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Arte e Restauro - Arte & Artigianato
Scritto da AA.VV   
Indice
Storia della Carta
Come si fabbricava
La stampa e l'incisione
Bibliografia della "Carta"

Come si fabbricava

Fino all'introduzione delle macchine continue, risalenti ai primi decenni dell'Ottocento, la carta era fabbricata a mano, con l'uso di folle a pestelli comandati da un albero di ruota idraulica, simile a quella di un mulino. La prima operazione consisteva nella cernita dei cenci, la seconda nel lavaggio e la terza nella loro macerazione in ambiente umido, poi avveniva la riduzione in poltiglia, in acqua, tramite pestelli che lavoravano giorno e notte per diversi giorni, fino a che si formava una pasta omogenea; talvolta la pasta doveva essere sbiancata e doveva essere continuamente rimestata, a mano o con la forza motrice dell'acqua, perché non di formassero depositi, le materie pesanti non precipitassero e la massa si mantenesse omogenea, talvolta veniva aggiunta colla o altre materie solidificanti.

La fase successiva era la pi√Ļ delicata e presupponeva una grande abilit√†, da parte dell'artigiano: questi, infatti doveva prelevare dal tino nel quale veniva versata la pasta, una giusta quantit√† di materiale, immergendo nella massa una forma rettangolare, con un abile manovra. Si trattava di un telaio o cornice in legno che tendeva un una finissima rete metallica formata da filoni verticali, in legno o in filo di ferro pi√Ļ grosso, e da vergelle orizzontali di filo pi√Ļ sottile. Il telaio doveva essere maneggevole e misurava circa cm 60 o 70 per cm 50. Questo telaio veniva abbinato ad un secondo telaio o coperta, avente la sua cornice un po pi√Ļ alta della forma. La rete metallica doveva essere rigida e non presentare infossature, un modo che la pasta vi si stendesse omogenea. L artigiano, estratto il telaio con un dato peso di acqua e di fibre, e bilanciandola per determinare la grossezza della carta, eguagliava la pasta in modo che le fibre si depositassero sulla rete, mentre l'acqua filtrava attraverso le maglie.

Quando si formava il feltro delle fibre, l'artigiano prenditore, toglieva la coperta e passava la forma carica al suo aiutante; un altro artigiano, chiamato ponitore o caricatore, poneva sulla forma un feltro e vi ribaltava sopra la pasta facendola girare intorno allo spigolo di appoggio. Si faceva, quindi, la cosiddetta presa, cioè una pila di fogli di carta e di feltri, che doveva essere poi sottoposta alla torchiatura o spremitura. Conclusa la spremitura, un altro artigiano, il levatore, scomponeva la presa pressata separando i fogli dai feltri, con mosse abili e veloci, in modo da evitare rotture e prevenire la formazione di pieghe.

 

 

L'apprendista raccoglieva i feltri e li metteva da parte ammucchiandoli. La carta comune passava quindi all'asciugatoio, mentre per quella pregiata venivano messe in campo tutte le migliori risorse dell'arte per migliorare la solidità e l' aspetto del prodotto. Così i fogli si collavano alla gelatina, si asciugavano e si lavavano con acqua calda, per togliere l'eccesso di colla e la rigidezza che ne deriva alla carta, si facevano asciugare e si lisciavano entro calandre per renderla liscia ed adatta a ricevere l'inchiostro.

   

 

Altra operazione importante è la goffratura, un operazione di finitura operata sulla carta in fase di asciugatura per ottenere un particolare aspetto: a seconda dei cilindri usati, la goffratura conferisce alla carta e al cartoncino un aspetto simile al cuoio, al marocchino, alla pergamena, alla stoffa ovvero incide o mette in rilievo un ornato costituito da roselline, palmette, bordure, ecc.

In questo senso pare che la carta abbia sofferto un complesso di inferiorit√† nei confronti di materiali pi√Ļ pregiati e costosi, come il cuoio e la pelle. I risultati, tuttavia, si sono dimostrati ottimi, dal momento che, talvolta solo il tatto rivela la differenza tra una carta goffrata tipo marocchino e un marocchino vero.

 

 

L' apice raggiunto dalla carta, tuttavia, non √® stato guadagnato con queste carte denominate "carte operate", ma con l'arte della stampa e dell'incisione: nel libro a stampa la carta ha dato il meglio di s√© ed √® un errore considerare solo la stampa come una delle pi√Ļ importante i scoperta dell'uomo, quella che ha dato inizio all'era moderna. Senza la carta, con la sola pergamena, la stampa non si sarebbe diffusa in tutto il mondo e in tutti i ceti sociali, come si √® diffusa a partire dal XVI secolo.

   

 

Benché il primo libro stampato sia stata la Bibbia di Gutemberg e le pubblicazioni di carattere religioso siano state per molti anni preponderanti, il libro a stampa, grazie a costi relativamente contenuti e ad alte tirature, incrinò il monopolio ecclesiastico degli amanuensi, sviluppò e diffuse una cultura scientifica laica, portò la cultura tra la gente, contribuì a sconfiggere l' analfabetismo e l' ignoranza.



 

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