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La Chiesa di Anzola: la storia |
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Chiesa di Anzola dell'EmiliaParrocchia dei S. Pietro e Paolo Fonte: Gruppo di ricerca storico-archeologica del Centro Culturale Anzolese   La Storia:Le origini,  la Chiesa e il Castello
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La canonica adiacente alla Chiesa di Anzola  Le notizie del castello sono in parte documentate e in parte molto legate alla fantasia popolare, quindi riesce difficile in poche parole ricostruirne la struttura in modo credibile, anche se inizialmente pare che più che un vero castello fosse una fortificazione in legno con torri poste a difendere le porte d accesso al primo nucleo del villaggio di Unciola (il Calindri indica il toponimo come riferito alla maniera di dividere i fondi agricoli in once, o parti di once - cioè Onciole - e l' oncia, intesa come unità di misura lineare, nel XIX secolo costituiva ancora una frazione della pertica bolognese) e già in un documento dell' anno 888 d.c. si parla del "Castrum Unciolae". Â
   La chiesa di S.Pietro d Anzola
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 Tra gli uffici sacri il principale era quello di conferire il Battesimo e quindi furono chiamate anche Ecclesiae baptismales, e andarono a formarsi nella zona cimiteriale cristiana delle primitive comunità , e intorno ad esse si formarono anche i primi agglomerati di case che costituiranno poi i paesi come il nostro. Quindi, la chiesa di Anzola già nel secolo XII ha la dignità di Pieve e il diritto di poter avere un proprio fonte battesimale, e nel secolo successivo doveva essere già assai nota, perchè fu degna di appartenere all'elenco delle 44 Pievi allora esistenti nella Diocesi di Bologna. Non si conosce la data in cui fu edificata la prima chiesa intitolata a S.Pietro, ma in un disegno dell'anno 1578 (Fondo Gozzadini, Biblioteca dell'Archiginnasio, Bologna) si vede l'edificio con le tracce delle tre navate, e delle absidi, orientate dove fu creata la nuova facciata, evidenziando così un precedente restauro che aveva evidentemente voltato la struttura generale del fabbricato, e il campanile è nella posizione dove oggi c è l'Oratorio della Compagnia del SS. Sacramento. Â
 Quindi, siccome le absidi erano prevalentemente rifinite con delle finestre vetrate (o con l' apertura centrale a forma circolare), posta superiormente alla volta detta "catino absidale") e collocate architettonicamente sopra al presbiterio e all'Altare Maggiore, i raggi del sole che al mattino entravano dalle finestre illuminavano l' altare e creavano un grande effetto scenografico e simbolico. Fra il XVI e il XVII secolo questa tradizione esisteva ancora ma non era più rigidamente imposta ed osservata, e nei casi in cui la funzionalità della chiesa e l' accessibilità alla stessa rendeva necessario seguire criteri diversi, si agiva anche in modo diverso.
Quindi, in occasione del primo intervento di consolidamento e restauro attuato nell'anno 1567, allorchè furono rifatti il coperto e i muri principali, l' ingresso fu spostato dove si trova attualmente e l' abside, di conseguenza, dalla parte opposta all'entrata. E questo proprio per facilitare l' accesso ai fedeli, perchè il castello aveva degli ingressi e un transito che privilegiavano l' attuale via G.Goldoni e l'entrata della chiesa fu quindi orientata come oggi si può vedere. Dopo neppure sei anni, il 24 agosto 1573, mons. Ascanio Marchesini in visita pastorale riscontrò che la chiesa era ben tenuta ma aveva i muri laterali con larghe fenditure e quindi necessitava di urgenti riparazioni. Queste furono fatte, ma nell'anno 1630 l' ennesimo scontro per il possesso di ciò che rimaneva del castello si risolse nella sua definitiva distruzione, insieme alle case circostanti e a danni gravissimi alla chiesa che la resero praticamente pericolante (e l' epidemiadi peste che colpì anche Anzola nell'estate di quell'anno non facilitò certo le cose.) Quindi, al cardinale Girolamo Colonna, in visita pastorale il 15 aprile 1638, non restava che verificare di persona che la vetusta costruzione non reggeva più ed era necessario abbatterla e ricostruirla, dando quattro anni di tempo al Massaro, e agli uomini di Anzola, per eseguire i necessari lavori. Â
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La Chiesa di Anzola













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