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Il Restauro della Doratura
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Il Mobile - Le Fasi del Restauro
Scritto da Daniela Scottoni   
Indice
Il Restauro della doratura
Laboratorio e attrezzatura
Analisi e primi interventi
Il Consolidamento della doratura
Stuccatura e ricostruzione
Applicazione oro e brunitura

La stuccatura e la ricostruzione

Viene preparato lo stucco per otturare fori, spaccature, crepe o per spianare superfici.

 

Preparazione dello stucco

Per questa operazione dobbiamo preventivamente preparare la colla di coniglio. Questa si trova in commercio sotto forma di tavolette o granuli. Si lascia riposare la colla con acqua fredda per una notte intera, ciò facilita lo scioglimento. In seguito si riscalda la colla a bagno maria fino ad ebollizione, mescolandola spesso.
Si procedere a stendere a caldo la colla sulla superficie da dorare, velocemente. Si toglie la colla rimanente dal fuoco e si aggiunge il gesso di Bologna di primissima qualità preventivamente setacciato. La quantità di gesso deve essere quanta se ne assorbe la colla senza mescolare. Dopo l'assorbimento totale si aggiunge dell'acqua e si riscalda, mescolando. Se il gesso non si è completamente sciolto o in caso di grumi è opportuno passarlo con una calza di nylon. Esso va steso a caldo con un pennello velocemente ed abbondantemente. E bene stendere il gesso 2 o 3 volte aspettando che si asciughi ogni volta.


Su una lastra di vetro si versa il gesso di Bologna e si aggiunge in piccole quantità la colla di coniglio precedentemente riscaldata. L impasto deve avere una certa consistenza ma malleabile e morbido (simile al lobo di un orecchio). Esso viene applicato con l'apposita spatola. Essendo questo uno stucco che tarda molto a far presa (circa 12 ore) possiamo modellarlo con comodità ma va preparato in piccole quantità perché il suo effetto collante avviene in breve tempo. Per evitare il suo veloce raffreddamento è consigliabile utilizzare il palmo della mano, che emana calore, per impastare gesso di Bologna e colla.

 

Le ornamentazioni e le riproduzioni a stucco


(cap. da introdurre) vedi anche Riproduzioni intagli con calco

 


La levigatura e la scartavetratura

E necessario che il lavoro di levigatura sia perfetto, eseguito con molta cura e scrupolo. La fretta è spesso causa di errori a volte irreparabili. La mano dell'operatore dev essere leggera, ferma e decisa; solo così si ottiene una superficie ben levigata. Non bisogna premere troppo perché ciò provocherebbe brutte e dannose striature rendendo necessario il lavoro di stuccatura. La levigatura va eseguita quando la stuccatura è completamente asciutta, ciò avviene dopo circa 12 ore.
Un materiale poco usato ma molto efficace è la pietra pomice. Viene usata inumidita con acqua, o olio di lino o petrolio. Prima di adoperarla si strofina sopra una superficie di marmo o altra materia per spianarla e questa operazione va ripetuta ogni volta che viene utilizzata per levigare per eliminare il gesso impastato in modo da averla sempre pulita.
Altro materiale usato è la carta abrasiva che può essere usata a secco, ad acqua o ad olio. In quest'ultimi due casi non si deve esagerare con acqua ed olio al fine di non rovinare alcun particolare e bisogna spesso pulire o cambiare la carta adoperata per evitare che essa, impastandosi, provochi danno. Gli oli usati devono essere seccativi (olio di lino crudo, di noce) mai l'olio di vasellina che avendo come caratteristica la non seccatività impedisce che qualsiasi mordente o vernice aderisca perfettamente.
La levigatura a secco, ad acqua e ad olio si possono alternare tra di loro a seconda della convenienza.
All'inizio del lavoro si usano carte vetrate di grana grossa n.120, 180, 220, 240 poi si procede con quelle pi√Ļ fini n.400, 600, 800, 1000, 1200 fino ad ottenere una superficie liscissima.
E opportuno ogni tanto spolverare accuratamente per eliminare ogni traccia di polvere. Per rendere ancora pi√Ļ liscia la stuccatura alla fine strofinare la parte con pelle di camoscio o di vitello.

 


L' apprettatura e la mordenzatura

Consistono nelle operazioni che servono a preparare la superficie per far aderire le foglie metalliche.
L appretto di bolo (usato nella doratura a guazzo) si applica sulla superficie ben levigata. Il bolo si trova in commercio gi√† preparato poich√© la sua composizione non √® facilmente eseguibile ed √® in tre tonalit√†: rosso mattone, giallo ocra e nero. Viene scelto in base al colore del bolo esistente nel pezzo che si vuol restaurare. Il bolo va sciolto in poca acqua fredda e aggiunto alla colla di coniglio precedentemente riscaldata. Viene steso rapidamente a caldo con un buon pennello senza ripassare sullo stesso punto. Se si vuole una maggiore brunitura √® necessario passare due o pi√Ļ mani di bolo, altrimenti √® sufficiente una sola mano. Quando l'apprettatura √® ultimata si lascia asciugare.
Anche i mordenti o missioni (usati appunto nella doratura a missione) servono a far aderire la foglia. I primi contengono pigmenti colorati, i secondi sono trasparenti. Anch'essi si trovano in commercio già pronti. Hanno un tempo di essiccazione variabile dai 15 minuti, 30 minuti fino a 12 ore. In realtà il momento giusto per applicare la foglia metallica è quando appoggiando il dito sulla superficie lo strato si dice che "canta" e cioè il dito non deve scivolare (ciò significa che si è asciugato troppo e di conseguenza la foglia non aderisce) né appiccicarsi troppo.

 



 

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Today: Ott 17, 2019

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