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Storia della Carta

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Arte e Restauro - Arte & Artigianato
Scritto da AA.VV   
Indice
Storia della Carta
Come si fabbricava
La stampa e l'incisione
Bibliografia della "Carta"

Storia della Carta

Fonte: Artigianatico Artistico del Veneto

 

 

 

Tra i vari mestieri d arte, quello della carta e dell'incisione è sicuramente il più giovane, visto che, in Occidente, non risale che al XIII secolo. Ai suoi esordi in Europa, la carta, inventata, in Cina intorno al 200 d.C. e introdotta dagli arabi intorno al 1150, trovò una fiera opposizione da parte delle autorità pubbliche ed ecclesiastiche, dubbiose (legittimamente dal loro punto di vista) circa la durata e la "tenuta" del nuovo materiale. Con questa motivazione, fu vietato, per diversi anni l'uso della carta per atti pubblici, che dovevano essere scritti su pergamena, infatti, se gli atti pubblici e i contratti tra privati, col tempo, fossero divenuti illeggibili per il deteriorasi del supporto scrittorio, i rapporti giuridici sarebbero caduti nella più nera confusione e si sarebbero prodotti danni ingenti a tutta la società. 

Ritratto di Johan Gutemberg (1394/99 - 1468)  

 

Forse anche le umili origini questo novo materiale, ricavato niente meno che dagli stracci imputriditi, cioè oggetti di uso comune (non stoffe preziose in lana e seta, che sono poco adatte allo scopo e danno un prodotto grossolano), ma elementi di vestiario in cotone, lino o canapa, canovacci logori, lenzuola, biancheria intima, vecchi cordami, ecc., contribuirono a farne sospettare le capacità, sul pregiudizio che si trattasse di materiale "vile", dal momento che proveniva a sua volta da materiale di scarto. Al suo confronto, la pergamena, proveniente dal regno animale, e dunque più su di un gradino nella gerarchia merceologica, era, per molti, da preferirsi ed era sicuramente adatta a durare nel tempo dal momento che si conoscevano pergamene dell'antica Roma ancora perfettamente leggibili, mentre non vi era esempio tangibile di carta antica.

 

Anche gli artigiani che lavoravano la carta, non godevano, all'inizio, grande considerazione; erano gli straccivendoli, coloro che passavano di casa in casa a raccogliere indumenti usati: un onesta professione, ma non certo degna di grande considerazione tra la gente. La carta tuttavia, benché di umili origini, aveva troppe doti intrinseche per rimanere al palo: era bianca, leggera, si poteva confezionare in diverse pezzature, riceveva bene l' inchiostro e

La lacerazione degli stracci per fabbricare la carta  

 

la stampa, si piegava senza rompersi, era flessibile, piacevole al tatto, ed era, soprattutto, più economica della pergamena. 
Fu così che la carta non dovette attendere anche la prova del tempo, che ne avrebbe procrastinato l'uso di molti anni.

Il primo documento su carta conosciuto in Italia, pare essere il Breve di Montieri del 1219, mentre in letteratura si deve attendere una citazione di Brunetto Latini del 1292.

Nel 1798 Luis Robert inventò la macchina continua "in piano" per la fabbricazione della carta, che fu perfezionata qualche anno dopo da J Bramach'inventore della macchina "in tondo", un principio sviluppato fino ai giorni nostri dalle grandi macchine in uso nelle cartiere. 

 



 

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