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| Le Chiavi nella storia: Chiavi Barocche e Rococò |
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| Scritto da Rb Antichità | |||||||||||
Chiavi barocche e rococò (XVII secolo - metà XVIII secolo)
*** Il passaggio dal Rinascimento al Barocco avvenne lentamente, in modo quasi inavvertito. Nel nuovo stile l'elemento decorativo prevalse in genere sull'uso specifico dell'oggetto. La Francia riprese sul finire del 1500 e mantenne per tutto il 1700 il primato che già aveva detenuto nel periodo gotico. La fantasia degli artisti artigiani del ferro battuto non ebbe limiti e la loro audacia portò le opere fabbrili a livelli mai più raggiunti.
Le impareggiabili opere, senza precedenti nella storia del ferro battuto, lasciano sbalorditi sia gli osservatori comuni sia quelli preparati, in quanto si fatica a capire quali e quanti accorgimenti e soluzioni tecniche siano state utilizzate per eseguire certe magistrali opere che sembrano nate in un attimo, come per incanto.
Vicino ai tradizionali arnesi delle antiche officine, il fabbro potè disporne di nuovi e inconsueti, comportanti una vera e propria rivoluzione organizzativa del lavoro: la calandra per la laminatura delle lamiere, la trafila per ridurre il metallo in verghe e macchine idrauliche per sgrossare il ferro.
Le impugnature delle chiavi, sia che abbiano le forme più strane o che siano formate da volute e controvolute, o da creste in asimmetria, sono generalmente di incomparabile bellezza; le basi, sempre presenti e molto marcate, sono sviluppate con decori simili a quelli delle relative impugnature; le aste sono spesso lobate, polilobate e in taluni casi filettate e scanalate. La sezione del foro delle chiavi femmine è sempre molto complessa; raggiunge il massimo della complicazione quando la forma esterna della canna è diversa da quella interna e inoltre ha inserito all'interno un'anima (perno) maschia. I pettini hanno normalmente mappe complicate formate da lettere e cifre, e talvolta perfino da figure e da nomi interi. La loro lunghezza va dai cinque ai dieci centimetri circa delle chiavi per mobili e mobiletti, fino ai venti centimetri delle chiavi delle porte e portoni. In questo periodo furono costruite anche chiavi doppie con impugnatura scorrevole, spesso decorata e traforata artisticamente; chiavi in ottone, in argento e chiavi a cui, alla ricchezza della lavorazione, si aggiunse la doratura (chiavi Luigi XIV).
Le serrature dall'inizio del XVIII secolo sono spesso scatolate, assemblate con viti e dadi; hanno abbondanti decorazioni e in generale sono di aspetto massiccio e rassicurante. Verso l'inizio del XVIII secolo le forme astratte e vigorose dello stile Barocco slittarono lentamente verso quelle più leziose e più contenute dello stile Rococò. Fu questo uno stile architettonico e decorativo affermatosi in Francia verso la fine del regno di Luigi XIV e quello di Luigi XV, caratterizzato da un'eleganza capricciosa e raffinata. Prevalsero le linee a forma di "C", di "S" e la perfetta simmetria delle parti. Sia le serrature sia le chiavi sono di aspetto molto elegante, gradevole e le loro linee e decorazioni armonizzano sempre con quelle del mobile o della porta su cui sono state installate. Mentre essenzialmente lo stile rinascimentale è armonioso e quello barocco pomposo, quello rococò fu sicuramente il periodo più lezioso. Fare una netta distinzione tra le chiavi e le serrature di queste due differenti, ma simili, epoche non è fatto determinante in quanto alla composizione della chiave e delle serrature non furono apportate differenze sostanziali. Infatti le chiavi e le serrature barocche e rococò sono molto simili se non identiche.
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