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Il Pianoforte: Storia e tecnica Stampa E-mail
Arte e Restauro - Strumeti Musicali
Scritto da S. Rogledi   
Indice
Il Pianoforte: Storia e tecnica
Il prototipo
Il Clavicordo
LaSpinetta
Virginale e Clavicembalo
Cristofori, l'inventore

Cristofori, l' inventore



Dobbiamo al genio di Bartolomeo Cristofori (Padova 1655 - Firenze 1731) l'idea decisiva da cui nasce il pianoforte. Il grande merito, al di là dell'invenzione meccanica (già di per sè geniale), fu quello di intuire il bisogno di nuovo, anche dal punto di vista del suono. Con la sua invenzione, aprì la strada a inediti orizzonti sonori, dai quali i compositori trassero nuove idee.

 

   
Bartolomeo Cristofori (Padova 1655 - Firenze 1731) Il Pianoforte di Bartolomeo Cristofori

 


Il Pianoforte di Bartolomeo Cristofori

 

 

Foto 1

L 'esigenza era chiara: avere a disposizione la "potenza" sonora di un grande clavicembalo, unita all'espressività del clavicordo. Ecco la lettera con la quale Cristofori annuncia l'invenzione da lui denominata "Gravecembalo con il piano e con il forte" (foto1+2)

Foto 2

Dobbiamo citare il fatto che il Principe Ferdinando de Medici assunse il cembalaro padovano presso la sua corte situata a Firenze, con l'incarico di manutentore e costruttore di strumenti musicali. Ferdinando de Medici ne possedeva una vasta collezione Beneficiando di tale opportunità, Cristofori ebbe a disposizione mezzi economici e clienti dell'alta aristocrazia.

 


Altra grossa opportunità fu quella di incontrare musicisti famosi, che divennero utilizzatori dei suoi strumenti.
Della sua produzione sono rimasti tre pianoforti (fortepiani) costruiti nel 1720, 22, 26, due clavicembali del 22 e 26 e due spinette, di attribuzione incerta.

L idea, solo apparentemente semplice, fu quella di applicare i martelli al posto delle penne che pizzicavano le corde,dotando la meccanica della possibilità di svincolare il martello stesso al tasto, una volta effettuata la percussione
della corda; il cosiddetto, celeberrimo, "scappamento".
In questo modo si aveva il completo controllo sulla dinamica da imprimere alla percussione.
 

Ecco lo schema della sua meccanica, datato 1712 (foto3)

 

Storia e tecnica del pianoforte

foto 3

Si noti la geniale intuizione; il sistema tasto è completamente indipendente dal sistema che aziona il martello e include la funzione di abbassare lo smorzatore, lasciando così la corda libera di vibrare fino al ritorno del tasto in posizione di riposo.
I due punti fondamentali di una meccanica odierna: "sistema tasto" / "sistema cavalletto".
Splendido /i>

Una successiva versione datata 1726 si presenta già molto evoluta (foto4); la differenza sta nel fatto che il tasto viene prolungato, includendo il paramartello, avente funzione di raccogliere la caduta del martello dopo la percussione.

 Storia e tecnica del pianoforte

 foto 4


Il tasto stesso aziona anche lo smorzatore che in questo caso alza il feltro al di sopra della corda. La meccanica del moderno pianoforte ha in questo disegno il seme per i futuri sviluppi.
 

Ecco la foto della meccanica di Cristofori conservata al Metropolitan Museum di New York, gli altri due strumenti si trovano a Roma (Museo Nazionale degli Strumenti Musicali) e a Lipsia (Musik Instrumenten Museum der Universitat). (Foto5)

 

 foto 5


Per arrivare a questi risultati, Cristofori lavorò prima su un clavicembalo, per il quale costruì e inserì la nuova meccanica da pianoforte. Resosi conto però dell'impossibilità di utilizzare la cassa del clavicembalo quale strumento ospitante la nuova meccanica, riprese integralmente il progetto, studiando e ridisegnando il tutto, rendendo così di fatto il progetto  assolutamente nuovo.

I pianoforti oggi rimasti della sua produzione recano la dicitura "Bartholomeus dè Christophoris patavinus inventor faciebat Florentia".

 

 

Foto 6

L' invenzione √® segnalata nel 1711 da Scipione Maffei, con un articolo sul "Giornale de Letterati d Italia", il periodico pi√Ļ importante della penisola, che ne illustra i princ√¨pi e il funzionamento con l'ausilio di disegni e schemi meccanici.
L' avvenimento suscitò vasta eco in Europa, soprattutto Germania e Inghilterra che non tardarono ad interessarsene.

 

Foto 7

Tra i musicisti che contribuirono alla divulgazione del pianoforte di Cristofori possiamo menzionare il celebre organista Bernardo Pasquini, al servizio del Principe Ferdinando a Firenze, il grande compositore Domenico Scarlatti, G.F. Handel.

 

Foto 8

A proposito di Scarlatti, vale la pena ricordare che rimase ben impressionato dallo strumento; fu in servizio alla corte del Re di Portogallo (1719), quindi seguì la figlia dello stesso, Maria Barbara, diventata Regina di Spagna nel 1746.

Nel testamento della Regina sono menzionati cinque pianoforti fiorentini, acquistati evidentemente su consiglio del compositore italiano.

 

Tra gli altri celebri musicisti in contatto con Cristofori menzioniamo anche il pi√Ļ celebre cantante di quel periodo, Farinelli, che possedeva uno strumento di un allievo di Cristofori, tale Giovanni Ferrini e il cantante Francesco De Castris.
 

Anche J.S.Bach'venne a conoscenza di questo strumento, suggerendo (pare) alcune modifiche.
Il costruttore fiorentino era dunque inserito negli ambienti musicali pi√Ļ elevati di quel periodo, a conferma della validit√† artistica della sua invenzione.
L anno successivo alla morte di Cristofori, la storia registra un avvenimento importante; la nascita di una composizione espressamente dedicata allo strumento: "Sonate da Cimbalo di piano e forte", nel 1732, opera di Lodovico Giustini.

Gli anni 50, 60 e 70 vedono l'affermazione dello strumento anche in pubblico, con la produzione che inizi√≤ ad estendersi in Inghilterra ad opera di Johannes Zumpe con gli economici pianoforti a tavolo (foto 6-7-8) (notiamo l'arretratezza del progetto di Zumpe nonostante la datazione molto pi√Ļ tarda) e Americus Backers con il primo pianoforte a coda inglese, costruito nel 1771.

Vedremo nel prossimo capitolo cosa accadde parallelamente in Germania e Austria.

Stefano Rogledi



 

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