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Il valore legislativo delle Carte del Restauro

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Restauro - Documenti
Scritto da A.B. Caldini   
Domanda



Buonasera,
le scrivo per avere maggiori informazioni relative alle Carte di Restauro, a livello legislativo :
la Carta di Venezia del 1964, la Carta di Amsterdam del 1975, la Carta di Cracovia del 2000 sono da considerare tutte delle circolari ministeriali? oppure alcune di esse hanno un altro valore a livello legislativo?
Nell'attesa di un suo riscontro
Porgo cordiali saluti








Risposta

Gentile Visitatrice
la domanda che pone è di grande interesse perché spiega indirettamente l’importanza del ruolo assunto dal dopoguerra in avanti dalle numerose organizzazioni internazionali.
Anzitutto, però, veniamo all’oggetto del suo quesito al quale cercherò di rispondere sulla base delle conoscenze universitarie e post universitarie acquisite e sulla base di quelle maturate nell’ambito del percorso professionale.
Le carte del restauro (vedi Nota 1) nascono come linee guida rivolte alla definizione dei criteri di salvaguardia, conservazione e restauro, si tratta quindi di documenti teorici destinati a soggetti pubblici e privati che hanno per oggetto il monumento e l’opera d’arte in generale.
E’ possibile, quindi, considerarle delle dichiarazioni di intenti nate con lo scopo di orientare nelle operazioni di restauro prive, però, di valore legislativo o vincolante in senso stretto.




Piccolo approfondimento...

Nell’aprile 2001, frequentando ancora i corsi della scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti della Facoltà di Architettura dell’Università di Genova, ho assistito con interesse ad una giornata-seminario tenuta dal Prof. Andrej Tomaszewski (già Presidente dell’ICCROM) sui processi di internazionalizzazione del restauro.
Proprio in quella occasione fu affrontata l’importanza della nascita postbellica di organizzazioni internazionali intergovernative (Unesco e Iccrom) e non governative (Icom e Icomos) alcune delle quali vennero istituite proprio a seguito dell’emanazione dei principi fondanti delle carte di restauro.
Il caso emblematico è rappresentato dalla Carta di Venezia (1964): al convegno di Venezia fu presa la decisione di dare vita ad una organizzazione internazionale dei conservatori (non governativa), la Polonia si assunse l’onere della realizzazione di questa deliberazione e nel maggio del 1965 nasceva l’ICOMOS (International Council of Monuments and Sites) fondata a Cracovia in seguito all'adozione della Carta per la conservazione e il restauro dei monumenti e dei siti di Venezia del 1964.
Referente dell'UNESCO, l’ICOMOS gioca un ruolo importantissimo nell'ambito della conservazione e del restauro dei monumenti e un ruolo determinante nella individuazione dei beni culturali da includere nella Lista del Patrimonio Mondiale.
L'associazione ICOMOS italiana è stata costituita il 9 maggio 1974 su iniziativa di Pietro Gazzola, Guglielmo De Angelis d'Ossat, Vincenzo Di Gioia, Pietro Sampolesi, Giorgio Simoncini
(http://www.icomositalia.com).





Alcuni suggerimenti bibliografici (assolutamente indicativi)

- A. Albano, A. Lanzaro, M. L. Pecoraro, Legislazione Internazionale e Comunitaria dei Beni Culturali, Edizioni  Simone, 2005.
- G. Rocchi, Istituzioni di restauro dei beni architettonici e ambientali, Hoepli, Milano, 1994, pp. 505-524.
- F. Gurrieri, Restauro e conservazione. Carte del Restauro, Norme, Convenzioni e Mozioni sul patrimonio
architettonico e artistico, Firenze, 1993.
- M. G. Gimma (a cura di), Se e come aggiornare le Carte del Restauro, voll. I-II, Viterbo, BetaGamma, 1993.







Nota 1:
Carta di Atene (1931);
Carta italiana del Restauro (1931);
Istruzioni per il restauro dei Monumenti (1938);
Carta di Venezia (1964);
Carta Italiana del Restauro (1972);
Carta di Amsterdam (1975);
Dichiarazione di Amsterdam (1975);
Carta di Firenze dei giardini storici (1981);
Convenzione di Granada (1985);
Dichiarazione di Washington (1987);
Carta della Conservazione e Restauro degli oggetti d’arte e cultura (1987);
Carta di Firenze sui beni culturali europei (1991);
Carta di Cracovia (2000).




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