ), rendono difficilmente eseguibili le composizioni anche pi√Ļ semplici.
Dobbiamo arrivare fino al 1725, quando il tedesco Daniel Faber costruisce un Clavicordo avente un tasto per ciascuna nota (Clavicordo slegato). Inoltre, per minimizzare la vibrazione spuria della parte corta di ogni corda (musicalmente non utile), conseguente al contatto con la tangente, viene applicato un feltro avvinghiato alle corde stesse, che ha la funzione di smorzare questa parte di corda.
 

Ricapitolando, il Clavicordo possiede quattro importanti caratteristiche comuni al pianoforte moderno:


- tavola armonica indipendente
- corde metalliche
- metodo di percussione delle corde (impatto anzichè pizzico)
- (pi√Ļ tardi) applicazione dei pedali e del sistema di "damping", onde allungare la vibrazione delle corde e/o modificarne il timbro.

Aggiungiamo che, dato l'alto numero di strumenti ritrovati in Italia rispetto al resto d Europa, l'invenzione ed evoluzione è da attribuirsi al nostro Paese. L aggiunta di questi importanti miglioramenti, permette all'esecutore di ricavare espressività e dinamica del suono.
In due parole il "piano e il forte"; novità dunque assoluta br> Il suono risulta molto "simpatetico" e dal carattere spirituale, permette una squisita gamma di sfumature, crescendo e decrescendo.
Possiamo definirlo come "il primo strumento a tasti con un anima", per giunta molto sensibile La storia annovera (tra gli altri) un grandissimo estimatore e virtuoso del Clavicordo, nientemeno che J.S.Bach; é fatto noto che lo preferì ai primi esemplari di pianoforti.
W.A.Mozart poi, ne portava spesso uno con sè, per la pratica giornaliera, nei suoi lunghi viaggi itineranti, anche per via delle dimensioni contenute.
Tuttavia, dato il suono esile e soffice, non accontentava le esigenze di molti utilizzatori e amatori, che richiedevano strumenti pi√Ļ potenti, in grado di sprigionare maggior potenza e proiezione sonora.

 



 

Visite

mod_vvisit_counterOggi102
mod_vvisit_counterIeri1766
mod_vvisit_counterQuesta settim.5499
mod_vvisit_counterSettim. Preced.12976
mod_vvisit_counterQuesto Mese28860
mod_vvisit_counterMese Preced.54083
mod_vvisit_counterTotale visite6451993

Online : 25
Today: Ott 17, 2019

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, www.inforestauro.org e i suoi partner utilizzano cookies, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information