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| Le Antiche chiavi: la serratura |
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| Antiquariato - Ferramenta e accessori | ||||||||||||||||||
| Scritto da Roberto Borali | ||||||||||||||||||
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Parti della serratura 1) Piastra 2) Molla (di bloccaggio o di contrasto e di spinta) 3) Chiavistello o stanghetta 4) Staffa di scorrimento del chiavistello 5) Fessura per l'inserimento dell'occhiello sporgente del boncinello 6) Fori per l'inserimento dei chiodi di fissaggio 7) Testa di chiodo 8) Mostra 9) Perno di riscontro per chiavi femmine 10) Buco della serratura 11) Riscontri 12) Supporto della mostra |
La piastra serve come base di montaggio dei vari componenti; la mostra per il fissaggio dei contrapposti riscontri e di protezione al meccanismo. Le teste dei chiodi, che servivano per fissare alcuni componenti, venivano spesso forgiate in modo artistico. La forma del buco della serratura è la stessa della sezione del pettine.
All'inizio vennero installate all'esterno della porta, ma, nonostante fossero costruite in materiale robusto, erano spesso costrette a cedere all'astuzia dello scassinatore. Se i soliti ignoti non riuscivano ad aprirle col grimaldello, le forzavano con altri sistemi. Già all'epoca potevano disporre per esempio di un attrezzo composto da una serie di viti senza fine e corone dentate riduttrici, capace, con l'ausilio di tiranti applicati con ganci alla piastra, di schiodare la serratura con il minimo sforzo e senza alcun rumore (un attrezzo simile, l'estrattore, viene usato ancora oggi nelle autofficine e nelle officine meccaniche per staccare due pezzi incastrati l'uno nell'altro). Il fatto finì col consigliare ai proprietari di mettere le serrature al riparo installandole in un apposito alloggiamento ricavato, all'interno della porta, nello spessore del legno. Così facendo, purtroppo, dopo che la serratura era stata installata, non era più visibile l'opera di forgiatura, di sbalzo, di traforo e di cesello che spesso la rendeva oggetto d'arte di grande valore.
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Una particolare, ingegnosa ed elaborata serratura fu quella dei pesanti forzieri usati per la conservazione dei valori nei conventi e nelle grandi famiglie. Mediante la spinta impressa dalla rotazione della chiave, un complesso meccanismo di leve muoveva, in sincronia, tutte le molle di spinta dei chiavistelli a scatto posti sui quattro lati della serratura. La serratura occupava tutta la superficie interna del coperchio ed era, quasi sempre, ricoperta da una lastra di lamiera, a protezione dei meccanismi. La lastra era spesso decorata a traforo, a bulino, a cesello, con acidi e in alcuni casi anche dipinta. Questi forzieri, antenati delle nostre casseforti, per essere ancora più sicuri erano dotati di bocchette a scomparsa o piastre di mimetizzazione sistemate in modo da ingannare gli estranei. |
| Serratura da cassapanca con chiave e gancio per il bloccaggio del coperchio. Italia settentrionale, area nord-est, secolo XVI. Perno di riscontro di sezione tonda per chiavi femmine; riscontri con pettini laterali a più denti e lamelle circolari contrapposte, di diametro diverso sui piano intermedio. Dimensioni della serratura 12x12 centimetri; lunghezza della chiave centimetri 13. |
Per il bloccaggio del coperchio di cofanetti, casse, cassapanche e cassoni venne utilizzata fino al XV secolo la serratura in coppia con una cerniera esterna snodata (boncinello). Il bloccaggio del boncinello avveniva infilando, per mezzo della spinta della chiave, il chiavistello della serratura nell'occhiello sporgente.
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Parti del boncinello 1) Bandella fissa 2) Occhiello sporgente 3) Bandella snodata 4) Perno di snodo a) serratura b) fessura per l'inserimento dell'occhiello sporgente |
Il bloccaggio del boncinello avviene infilando, per mezzo della spinta della chiave, il chiavistello della serratura nell'occhiello sporgente.
Jean Lamour, massimo esponente dell'arte fabbrile barocca francese, maestro forgiatore di Luigi XV, scriveva che: "La serratura ha l'energia della pittura e l'arditezza della scultura, ma in più la funzionalità"
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