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Consulenza dell'Architetto

Nella sezione di Architettura sono disponibili la consultazione di Articoli, documenti, progetti, normative curate dall' arch. Antonella B. Caldini che offrirà anche una professionale consulenza sulle tematiche trattate.

 

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Un sistema trasportabile per la radiografia dei dipinti Stampa E-mail
La Pittura - Documenti
Scritto da Andrea Lacchini   

Questa tesi di laurea nasce nell’ambito dello sviluppo di un sistema trasportabile per la radiografia digitale di dipinti. Il lavoro svolto dal gruppo di ricerca della Prof.ssa Morigi, con cui ho collaborato, ha riguardato la progettazione e lo sviluppo di un sistema di acquisizione radiografico digitale  ...

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Manuale di Pittura: Bibliografia Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   

Bibliografia Orientativa (Sinuhe)

Alcune opere antiche

  • A.REINACH
    Textes grecs et latins relatifs à l'historie de la peinture ancienne in «Recueil Milliet», Paris 1921
  • THEOPILUS
    De diversis artibus, a cura di C.R. Dodwell, London 1961
  • C.CENNINI
    Il Libro dell'Arte, a cura di F. Brunello, Vicenza 1971 (con bibliografia).
    Original treatises on the art of painting, a cura di M.P. Merrifield, 2 vol., New York 1967.
  • D. SALAZARO
    L arte della miniatura nel sec. XIV, Napoli 1877 (e D.V. THOMPSON jr.,
    A anonimous XIV Century treatise: De arte illuminandi, London 1933). a cura di C.R. Dodwell, London 1961
  • L. B. ALBERTI
    Della Pittura; ed. latina a cura di C. Grayson (On painting and on sculpture), Phaidon, Londra 1972. L ediz. ital. a cura di L. Mallé è stata pubblicata a Firenze nel 1950. Per gli Elementa Picturae v. «Studi e documenti di architettura», n.1, dic. 1972, della Facoltà di architettura di Firenze.
  • G. VASARI
    Le Vitae, a cura di R. Bettarini e P. Barocchi, Firenze 1966 (e G. BALDWIN BROWN, Vasari on Technique, New York 1960).
  • G. B. ARMENINO
    Dei veri precetti della pittura, Ravenna 1587.
  • F. BALDINUCCI
    Vocabolario toscano delle arti del disegno, Firenze 1681.
  • A. POZZO
    Breve istruzione per dipingere a fresco, in Prospettiva de pittori e architetti, Roma 1758. The art of Drawing and Painting in Water-Color, London 1731.

 

Alcune opere moderne, cui si rimanda anche per la completa bibliografia

  • E. BERGER
    Beiträge zur Entwicklung-Geschichte der Maltechnik, 5 voll. München 1897-1909. W. FOL
    voce «Color», in DAREMBERG-SAGLIO, Dict. Ant. , 1, 2, Paris 1908.
  • G. LOUMYER
    Le traditions techniques de la peínture médiévale, Bruxelles 1914.
  • E. EIBNER
    Wandmalerei, München 1926.
  • A. L. ROSA
    La tecnica della pittura dai primordi ai nostri giorni, Milano 1937.
  • O. DEUBNER
    Expolitio, Inkrustation und Wandmalerei, in «Romischen Mitteilungen», LIV, pp. 14-41, 1939.
  • R. OERTEL
    Wandmalerei un Zeichnung in Italien, in «Mitteilungen des Kunsthistorischen Institut in Florenz», V, pp. 217-314, 1940.
  • A. DE CAPITANI D ARZAGO
    S. Maria di Castelseprio, Milano 1948.
  • A.P. LAURIE
    The technique of the great painters, London 1949.
  • U. PROCACCI
    Sinopie ed affreschi, Milano 1951.
  • E. ALETTI
    La tecnica della pittura greca e romana, Roma 1951.
  • M. PALLOTTINO
    Etruscan Painting, Geneve 1952. S. WAETZOLDT
    Systematisches Verzeichnis der Farbnamen, in «Münchner Jahrbuch'der bildenden Kunst» III-IV, pp. 6-14, 1952-53.
  • A. MAIURI
    Roman Painting, Genéve 1953.
  • P. GRAZIOSI
    L arte della antica età della pietra, Firenze 1956.
  • A. BAZZI
    L abecedario pittorico, Milano 1956 (con bibliografia).
  • M. CAGIANO DE AZEVEDO
    Tecniche della pittura parietale antica, in «Bollettino dell'Istituto Centrale del Restauro» , 33, p. 11, 1958.
  • K. HERBERTS
    The complete book of artist'techniques, New York 1958-60. Enciclopedia Universale dell'Arte, 15 voll., Venezia-Roma, 1958-67.
  • X. DE LANGLAIS
    La technique de la peinture à l'huile, Paris 1959.
  • C. EASTLAKE
    Methods and Materials of Painting of the grat Schools and Masters, New York 1960.
  • M. MURARO
    Pitture murali nel Veneto e tecnica dell'affresco, Venezia 1960.
  • E. BORSOOK
    The mural painters of Tuscany, Lonon 1960.
  • J. MARETTE
    Connaissance des primitifs par l'étude du bois, Paris 1961.
  • L. TINTORI - M. MEISS
    The painting of the Life of St. Francis in Assisi, New York 1962, (e, degli stessi, Additional observations on Italian Mural Techniques, in «Art Bulletin», n. 3, 1964).
  • D.V. jr THOMPSON
    The material and technique of Medieval Painting, New York 1962. The Practice of tempera painting, New York 1962.
  • O. KURZ
    Varnishes, Tinted Varnishes and Patina, in «Burlington Magazine», CIV, pp. 56-62, 1962.
  • M. DOERNER
    The materials of the artist'and their use in painting, New York 1962.
  • C. BRANDI
    Teoria del restauro, Roma 1963.
  • M. HOURS
    Les secretes des chefs-d oevre, Paris 1964.
  • L. TINTORI - E. BORSOOK
    Giotto: The Peruzzi Chapel, New York 1965.
  • P. PHILIPPOT - P. MORA
    Technique et Conservation des peintures murales, Rapport du Comité Int. d Etudes pour la Conserv. des Biens Culturels et de l'ICOM, Washington-New York 1965 (dattiloscritto, con bibliografia).
  • R. J. GETTENS - G. L. STOUT
    Painting Materials: a short Encyclopaedia (con bibliografia), New York 1966.
  • M. P. MERRIFIELD
    The art of fresco painting, as practised by the old Italian and Spanish masters, London 1966.
  • P. MORA
    Proposte sulla tecnica della pittura murale romana, in «Bollettino dell'Istituto Centrale del Restauro», Roma 1967.
  • S. AUGUSTI
    I colori pompeiani, Roma 1967.
  • O. DEMUS
    Il colore nella pittura bizantina su libri, in «Tavolozza», n. 26, 1967.
  • R. H. MARIJNISSEN
    Dégradation, conservation et restauration de l'oevre d art, 2 voll., Bruxelles 1967 (con bibliografia).
  • H. ROSEN-RUNGE
    Farbegung und Technik Frümittelalterlicher Buchmalerei, 1967.
  • F. BRUNELLO
    Colori e pitture nell'antico Egitto e in Mesopotamia, in «Pitture e vernici», n. 4, pp. 3-7, 1967.
  • D. C. WINDFIELD
    Middle and Later Byzantine Wall'Painting Methods, in «Dumbarton Oaks Papers», XXII, pp. 63-139, Washington 1968 (con bibliografia).
  • P. HUISMAN
    L' acquerelle francaise au XXVIII siécle, Paris 1968.
  • F. DAULTE
    L' acquerelle francaise au XIX siécle, Paris 1969.
  • W. KOSCHATZKY
    L acquerello, Milano 1969 (con bibliografia). Painting in Italy in the XVIII century: Rococo to Romanticism - Technical note, Catalogo della mostra all'Art Institute di Chicago, 1970.
  • M. MEISS
    The grat age of fresco, London 1970.
  • M. ROTILI
    La miniatura gotica in Italia, Napoli 1970 (con bibliografia).
  • R. D. HARLEY
    Artists Pigments c. 1600-1835 - London 1970 (con bibliografia).
  • H. J. PLENDERLEITH - A. E. A. WERNER
    The conservation of antiquities and works of art, London 1971.
Bibliografia essenziale di Bruno Pierozzi

La bibliografia riguardante i manuali pittorici, l’uso dei materiali e le tecniche pittoriche è molto vasta, per tali ragioni la scelta qui operata è stata limitata ai manuali ed ai testi tuttora reperibili in libreria.

  • AA.VV. “La fabbrica dei colori” ed. Bagatto libri - Roma

  • A. Bagnasco “Come si dipinge con le terre naturali” ed. De Ferrari - Genova

  • M. Bazzi “Abecedario pittorico” ed. Neri Pozza - Vicenza

  • C. Cennini “Il libro dell’arte” ed. Neri Pozza - Vicenza

  • G. De Chirico “Piccolo trattato di tecnica pittorica” ed. Scheiwiller - Milano

  • E. Hebborn “Il manuale del falsario” ed. Neri Pozza

  • C. Linzi “Tecnica della pittura e dei colori” ed. Hoepli - Milano

  • G. Montagna “I pigmenti” ed. Nardini - Firenze

  • G. B. Nicodemi “Come si dipinge” ed. Il Castello - Milano

  • G. Piva “Tecnica pittorica: acquerello e tempera” ed. Hoepli - Milano

  • G. Piva “Manuale pratico di tecnica pittorica” ed. Hoepli - Milano

  • C. Quaglierini - L. Amorosi “ Chimica e tecnologia dei materiali per l’arte” ed. Zanichelli-Bologna

  • G. Ramos Poqui “ Come si dipinge un’icona” ed. Piemme - Casale Monferrato

  • E. Sendler “L’icona” ed. San Paolo - Milano

  • R. Smith “Il nuovo manuale dell’artista” ed. Rizzoli - Milano

  • S. Smith - T. Holt “ Manuale dell’artista” ed. Zanichelli - Bologna

  • L. Zuccheri “Del piturar a tempera” ed. Scheiwiller - Milano

Roma - gennaio 1999

 
Manuale di Pittura: Frammenti Didattici Stampa E-mail
La Pittura - Documenti
Scritto da Arte Kjara   

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Frammenti didattici

Il ritratto fiammingo

di Sinuhe


Su gentile concessione di Sinuhe riporto qui la sequenza di lavoro per realizzare un ritratto in stile fiammingo.

Colori utilizzati:

bianco alchidico "Winsor&Newton" e cinque colori della Mussini,
il giallo ossido trasparente,
il grigio azzurrino (gradazione 2),
il nero avorio,
il bruno ossido trasparente,
il rosso ossido trasparente.

Medium utilizzato:   

Flamand a pasta in tubo della Lefranc.

Pennelli: pennelli di setole piccoli e medi per abbozzare, pennelli di setole n°4 e n°2 per i dettagli, un 5/0 per i dettagli più minuti.

Dimensioni del supporto: cm. 11.2x13.8

Manuale di Pittura

Questo è il ritratto fiammingo che servirà da frammento didattico. Vedremo come procedere nella realizzazione seguendo le stesse tecniche e precedenze di colori per il proplasma che avevano utilizzato i maestri fiamminghi. Ovviamente i colori ed i medium di cui disponiamo noi non sono gli stessi di allora, ma la sequenza è coerente. 
 

Preparazione del colore di fondo

Manuale di Pittura

Il supporto di compensato da 5mm. è stato dapprima preparato con diverse mani di smalto bianco, carteggiando ad ogni volta, quindi dopo un ultima carteggiatura si è preparata una tinta acrilica composta da ocra gialla, terra d ombra naturale, un po di ocra rossa e bianco, per fare da sfondo o preparazione alla pittura (SInuhe) 

Primo abbozzo
Manuale di Pittura

Dopo aver tracciato con una matita nera l'area destinata alla cornice dipinta in trompe-l oeil, si procede ad abbozzare l'area della figura con uno strato di bruno ossido trasparente, destinato a fare da "letto" alla pittura. Quindi - con una tinta "bianchiccia" composta da bianco, grigio azzurrino e una punta di giallo ossido - si abbozza il volto per zone e seguendo i volumi, la fronte, le forme del viso etc. Si stabiliscono la posizione e la forma degli occhi, del naso e della bocca. Si incominciano a stabilire le zone di ombra e di luce dell'acconciatura, lo spazio destinato al nastro che la trattiene, etc. (Sinuhe) 
 

Ombreggiature
Manuale di Pittura

Si aggiunge materia nel viso, stabilendo le ombre trasparenti in grigio-azzurro e lasciando trasparire i toni del fondo, che conferiranno profondità. Nelle parti chiare si mettono dei toni che si avvicinano già al colore finale degli incarnati, ma sensibilmente più chiari (bianco+1punta di giallo ossido+1punta di rosso ossido). Il tutto andrà poi completato e rifinito con le velature e vari tocchi di colore (negli occhi, nelle labbra, etc.). La preparazione del volto può dirsi completata. Sono state abbozzate le parti precedentemente lasciate allo stato preparatorio (colletto).
(Sinuhe) 

Velature

Manuale di Pittura

Si esegue il lavoro di mezze paste (velature più corpose) e velature sottili per l'incarnato, utilizzando proporzioni variabili di bianco (smalto alchidico in barattolo, asciuga più in fretta ed è più brillante), rosso ossido e giallo ossido.
Per le ombre: si rinforzano i grigi, composti con grigio azzurrino, bruno ossido trasparente, nero avorio e bianco. Si aggiunge un po di bruno ossido trasp. al colore chiaro dell'incarnato per creare differenziazioni cromatiche e luminose (nella fronte ad esempio).
Si agiungono al tempo stesso i rosati (i più scuri sono composti da rosso ossido+bianco+una punta di giallo ossido, nei più chiari c è anche una punta di un rosso più brillante, il rosso di cadmio scuro).
Si rinforzano i dettagli, scurendo le ombre del naso, profilando le narici, completando gli occhi, i colpi di luce, etc. Si rifinisce il colletto e si abozza la collana 

.
Nota di Sinuhe: "Alcune cose, soprattutto quando si lavora su formati così piccoli, ma anche su formati medio-grandi, si fanno meglio senza usare il pennello o usando anche altri strumenti... per questo lavoro ho usato anche due punte in legno, per definire, grattare nel colore per fondere insensibilmente due tinte, etc.
La prima punta è un volgare stuzzicadenti: me ne sono servito per definire la forma dei colpi di luce negli occhi, ad es. La seconda è una punta di teck, uno steccone di quelli che si vendono per fare gli spiedini... l'ho appuntita con un angolo abbastanza acuto, ma ho smussato l'estremità della punta con un po di carta vetrata affinchè non graffiasse e rovinasse la pellicola pittorica.
Con questa punta si può lavorare negli strati di colore per fonderli, usandola "di piatto" , o usarla come uno sfumino per rarefare una tinta sul fondo secco, ricavare dettagli ritirando fuori la tinta sottostante uno strato di colore, come faceva spesso Rembrandt, etc.].
Nel frattempo si abbozzano con una tinta acrilica le fasce della cornice a trompe-l oeil, e si stende il fondo, una velatura di nero fumo della Mussini."

Fine

Per ultimare il dipinto si rinforzano le ombre con velature, si completa la colorazione delle parti chiare (guance, etc.), si eseguono i dettagli (collana, nastro e perle dell'acconciatura....). 


Si completa la cornice a trompe-l oeil: sulle precedenti basi ad acrilico si stende una prima base delle luci ed ombre, che simulano lo strombo della finestra, quindi il tutto sarà velato con terra di Siena naturale, con più colore sulle parti più scure, meno sulle perti interne, più chiare. Sono stati colorati in nero acrilico anche i bordi esterni della tavoletta, visto che la presenza della cornice in trompe-l oeil esclude l'incorniciatura classica.

[Il dipinto andrà fornito di un gancetto, se possibile decorativo, o esposto in posizione verticale per mezzo di un sostegno apposito].

La verniciatura sarà effettuata con medium "Flamand" liquido della Lefranc.

Nota tecnica: per le velature su superfici così piccole, si può utilizzare... un vecchio pennello. Quando i vecchi pennelli (n° 1, 2, 2/0, etc.) di setole sintetiche si consumano, assumono il caratteristico aspetto "spelacchiato", detto anche "a scopettino", con le setole divergenti. A quel punto ci sono due possibili usi di recupero:


  • 1. usateli "a secco" per sfumare le tinte direttamente sul quadro, un po come un pennello a ventaglio.
    2. Prendete una lama di tagliabalsa, una lametta o altro e tagliate le setole nette a circa 2-3 mm. dalla ghiera metallica. Il pennello così ottenuto sarà utilissimo per uniformare velature localmente o per togliere piccole quantità di colore da strati precedentemente applicati, al fine di ottenere effetti particolari.


Questo tipo di pennello è stato usato per il dipinto, nei capelli ad es., o nelle ombreggiature dell'acconciatura, nelle velature del volto, etc

"Il lavoro è terminato, ringrazio tutti per l' attenzione, spero che il piccolo esempio vi sia stato di qualche utilità ed auguro a tutti buon lavoro."

Sinuhe

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Trompe l'oeil

La Finestra col gatto bianco e nero

Riporto qui la sequenza di lavoro che ho seguito per realizzare il Trompe l'Oeil intitolato
"La Finestra con il gatto bianco e nero".

Supporto:Pannello di legno compensato multistrato dello spessore di 1cm

Dimensioni del supporto: 70cm x 100cm

Preparazione del Supporto: Colla vinilica diluita stesa su tutta la superficie del pannello, anche i bordi ed il retro. Su questa base ho poi steso diverse mani di idropittura murale bianca, che poi ho carteggiato a secco per livellare le asperità della superficie di legno.

Colori: Acrilici.


 

Manuale di Pittura

Manuale di Pittura

Schizzo preliminare


Il trompe l'oeil nasce prima di tutto sulla carta mediante uno schizzo in scala, generalmente preparato accordandosi in anticipo con il cliente sul soggetto preferito.

Acquerelli


Dopo aver fatto lo schizzo del disegno, conviene dipingerlo ad acquerelli per studiare in parte gli accostamenti di colore e per dare la possibilità al cliente di poter immaginare più facilmente come potrebbe essere l'effetto finale. Non è necessariamente detto che il lavoro finito sia perfettamente uguale allo schizzo: lo schizzo serve da studio del soggetto, e naturalmente si possono apportare quelle modifiche che in seguito, lavorando sulla dimensione reale, possono migliorare l'effetto finale.

Quadrettatura
 Manuale di Pittura

Per riportare il disegno in scala sul pannello vero e proprio, conviene utilizzare il metodo della quadrettatura:
si decide arbitrariamente una quadrettatura del foglio dove c'è lo schizzo preparatorio e poi si riporta la quadrettatura su un altro foglio, delle esatte dimensioni del pannello che andrà dipinto.
La scelta dell'unità di misura della quadrettatura va fatta possibilmente in modo che il quadretto ci stia nelle due dimensioni un numero esatto di volte. A esempio, nel caso in questione, dato che il pannello misura 70cm x 100cm, conviene che un quadretto sia grande 10 cm sul foglio grande, così ci saranno esattamente 10 quadretti in altezza e 7 quadretti in larghezza.
Quindi, qualsiasi sia la dimensione del foglio dello schizzo preliminare, basterà dividere l'altezza di quest'ultimo in 10 parti uguali, e la larghezza in 7 parti uguali.
Lo scopo della quadrettatura è quello di aiutarci nel ricopiare ingrandendo il disegno che abbiamo fatto in piccolo, sul foglio grande delle esatte dimensioni del pannello che poi andremo a dipingere.

Una volta terminato di riportare il disegno ingrandito sul foglio delle misure del pannello, dobbiamo riportarlo sul pannello che abbiamo precedentemente preparato dipingendolo di bianco.
Per far questo si può ricalcare il disegno sul rovescio del foglio appoggiandosi al vetro della finestra, in modo da ottenere il disegno speculare a quello originale. A questo punto si appoggia il foglio sul pannello di legno, mettendo in alto il disegno originale e sotto, a contatto con il piano, il lato con il disegno speculare e si ripercorrono tutte le linee del disegno. Così facendo resta tracciato sul pannello il disegno che avevamo riportato sul foglio grande, ma non la quadrettatura.

Prime campiture di colore


 manualepittura_69Una volta che abbiamo il disegno sul pannello possiamo procedere a dipingere.
Conviene sempre partire dal lontano per avvicinarsi man mano all'osservatore in primo piano. Quindi prima di tutto si devono dipingere le due capiture del colore del cielo e del prato. Il colore va sfumato in modo che sulla linea dell'orizzonte, il cielo sia più chiaro e si scurisca leggermente salendo verso l'alto, ed analogamente il prato sarà verde più chiaro e azzurrato sul lontano orizzonte diventando via via più e caldo verso il basso, ovvero avvicinandosi all'osservatore.
Quando il colore del cielo è ben sfumato in modo uniforme possiamo procedere a dipingere le nuvole ed il sole. 

manualepittura_70

Manuale di Pittura

Il giardino


Dipingo i fiori e gli alberi in modo che dal lontano al vicino la dimensione degli oggetti aumenti gradualmente.

Le rose e gli alberi


Dipingo quasi in primo piano, subito fuori dalla finestra un cespuglio di rose rosse.
Anche i colori che scelgo per i fiori possono contribuire a creare il senso di profondità: i fiori lontani hanno colori freddi, le rose che sono vicine hanno colori caldi. Inoltre dipingo gli alberi che fanno capolino dai due lati della finestra.
A questo punto devo ribordare il dipinto centrale con il bianco, per poter poi fare le sfumature della struttura della finestra.

Nabuale di Pittura

Manuale di Pittura

La finestra


Quando il giardino esterno è terminato posso dipingere la finestra e le ombreggiature che mi aiuteranno a creare l'effetto di scorcio. Inoltre devo dipingere in anticipo l'ombra sotto il gatto che starà accomodato sul piano della finestra.

Il gatto


L'ultimo ad essere dipinto è il gatto,  perchè si trova proprio in primo piano.

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Decoupage di base

Kjara

Riporto qui la sequenza di lavoro per eseguire la tecnica di base del decoupage.

Il supporto che ho usato è un vassoio rotondo di legno compensato sul quale ho poi applicato, una stampa di un fiore di magnolia.

Preparazione del Supporto: Colla vinavil, che funge da turapori e idropittura bianca.

Colori acrilici: Lefranc, Maimeri e Deka

Dimensioni del vassoio: diametro 30 cm


 

 clicca per ingrandire clicca per ingrandire
Il vassoio di legno


Ho utilizzato un vassoio di legno compensato con la bordura in pasta di legno. Questa superficie va prima trattata con un turapori: il vinavil diluito va benissimo.
Spennellate tutta la superficie, anche i bordi laterali ed il retro. Questa base servirà pecr far meglio aggrappare l'idropittura bianca.

 Idropittura


Stendo una mano di idropittura bianca, quella per i muri va benissimo. Una volta sciutta scarteggio con carta vetrata di grana media in modo da ottenere una superficie liscia. Su questa base andrò poi a dipingere con i colori acrilici.


 

Nanuale di PitturaIl colore del fondo


Per preparare il colore del fondo uso colori acrilici e terra verde. Le terre sono pigmenti di colore in polvere, come legante uso una vernice acrilica in modo da poter mischiare il colore che ho creato io con il colore acrilico già pronto in tubetto.

Stendo il colore con il pennello e mentre è ancora fresco tampono la superficie con una spugna in modo da uniformare il colore e non lasciare i segni delle pennellate.
Lascio asciugare e stendo altre mani di colore con questa tecnica fino ad uniformare la superficie. Uso una tonalità di verde più carico per la bordura.

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 Manuale di Pittura  Manuale di Pittura
Ritaglio


Scelgo la stampa di una magnolia per la decorazione e la ritaglio con una forbicina con le lame ricurve. E importante seguire perfettamente le linee del bordo della figura.

Acqua, colla ed un pennello morbido...


Mescolate in un barattolino due parti di colla vinavil ed una parte di acqua, preparate un tovaglionino di carta per asciugare i ritagli di carta, ed un pennello con setole morbide per stendere la colla.

 Manuale di Pittura  Manuale di Pittura
Assemblaggio


Prima di procedere ad incollare è bene assemblare la decorazione floreale disponendo i fiori e le foglie in modo che il tutto sia equilibrato. Ora si può procedere ad incollare. 

Bagnetto


Prima di stendere la colla sul retro del ritaglio gli faccio un veloce bagnetto in una bacinella d acqua. In questo modo la carta si ammorbidisce, accoglierà meglio la colla e si adagierà sulla superficie con più facilità evitando la formazione di bolle d aria. 

 Manuale di Pittura  Manuale di Pittura
Asciugo


Con un tovagliolino di carta scottex asciugno il ritaglio bagnato facendo attenzione a non arricciare o strappare la carta, che adesso, essendo bagnata è più fragile. 

 Incollo


Stendo il ritaglio di carta bagnato ed asciugato su un foglio di alluminio e con il pennello morbido stendo uno strato abbondante di colla. Io uso il foglio di alluminio come appoggio per stendere la colla perché così il ritaglio non fa presa sul piano d appoggio. Diversamente, usando altri materiali, come fogli di carta di giornale, si incollerebbe il ritaglio al fondoe non riuscireste più a sollevarlo per stenderlo sulla superficie da decorare

 Manuale di Pittura  Manuale di Pittura
Dispongo


Raccolgo con il pennello il ritaglio di carta intriso di colla e lo dispongo sul vassoio adagiandolo sulla posizione al centro.

 Spennello di colla


Spennello di colla il ritaglio appoggiato in modo da appiattirlo e cercando di eliminare eventuali bolle d aria.

 Manuale di Pittura  Manuale di Pittura
Bolle d aria


Con le dita bagnate di colla faccio pressione sul ritaglio partendo dal centro in modo da spingere le bolle d aria verso il bordo del ritaglio. In questo modo l'aria fuoriesce sul confine del ritaglio. 

Spennello di colla


Terminata la fase di incollaggio di tutti i frammenti di carta, do una spennellata di colla uniforme su tutta la superficie decorata. In questo modo proteggo la carta dalla vernice che andrò a stendere successivamente

  
Vernice
 Manuale di Pittura

Quando la colla è perfettamente asciutta do la prima mano di vernice. E possibile che durante la prima mano si formino delle macchie biancastre dove ho messo precedentemente la colla. Non c è problema: una volta asciutto tornerà trasparente.
Sono necessarie diverse mani di vernice per annullare lo scalino tra il fondo ed il ritaglio di carta. Normalmente si inizia con 10 mani di vernice alternando il senso delle pennellate ad ogni passata. Ad esempio se la prima mano ho steso la vernice pennellando orizzontalmente, una volta asciutta, do la passata successiva pennellando in verticale. E così via. 


 

Carteggiare
 Manuale di Pittura

Dopo le 10 passate di vernice, per rendere la superficie perfettamente liscia ed eliminare le imperfezioni devo scarteggiare con grana abrasiva. Esistono in commercio carte abrasive di grana 1000 o più. In alternativa posso usare anche la lana d acciaio di grana media e finissima. Parto con la grana media (nel caso della carta abrasiva parto almeno dalla 400 in su), spolvero bene l'oggetto e poi do altre due passate di vernice. Una volta asciutta posso scarteggiare ancora con grana più fine e riverniciare... Proseguo così aumentando ogni volta la finezza della carta abrasiva finchè non sono soddisfatta del risultato. 

Finito
 Manuale di Pittura

Il lavoro è terminato. Posso scegliere se dare un ultimo tocco dando una passata di cera autolucidante (quella per lucidare il parquet va benissimo).

Plastico al quarzo granuloso per creare l'effetto ruvido e groppoloso del muro grezzo,

 
Manuale di Pittura: La Decorazione Stampa E-mail
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Scritto da Arte Kjara   

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La decorazione nei dipinti

Doratura e argentatura

Doratura


Esistono due tecniche di doratura:

  • 1.doratura a Missione
  • 2.doratura all'acqua o a Guazzo

Ambedue le tecniche erano utilizzate già nel trecento, pertanto non si tratta di una tecnica più moderna dell'altra, ma bensì di una tecnica più economica dell'altra.
Questa volta, la nostra guida e maestro è Leonardo Nencioni, decoratore laccatore di mobili a Firenze.

Doratura a Missione


La doratura a missione è la tecnica più facile da eseguire, per farla si utilizza un mastice speciale (la missione appunto) il quale una volta dato, asciugando, rimane appiccicoso per un determinato lasso di tempo nel quale è possibile attaccare sopra la foglia d oro.

Vediamo come si deve procedere:
Innanzitutto è importante, come al solito, che la superficie da dorare sia perfettamente liscia, pertanto scarteggiatela accuratamente con grana fine.

Anticamente prima di incollare la foglia oro si stendeva una pasta di argilla ferrosa, chiamata bolo. Esiste tutt ora in commercio nei seguenti colori: giallo, nero, rosso. Nel caso della doratura a missione è possibile sostituire il bolo con del colore acrilico che imiti la tonalità del vero bolo. Questa preparazione serve da base per dare un colore di fondo alla superficie in modo da far risaltare meglio il colore oro e dargli una tonalità particolare. Anche dopo aver steso il color bolo, vero o imitazione che sia, è sempre meglio dare una scarteggiatina con grana finissima (400).

A questo punto si spennella la missione su tutta la superficie da dorare.
In commercio esistono vari tipi di missioni solubili sia con alcool (missione a spirito) sia con acqua ( missione all'acqua), ognuna di queste ha caratteristiche diverse pertanto la cosa migliore è come al solito fare delle prove e procedere per tentativi. Ognuna di queste missioni ha un suo tempo di asciugatura consigliato sull'etichetta, in genere quindici minuti. Trascorso questo tempo si procede ad appiccicare i fogli di oro.

La doratura a missione si esegue normalmente con l'oro falso (in gergo orone), prima di tutto perché l'oro vero ha caratteristiche tali che vengono esaltate solo con la doratura a guazzo, poi perché trattandosi di una tecnica più economica non sarebbe conveniente utilizzare una materia prima così costosa. Ad ogni modo per i più pignoli è possibile comunque trovare presso i restauratori i fogli di oro zecchino.

L' orone si appiccica sull'oggetto da dorare con l'aiuto di un pennello che battutto di punta ci aiuta a spingere la foglia nelle parti più difficili da raggiugere con le dita, poi si spolvera bene il tutto.

A questo punto l' oro deve essere fermato, io utilizzo la gommalacca, primo perché anticamente era così che facevano, e secondo perché in effetti non esiste un'altra vernice che riesca a dare un colore così bello e caldo.

Una volta asciutta la gommalacca, si può dare a piacere una leggera scarteggiatina con la grana finissima in modo da dare un aspetto consumato e vecchio all'oggetto dorato. Ed è qui che entra in gioco veramente il colore del fondo con cui avete preparato la superficie da dorare. Infatti eseguendo con delicatezza la scarteggiatina, insistendo di più in certi punti e di meno in altri si fa trasparire in modo irregolare il colore del bolo sottostante e si dà così una tonalità particolare all'oro.

Doratura a Guazzo


Questa seconda tecnica è più difficile e prevede l'uso di prodotti da restauratore, senza facili scorciatoie, come nel caso del bolo imitato dal colore acrilico.

E' ovvio che bisogna scarteggiare accuratamente la superficie prima di iniziare, come già detto nel paragrafo precedente.

Il supporto da dorare deve essere preparato esclusivamente con gesso da doratori colla di coniglio e acqua (vedi il metodo classico del manuale per intendersi).

Si applica due mani di bolo spento in un pò di acqua di colla (non ho delle misure precise perché faccio le dosi ad occhio) comunque non deve essere troppo magro.

Una volta asciutto si inizia la doratura bagnando il bolo con un acqua di colla (colla di pesce) molto debole, l' oro si taglia su di un guanciale di pelle e con un cotone leggermente umido, oppure con una specie di pennello di crine piatto, si prende e si depone senza premere troppo, altrimenti si rompe, sulla parte di bolo unumidito.

Dopo circa 24 ore (comunque dipende molto dal tempo asciutto o umido) si passa a brunire l'oggetto, con un brunitoio (è un attrezzo che ha montato in cima ad un manico una pietra di agata ) si inizia a passare la pietra, premendo, su tutta la superficie dorata rendendola liscia e lucente, attenzione non strusciare l'oro con le dita perché c è il rischio di toglierlo.

A questo punto si spolvera con un pennello morbido e si fermare l'oro con la gommalacca. Nella trasparenza dell'oro i differenti colori del bolo fanno acquistare un colore diverso all'oro stesso specialmente se un pò consumato.

Argentatura a Mecca


Aggiungo anche questa informazione per me importante.
Anticamente,non essedo ancora stato inventato l'oro falso, l'unica maniera per non spendere un occhio della testa nelle dorature, era quella di argentare (all'epoca con argento vero, adesso possiamo scegliere tra il vero e il falso), e poi passare a fermare una gommalacca macchiata con anilina oppure concentrati a spirito fino a dare all'argento un colore simile all'oro.

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Trompe l'Oeil

"Trompe l'Oeil" in francese significa "Inganna l'occhio"

Sono delle decorazioni intese come affreschi o dipinti su pannelli che servono per creare illusioni di spazi inesistenti, tipo finte finestre, porticati, piante...
Vengono usati per decorare, ampliare, arredare spazi e ambienti, che per motivi architettonici sono particolarmente difficili da risolvere in modo classico. Ad esempio corridoi, disimpegni, muretti, finestre cieche...

Se siete molto bravi potete anche cimentarvi su pareti, ma è più facile, per le prime volte, limitarsi a degli spazi non troppo vasti e con delle caratteristiche fisiche che già vi aiutino nel gioco di illusione che volete creare.

La prima difficoltà da non sottovalutare quando si fanno i trompe l'oeil è la dimensione: di solito vi ritrovate a dover gestire un disegno abbastanza grande, rispetto ad un quadro, grande come una parete o una finestra per lo meno...
Vi consiglio, se è la prima volta, di cercate soggetti semplici e non impiccatevi subito in un'opera faraonica con il rischio di perdervi d'animo strada facendo.
Quando avrete acquistato sicurezza con le dimensioni e la prospettiva, potrete anche cimentarvi in opere più ambiziose

Ma vediamo adesso tecnicamente, quali materiali bisogna usare

Innanzitutto il disegno:


Conviene fare un bozzetto preparatorio su carta e poi riportarlo sul muro in scala, utilizzando una quadrettatura leggerissima a lapis, e poi cancellarla con la gomma.

Il muro deve essere dipinto di bianco e si può già dipingerci sopra, ma è meglio darci una mano di quarzo, o di pittura a calce, l'ideale è una superficie abbastanza porosa, il lavabile non assorbe bene e non permette molte velature di colore...

I colori da usare:


Esistono in commercio dei colori appositi da miscelare con la normale pittura da muro e sono delle ottime basi per gli acrilici, comunque è consigliabile usare come base la pittura al quarzo bianca e poi dipingere con gli acrilici sulla base asciutta. (Non stiamo facendo affreschi, che invece prevedono che si dipinga sulla base di calce ancora fresca)

La marca consigliata è la Maimeri in barattolo, perchè ha un buon rapporto qualità prezzo e è di facile reperibilità.

Alla fine è consigliabile dare una mano di protettivo per rendere la pittura impermeabile per poterlo lavare qualora si sporcasse....

Per maggior chiarezza vi consiglio di leggere anche la lezione passo passo che spiega Come nasce un trompe l'oeil.

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Affresco moderno


Il termine "Affresco" in senso letterale e tradizionale significa pittura sul muro preparato a calce fresca. E necessario essere molto rapidi nell'esecuzione perchè bisogna dipingere mentre la calce è ancora bagnata, una volta che la calce si sarà asciugata, i pigmenti di colore resteranno, per così dire, imprigionati nel muro stesso.

Si tratta di una tecnica di pittura piuttosto complicata da eseguire in casa nel tempo libero, e presuppone una certa padronanza dei materiali, oltre che del disegno e della teoria del colore.

In questo capitolo spiegherò una tecnica moderna per realizzare dei lavori che, con un abuso di linguaggio, chiamerò Affreschi nel senso che sembrano Affreschi.
Mi spiego meglio: questa tecnica vi permette di copiare, prendere spunto da affreschi antichi e moderni, ottenendo risultati apprezzabili, e a volte anche paragonabili, agli originali, senza dover ripetere l'originale sequenza di lavoro necessaria per dipingere un vero affresco.

Questa volta la nostra esperta ed insegnante è Pamela Fontana che lavora come scenografa realizzatrice presso un laboratorio privato collaborando ad allestimenti destinati alla televisione, alla moda e principalmente al teatro d opera.

Materiali


La prima cosa da realizzare per fare un affresco è ovviamente il muro.
Gli affreschi antichi da cui trarre ispirazione, così come li possiamo vedere adesso, non sono mai su un muro piatto e liscio come i muri di casa nostra: spesso l'intonaco è scrostato o crepato in più punti lasciando vedere il materiale sottostante.

Se vogliamo realizzare qualcosa di simile dobbiamo cercare di simulare questo tipo di superficie non uniforme, con delle scrostature, delle crepe e delle irregolarità.

Ci servono quindi due prodotti:

1.Plastico al quarzo liscio per creare l'effetto più liscio dell'intonaco su cui andremo a dipingere
Si tratta di un prodotto usato dai muratori e dagli imbianchini per i rivestimenti materici di muri esterni e interni, quando si vogliono creare effetti bugnati e spatolati.
E un prodotto a base acrilica che si scioglie con acqua e si stende con la cazzuola e la spatola; può essere spatolato sia sul muro, sia su un supporto di legno senza alterarne le caratteristiche fisiche. Potete trovarlo nei colorifici e nei grossi centri per il bricolage come il "Castorama", viene venduto già pronto in bidoni tipo quelli per il ducotone...

Personalmente uso supporti in legno: pannelli in compensato dello spessore di 7 o 8 mm, anche perchè sono maneggevoli e posso spostarli dove voglio nelle varie fasi del lavoro.

La superficie a muro


Questa prima fase sporca abbastanza, perciò vi consiglio di munirvi di un telo di plastica e di lavorare in garage.

1.Per prima cosa conviene fare il muro grezzo: decidete le aree del pannello che volete lasciare ad effetto muro grezzo, io di solito posiziono le aree ad effetto groppoloso sui bordi del pannello, perchè penso di dipingere il soggetto nell'area centrale.
Con la cazzuola raccogliete dal bidone il plastico granuloso e poi stendetelo con la spatola sul pannello. Potete stenderlo in modo uniforme, oppure creare effetti mossi e bugnati a vostro gusto personale; spalmando questo materiale vi accorgerete voi stessi delle varie possibilità. 
 

2.Ora si fa l'intonaco:decidete le aree del pannello che volete siano lisce ad effetto intonacato (in figura è la zona 2, mentre la zona 1 è quella ruvida del muro), io di solito posiziono l'area liscia nel centro, fate comunque in modo di non lasciare parti del pannello di legno scoperte. Sempre con la cazzula raccogliete dal secondo bidone, il plastico liscio e poi stendetelo con la spatola sul pannello; potete decidere se creare un netto stacco tra la parte liscia e la parte groppolosa o se spalmare il plastico liscio in modo che si fonda quasi con il granuloso.
In figura io ho scelto di creare un netto stacco tra il liscio e il granuloso apposta per simulare lo scrostamento dell'intonaco dal muro sottostante.

 

Le crepe che vedete in figura sono determinate sia dallo spessore di materia, sia dal grado di umidità dell'ambiente in cui lasciate asciugare il lavoro: in linea di massima un ambiente secco facilita la formazione di crepe nelle zone dove lo spessore è maggiore.
Dipende da quello che volete ottenere.

Sono necessarie almeno 24 ore perchè il lavoro asciughi completamente, talvolta anche di più...
Sentite al tatto se la superficie è ancora umida, e in tal caso aspettate ancora.
Una volta asciutta, la superficie è bianca e già pronta per il disegno e la pittura.

Il disegno preparatorio


Vi consiglio di realizzare un disegno o uno schizzo su un foglio di carta da pacchi o da spolvero dell'esatte dimensioni del vostro pannello.
Potete trovare facili disegni a cui ispirarvi negli affreschi primitivi: io ho scelto spesso gli affreschi dei Minoici, una civiltà fiorita nelle isole del mare Egeo circa 2000 anni prima di Cristo, oppure gli affreschi degli Etruschi... I soggetti sono semplici e giocano soprattutto sull'opposizione di pochi colori complementari.

Man mano che acquisite padronanza della tecnica potete passare a soggetti più impegnativi: come gli affreschi medievali o rinascimentali... o anche qualcosa di completamente vostro.

Per riportare il disegno sulla superficie a muro potete utilizzare due metodi:

Ricalcate il vostro disegno su carta da lucido, con la matita ripercorrete le linee sul rovescio del foglio, appoggiate il foglio sul pannello similmuro, e ripercorrete le linee nel verso giusto uguale al disegno.

Oppure con un ago fate tanti piccoli forellini sul foglio lungo le linee del vostro disegno, appoggiate il foglio al pannello similmuro, e passate sui forellini la limatura di matita

Personalmente preferisco ricalcare il mio disegno, perchè la limatura di matita sporca notevolmente.

Dipingere


La superficie a muro che abbiamo realizzato può essere dipinta con qualsiasi tipo di colore: acrilici, tempere, acquerelli, olio...

Personalmente preferisco dipingere con gli acrilici, perchè mi permettono di ottenere effetti acquerellati se molto diluiti, ed effetti più coprenti a seconda delle necessità.
Sconsiglio di usare le tempere e gli acquerelli, perchè ogni volta che bagnate la superficie si reidratano e possono facilmente sbavare.

A questo punto devo dire che non esiste un modo preciso per dipingere l'affresco, ciascuno segua le sue inclinazioni e la sua personale sensibilità.
Posso dare alcuni consigli di massima:
Generalmente per il fondo uso il colore molto diluito con acqua insistendo in alcune zone e nelle crepe, in modo da fare penetrare il colore. Una volta asciutto potete anche scarteggiare utilizzando una carta a grana molto fine, in modo da ottenere certi effetti volutamente sbiaditi.
Per creare l'effetto antico di muffe e sporco utilizzo le terre in polvere, che stempero con un medium acrilico e poi con il pennello o con le dita sfumo dove ritengo opportuno.

 

Dipingete anche la parte di muro grezzo e groppoloso utilizzando o gli stessi colori del fondo o un colore complemetare, dipende dal vostro gusto.

 

La parte più liscia, che simula l'intonaco, non è quasi mai uniformemente liscia, ma spesso si creano delle leggere increspature e spatolature, scarteggiate leggermente il colore in queste pieghe ed otterrete degli effetti mossi veramente estetici, eventualmente potete anche accentuarle sfumando il bianco con un pennello a lingua di gatto.

 

Tutto il resto dipende da voi.

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Decoupage di base


Il Decoupage ed è una tecnica di decorazione antica che si avvale di immagini di carta ritagliate, da incollare e vetrificare con vari tipi di vernici trasparenti. I soggetti da ritagliare si possono reperire da riviste, spartiti musicali, carte da regalo, cartoline, fotografie...

Nota storica


Quest'arte comparve in Europa verso la fine del XVII secolo per imitare gli oggetti laccati importati dall'estremo oriente.
Gli artigiani veneziani, falegnami e laccatori utilizzavano questa tecnica per realizzare mobili decorati con immagini orientali, molto di moda in quel momento, e chiamarono quest'arte "Lacca povera" o lacca contraffatta per distinguere gli oggetti decorati con questa tecnica dagli oggetti decorati con la "Lacca veneziana", ovvero dipinti e poi laccati. Inutile dire che la Lacca povera era molto meno costosa della Lacca veneziana, motivo per cui ebbe così tanto successo.

In Francia venne in seguito ribattezzata Decoupage, dal verbo decouper che significa ritagliare.

Il decoupage prese piede soprattutto come passatempo per ricche signore, e dame di compagnia. I soggetti prediletti erano fiori, insetti, uccelli, e in seguito specialmente in epoca vittoriana anche immagini di angioletti, cupidi, cuori e frecce, paesaggi in miniatura...

Oggi il Decoupage è in forte ripresa grazie alle molte associazioni in Italia, in Inghilterra, in America ed in Australia... ed è ancora più facile grazie alle moderne tecniche di cui disponiamo: colle ad acqua più rapide e inodori, colori acrilici, carte trattate...

  oggetti in legnoMolti pensano che il decoupage non sia un arte perché "ci si limita a ritagliare i disegni fatti da altri per incollarli dove non si sa usare il pennello". La tecnica di base consiste in effetti in ritagli di carta incollati e verniciati, ma il lavoro non è così limitativo, non si tratta solo di incollare una figurina su una superficie: "quel" decoupage è abbastanza banale ed alla portata di chiunque abbia una po di pazienza e senso estetico. La vera arte consiste nel creare qualcosa di assolutamente nuovo ed irripetibile, complesso ed assolutamente originale utilizzando i singoli soggetti ritagliati.

I tuoi ritagli di carta sono come i mattoni per l'architetto, i colori per il pittore, le tessere colorate per il mosaicista; sono i mezzi per arrivare ad una fine, il tuo progetto.
(Hiram Manning, maestro di decoupage)

Tecnica di base

Le decorazioni a decoupage possono essere eseguite su qualsiasi materiale: legno, vetro, ceramica, metallo, plastica...

L idea è questa: anziché dipingere il decoro ritagliamo delle immagini da giornali, riviste, carte da regalo, carte da decoupage e le utilizziamo per comporre, costruire la decorazione. Incolliamo i ritagli sull'oggetto, e poi applichiamo varie mani di vernice (anneghiamo l'immagine).

Vediamo innanzitutto di cosa abbiamo bisogno, poi vedremo in dettaglio le varie fasi del lavoro.

oggetti in ceramicavasi in terracotta

  

Occorrente:
  1. Barattolo di vinavil: colla poliacetovinilica, esistono in commercio anche delle colle speciali per decoupage, ma il vecchio vinavil va davvero benissimo, e credo anche che costi meno.
  2. Bacinella di acqua: serve per lavarsi le mani dalla colla e per bagnare i ritagli di carta prima di incollarli.
  3. Pennelli morbidi piatti di varie dimensioni: uno largo 2 cm servirà per stendere il ritaglio di carta con la colla e farlo aderire bene alla superficie, ed uno di 3 o 4 cm servirà per stendere la vernice.
  4. Carta scottex: serve per asciugare il ritaglio di carta dopo il bagnetto.
  5. Bastoncini cotonati: servono per smussare eventuali pieghe e togliere eccedenze di colla.
  6. Carta da ritagliare: cerca immagini nei calendari, riviste, carte da regalo, biglietti di auguri, fotocopie a colori da libri d arte; esistono in commercio delle carte apposta per il decoupage con immagini di fiori, frutta, angeli, bambini, animali...
  7. Forbici: ne servono di due tipi, forbici normali per tagliare aree estese di carta, Forbicine piccole a punta ricurva per seguire bene i contorni dei tratti arrotondati.
  8. Gesso acrilico o Idropittura: serve per preparare la base prima della pittura del fondo
  9. Oggetto da decorare (vassoi, scatole, mobili...) vanno bene tutti i materiali che ho elencato sopra: legno, vetro, ceramica, metallo, plastica... ma per iniziare e prendere manualità il legno è la cosa migliore.
  10. Turapori: serve per chiudere i minuscoli buchi sulla superficie di legno, in alternativa al turapori potete usare il vinavil diluito.
  11. Impregnante: serve per preparare il legno in alternativa al turapori, con questo prodotto le venature del legno non vengono coperte ma esaltate.
  12. Colori acrilici: serviranno per preparare il colore del fondo intonato con i ritagli.
  13. Spugna sintetica: serve per sfumare i colori
  14. Vernice per palquet all'acqua: serve nella fase di annegamento dell'immagine e non ingiallisce
  15. Vernice per palquet a solvente trementina: tende ad ingiallire, pertanto la usiamo se desideriamo creare un effetto invecchiato.
  16. Carta abrasiva di varie granulometrie dalla 280 in su: serve dopo aver dato diverse mani di vernice per eliminare lo scalino tra il ritaglio di carta ed il fondo
     

Credo che la maggior parte di queste cose siano già in casa senza bisogno di essere acquistate apposta.

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Preparazione di un oggetto di legno:


Ho già detto che il decoupage si adatta a qualsiasi (o quasi) tipo di superficie, ma ciascuna ha la sua diversa preparazione, pertanto iniziamo con il legno (legno, compensato, pasta di legno...) perché è la più facile.
In seguito vedremo come trattare anche le altre superfici

Controlla lo stato della superficie del legno: se è già verniciato togli la vecchia vernice con un prodotto sverniciante, se è lucidato a cera passa un batuffolo di acquaragia per eliminare lo strato di cera, negli altri casi passa direttamente un po di carta abrasiva. A questo punto siamo pronti a preparare la base. Questo momento è molto importante e non deve essere trascurato per la fretta di "fare", perché una superficie preparata bene agevola notevolmente il lavoro successivo di incollaggio. A questo punto avete due alternative.

Se volete che si veda il legno con le sue venature dovete dare una passata di impregnante, ne esistono di varie tipologie: incolore o con tonalità del legno scuro, o colorato. Il risultato è sempre non coprente: le venature del legno vengono esaltate.
Se l'oggetto che volete decoupare è di legno ed ha delle belle venature potrebbe essere una buona soluzione lasciare la decorazione naturale della fibra del legno

Se invece volete ottenere un effetto coprente, magari perché l'oggetto è di compensato o rovinato, dovete dare prima una passata di turapori, che come dice il nome stesso, serve a tappare i minuscoli pori del legno. Poi dovete stuccare gli eventuali buchi o ammaccature.Infine potete procedere con il colore acrilico del fondo.
Il Turapori a solvente trementina è piuttosto tossico, in alternativa potete dare una passata di vinavil diluito con acqua.

In genere io stendo il vinavil diluito con l'acqua, poi una o più mani di idropittura, quella per imbiancare i muri, che uniforma la superficie e la rende abbastanza liscia. Una volta asciutta scarteggio accuratamente. Se vuoi un effetto perfettamente liscio a specchio devi stuccare la superficie e scarteggiare bagnando leggermente la carta. In commercio esistono prodotti specifici come lo stucco acrilico, che hanno più o meno lo stesso risultato. In genere io cerco di usare quello che ho in casa senza comprare un esagerazione di prodotti apposta per "qualcosa". A questo punto siamo pronti per il passo successivo.

Le immagini:


Abbiamo un ampia scelta di immagini da ritagliare. Non accontentatevi delle sole carte da decoupage, sfogliate anche le riviste femminili, sono ricchissime di immagini molto belle: fiori, gioielli, tessuti...
Anche le carte da regalo spesso contengono immagini molto adatte ad un decoupage.
I depliant delle profumerie o delle erboristerie sono delle vere e proprie miniere di immagini fantastiche di fiori, insetti e animali.
Se avete dei libri d arte cercate anche tra i quadri dei pittori fiamminghi: ci sono bellissimi mazzi di fiori, nature morte, composizioni di frutta... ovviamente non ritagliate il libro, ma fatevi una fotocopia a colori.
Anche da internet potete scaricare immagini adatte al decoupage, ma non stampatele con una stampante a getto d inchiostro, perché l'acqua farà sbavare immancabilmente il colore: utilizzate stampe laser. Potete fotocopiare anche del pizzo su fondo nero, o dei fiori secchi...

Una volta scelta l'immagine dovete ritagliarla: utilizzate le forbicine per pellicine, quelle con le lame arcuate, sono le più precise.

Un consiglio: non intestarditevi a ritagliare i gambi sottili di un fiore, o gli stami, o le antenne di una farfalla... quelle parti vanno recise e semmai dipinte dopo l'incollaggio con un pennello sottile.
Un altro consiglio: certe composizioni floreali sono un vero intrico di sottilissimi rami e foglie, e petalini, non impazzite a tagliare via tutti i pezzettini in mezzo, ma lasciateli pure e limitatevi a tagliare accuratamente solo il contorno esterno (fig.1). 

Fig1: ritaglia i bordi esterni Fig2: incolla Fig3: ritocca col pennello

       
Una volta incollato il ritaglio sulla superficie (Fig.2), coloreremo le parti bianche del mezzo con il pennellino intinto nel colore del fondo che avete scelto, in questo esempio, il nero. (Fig.3).
E più facile colorare le aree del centro rimaste non tagliate, piuttosto che cercare di tagliarle via tutte.

Questo è un consiglio di massima, rimando agli approfondimenti che tratterò più avanti, casi particolari che dipendono dalla carta, dall'effetto che si vuole ottenere...

Il colore del fondo:


Appoggiate i ritagli sulla superficie da decorare ed assemblateli in modo da costruire una composizione equilibrata e gradevole.
A questo punto scegliete il colore del fondo. Togliete i ritagli di carta ovviamente, se avete dei dubbi e temete di non ricordarvi la composizione fatevi dei segni con la matita. Ci sono varie possibilità: potete dipingere il colore del fondo con toni scuri, addirittura il nero, in modo che le immagini ritagliate risaltino bene come se fosse una laccatura, oppure potete scegliere di dipingere il fondo con un colore che si intoni con i colori del ritaglio, ad esempio un verde salvia, o ocra, o azzurro... Potete scegliere se dipingere il colore in modo uniforme, o se sfumarlo con l'aiuto della spugna. Questa scelta dipende dal soggetto che avete scelto e che risultato cercate di ottenere: una laccatura tipo quelle cinesi (fig.4)? O un effetto pittorico (fig.5)?

Fig4: effetto lacca

Fig5: effetto pittorico


 
  

Per la spugnatura procedete in questo modo: tenete il colore abbastanza diluito, con il pennello spargetelo in una area limitata e subito spugnatelo (l acrilico asciuga abbastanza rapidamente, non potete stendere il colore su tutta la superficie e poi spugnarla) procedete in questo modo fino alla completa copertura della superficie.

Una volta asciutto scegliete una tonalità più scura o più chiara a vostro gusto e spugnate solo in alcuni punti in modo casuale. Con questo sistema potete creare l'effetto delle nuvole, come in fig.6. Lasciate asciugare, ora siamo pronti per la fase di incollaggio.

Incollaggio:


Come si incollano i ritagli di carta?
Preparate una pappina di colla vinavil ed un po di acqua, il composto deve avere la consistenza dello yogurt e conservatelo in un vasetto con un coperchio, io uso quelli dei succhi di frutta dei bambini.

Prima di passare la colla sul ritaglio fategli un bagnetto nella bacinella di acqua che avete preparato. Questo passaggio è necessario soprattutto per le carte che non sono apposta da decoupage, perché perdano un po di durezza e si ammorbidiscano, inoltre le carte patinate delle riviste potrebbero essere leggermente idrorepellenti e impedire alla colla di aderire: in questo modo si ammorbidiranno e accoglieranno meglio la colla.
Asciugate con lo scottex il ritaglio di carta facendo attenzione a non strapparlo.
Sdraiate il ritaglio di carta su una superficie pulita sulla quale la colla non faccia presa, io uso la carta di alluminio da cucina.
Con il pennello da 2 cm spennellate il retro del ritaglio in modo uniforme e raccoglietelo con le setole stesse del pennello, depositatelo sulla superficie da decorare nel punto in cui volevate posizionarlo.
Con l'aiuto del pennello stendetelo in modo che aderisca perfettamente alla superficie, con le dita sporcate di colla appiattite le eventuali bolle che si possono formare: partite dal centro della figurina e spingetele verso i lati esterni delicatamente così l'aria fuoriesce sul bordo.

Spennellate perfettamente il ritaglio e non preoccupatevi se la colla sembra sporcare anche il fondo dipinto; il vinavil una volta asciutto è trasparente.
A questo punto potete ritoccare l'immagine se necessario come vi ho descritto prima nelle figure 1,2 e 3, nel caso in cui non abbiate ritagliato le parti interne delle immagini. Si può anche fare una buona combinazione di pittura e decoupage per realizzare dei decori quasi pittorici o dei veri e propri quadri. Vedremo queste tecniche particolari più dettagliatamente negli approfondimenti che tratterò più avanti. In questo capitolo mi limito a spiegare la tecnica di base.

Annegamento dell'immagine nella vernice:


Quando la superficie decorata è perfettamente asciutta potete procedere alla fase di "annegamento" del ritaglio.
Si chiama così perché dovete stendere diverse mani di vernice per appianare la superficie decorata in modo da eliminare lo scalino tra il fondo ed il ritaglio di carta.

Se volete che i colori non ingialliscano usate una vernice ad acqua, se invece volete "riscaldare" i colori dandogli una tonalità ambrata utilizzate una vernice a solvente trementina.
Vi ricordo che le vernici ad acqua asciugano più velocemente delle vernici a trementina, ma tenete presente anche il tipo di oggetto che state decorando: se si tratta di un vassoio è facile che possa aver bisogno di una pulitina con un panno bagnato, quindi almeno per le ultime due mani vi consiglio una vernice a solvente trementina.
Se invece l'oggetto ha scarse probabilità di incontrare l'acqua potete usare anche soltanto la vernice all'acqua.
In entrambe i casi uso una vernice flatting per palquet, perché è molto resistente.
In commercio esistono anche delle vernici apposta per decoupage, ma non posso garantire che abbiano la stessa resistenza della vernice per palquet, perché non le ho mai provate. Potete scegliere se utilizzare una vernice lucida ad effetto lacca o una vernice satinata ad effetto cera. Anche in questo caso dipende dai vostri gusti e dal risultato che vi prefiggete.

A volte può succedere che alla prima mano di vernice si formino delle macchie biancastre dove avete spennellato il vinavil, non preoccupatevi, l'effetto sparirà asciugandosi e con le mani successive di vernice.

Ci vogliono molte mani di vernice per ottenere un buon risultato.
Questo passaggio è molto importante e non deve essere trascurato: il lavoro è eccellente quando non si avverte più lo scalino tra il ritaglio ed il fondo.
In genere regolatevi così: date 10 mani di vernice cambiando il verso della pennellata ad ogni mano, ad esempio la prima orizzontale, la seconda verticale, la terza di nuovo orizzontale...
Procedete così finché non avrete dato almeno 6 o 8 mani.
A questo punto, quando la vernice sarà perfettamente asciutta potete iniziare a scarteggiare la superficie, iniziate con la carta a grana 250.
Fate attenzione a non graffiare e non esagerate la prima volta, per non rischiare di arrivare fino al ritaglio di carta e danneggiarlo.
Pulite con un panno morbido e date altre due mani di vernice.
Una volta asciutto procedete a scarteggiare ancora con una carta a grana più fine.
Altre due mani di vernice... E così via, finché il risultato non vi soddisfa.

Se avete scelto una vernice satinata potete dare un ultimo tocco: passate un batuffolo imbevuto di cera per palquet autolucidante. Quando sarà asciutta passate un panno di lana e diventerà lucido... come un pavimento di palquet... ;-)

Vi consiglio, per maggior chiarezza, di leggere bene la lezione passo passo pubblicata nei frammenti didattici.

Manutenzione degli oggetti decorati a decoupage:


Potete pulire gli oggetti decoupati con un panno umido o bagnato (aspettate almeno un mese dalla fine dei lavori, specie se la vernice usata è all'acqua).
Se avete scelto la vernice satinata potete ripetere la lucidatura a cera ogni tanto se vi sembra il caso.
Inutile dire che gli oggetti decoupati non vanno in nessun caso lavati in lavastoviglie !!!   

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Decoupage su ceramica o porcellana


Preparazione della superficie:


Innanzitutto, prima di incollare i ritagli di carta dobbiamo occuparci del fondo. Abbiamo due possibilità:
possiamo scegliere di lasciare il fondo originale della porcellana o ceramica, che è bianco,
oppure dipingere il fondo a colori.

Nel primo caso, prima di procedere all'incollaggio consiglio di pulire bene la superficie con detersivo per piatti, strofinando eventualmente con la paglietta, in modo da sgrassare bene. E asciugate con un panno che non lasci pelucchi.

Nel secondo caso, se intendete dipingere il fondo, consiglio di utilizzare dei colori apposta per ceramica: ne esistono in commercio alcuni che non necessitano di cottura nei forni apposta, ma che possono essere asciugati nel normale forno di casa.

Incollaggio:


La decorazione a decoupage di un oggetto di ceramica o porcellana un po impegnativa per diversi motivi:

Spesso gli oggetti di porcellana sono concavi ed hanno curvatura rispetto a più sezioni, ad esempio un piatto fondo presenta una sezione curva sia rispetto ad un piano di taglio perpendicolare al piatto stesso, sia rispetto ad un piano di taglio parallelo al piatto.
Una tazza cilindrica al contrario presenta una sezione curva solo rispetto ad un piano di taglio

Tazza piatto fondo Brocca


Il problema consiste nel fatto che il nostro ritaglio di carta ha una superficie piatta, mentre l'oggetto da decorare ha una superficie a diverse curvature.
Tutti sappiamo che se vogliamo rivestire un oggetto tridimensionale con un foglio di carta, che è bidimensionale, dobbiamo piegare la carta. 


piatto di ceramicaDi conseguenza incollando il ritaglio sulla superficie concava si formeranno delle piccole pieghe. 

Per ovviare a questo inconveniente è necessario fare dei piccoli tagli perpendicolari al bordo della figura. Se si tratta di un fiore potremmo sfruttare le linee di contorno dei petali, in modo che questi tagli non si vedano.

Nella figura di dettaglio, i segni bianchi sono le linee di contorno dei petali, lungo le quali ho tagliato. In questo modo i lembi del ritaglio di carta si sovrappongono leggermente evitando che si formino le pieghe.

 dettaglio

Un altro problema che si può presentare incollando sulla ceramica consiste nel fatto che la superficie è perfettamente liscia, non porosa, pertanto il ritaglio di carta tende a "pattinare" sullo strato di colla che avete steso sotto. Per ovviare a questo inconveniente conviene tenere la colla un po meno diluita.

Se avete lasciato il fondo originale bianco, dopo aver fatto aderire il ritaglio di carta è necessario rimuovere gli eccessi di colla che si sono depositati sul bordo della figurina di carta. 

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Decoupage sottovetro

Il Decoupage su vetro, così come la pittura su vetro è abbastanza difficile in quanto è necessario lavorare completamente a rovescio rispetto al solito: anzichè partire dal fondo e poi procedere con i dettagli via via più particolareggiati, è necessario partire dai particolari in primo piano e poi procedere a ritroso per arrivare da ultimo al fondo.
Perciò bisogna partire dal ritaglio di carta ed incollarlo sotto la superficie da decorare, anzichè sopra. Ecco perché lo chiamiamo decoupage sotto vetro.

Prima di procedere con l'incollaggio comunque è necessario pulire bene la superficie del vetro con un detersivo sgrassante ed asciugarla con un panno che non lasci pelucchi. A questo punto assemblate i ritagli dietro al piatto per rendervi conto della composizione.

Incollaggio


Dal momento che la figurina di carta deve essere incollata sotto il vetro ed essere visibile attraverso di esso, sarà necessario incollarla dalla parte colorata. Ovvero anzichè mettere la colla sulla parte bianca, dovremo mettere la colla sulla parte colorata ed incollarla con la parte colorata rivolta verso il vetro.

 assemblaggio composizione sottovetroPer incollare la figurina si può usare la colla vinavil, un po meno diluita del solito, oppure direttamente la vernice trasparente lucida. Un trucco per lavorare meglio consiste nello stendere la colla sulla superficie di vetro anzichè sulla figurina di carta, facendo attenzione, durante la stesura della colla, a non formare bollicine. Consiglio di bagnare velocemente il ritaglio di carta, e una volta asciugato con un tovagliolino scottex fatelo aderire con la parte colorata dalla parte del vetro precedentemente spennellato di colla.

Ora girate l'oggetto di vetro (immaginiamo ad esempio che sia un piatto) e controllate che non ci siano bollicine di aria, perché queste una volta asciutta la colla restano visibili. Per eliminarle fate scorrere le dita, precedentemente inumidite di colla partendo dal centro della figurina verso i bordi in modo da portarle fuori. Non premete troppo altrimenti rischiate di eliminare troppa colla e si formerebbe la temuta bolla d aria. Per intenderci il ritaglio di carta visto attraverso il vetro deve apparire quasi bianco dalla colla, allora potete esser certe che lo strato di colla sia sufficiente. Se invece il ritaglio appare attraverso il vetro quasi dei colori che avrebbe se fosse asciutto vuol dire che c è davvero poca colla e rischiate che si formi una bolla per risucchio. E Una volta asciutta purtroppo la bolla è davvero antiestetica, e si vede come sul fiore rosso nella figura di destra:

colla sottovetro bolla asciutta

  

A questo punto dovete cercare di pulire il vetro dalla colla in eccesso, perché al contrario del legno, che la assorbe, sul vetro invece resta ben visibile perché è opaca.
Con uno scottex bagnato d acqua e ben strizzato tampono leggermente intorno alla figurina di carta in modo da eliminare almeno le gocce di colla più spesse. A questo punto è meglio non insistere a ripulire perfettamente il contorno della figura, perché questa non si è ancora fissata al vetro e rischiate inutilmente di rovinare il lavoro.

Quando la colla si sarà perfettamente asciugata ed il ritaglio di carta sarà fermo e fissato al vetro potete procedere a rimuovere il velo di colla che incornicia la figurina di carta.
A questo scopo io uso un bastoncino cottonfioc bagnato in acqua e ammoniaca e strofino il vetro tutt intorno alla figura di carta in modo da ripulirlo dal velo di colla. Con uno scottex asciugo la superficie di vetro man mano che procedo.

È importante che la superficie di vetro che accoglierà il ritaglio di carta sia sempre perfettamente pulita, perciò man mano che procedete ad incollare le immagini, eliminate eventuali sbaffi di colla e pulite perfettamente il vetro avendo cura a non lasciare pelucchi con lo scottex.

Usando la vernice al posto della colla faccio meno lavoro perché non devo ripulire in modo così maniacale l'intorno della figurina di carta una volta che l'ho incollata. Normalmente io utilizzo la colla e pulisco bene il bordo della figura, come ho descritto sopra, se prevedo poi di dipingere il fondo. Invece utilizzo la vernice trasparente e non mi curo di pulire i contorni della figura quando voglio che il vetro resti trasparente e non colorerò il fondo.

Fate delle prove e vedete come vi trovate meglio.

Pulitura e colore


Quando avrete finito di incollare tutte le immagini sotto vetro pulite accuratamente la superficie del vetro rimasta nuda utilizzando un batuffolo di cotone bagnato in acqua e ammoniaca ed asciugando con lo scottex.
Pulite anche il davanti del vetro con acqua e ammoniaca, così vi rendete conto dove sono gli sbaffi di colla.

A questo punto potete procedere a dipingere il fondo. Io uso normalmente dei colori acrilici a smalto, perché hanno una vischiosità che mi permette di lavorare meglio sul vetro, ma potete usare anche i colori ad olio.
Se volete aggiungere dei dettagli dovete farlo adesso, prima della stesura del colore del fondo. Ad esempio se avete incollato una farfalla, dovete ricordarvi di farle le antenne di un colore che contrasti con il colore del fondo. In questo caso farò le antenne bianche, visto che il colore finale sarà il nero. Inoltre potete divertirvi a mettere la vostra firma scrivendola a rovescio.

 Tenete presente che la pittura sotto vetro è piuttosto difficile, meglio non esagerare con le aggiunte, e soprattutto limitatevi ad un colore perché soprattutto le prime volte è difficile controllare le sfumature.

antenne firma

Una volta asciutti questi dettagli, potete procedere con il colore del fondo. Dovete stenderlo su tutto il retro dell'oggetto di vetro, in questo esempio sarà il nero. Fate attenzione alla prima passata: non siate aggressive con il pennello e picchiettate delicatamente la superficie altrimenti rischiate di portar via i dettagli che avevate dipinto prima.
Occorrono almeno due o tre passate se il colore è scuro, di più se il colore è chiaro. Per intendersi il vetro non deve più essere trasparente.

  colore fondo

Verniciatura:


Quando il colore è perfettamente asciutto potete procedere a verniciare.

 Dal momento che il decoro sarà visibile sotto vetro, voi state verniciando il retro dell'oggetto di vetro decorato, quindi non è più necessario dare tutte le mani di vernice che eravamo soliti dare con il decoupage classico, né sarà più necessario carteggiare per livellare gli scalini tra il fondo ed il ritaglio di carta.

Nel caso del vetro, specie se l'oggetto in questione è un piatto e magari verrà usato per contenere cibi, e quindi presumibilmente verrà pulito con l'acqua, io consiglio di utilizzare la vernice all'acqua ragia per il retro, perché è più resistente e comunque non altererà i colori della composizione visto che è dietro, e non davanti.

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Decoupage con il tovagliolino

Il decoupage con l'uso del tovagliolino si differenzia dal decoupage classico in quanto la qualità della carta del tovagliolino, così sottile e trasparente presenta delle caratteristiche che ci obbliga ad una maggiore cautela nella fase di incollaggio, a fronte però di un risultato molto particolare, che la normale carta da decoupage non ci può dare.

Il tovagliolo di carta è composto dalla sovrapposizione di più veli di carta molto sottili e trasparenti, di cui soltanto uno è decorato con immagini colorate. Eliminiamo ovviamente i veli che non ci interessano e ritagliamo quello con la decorazione o l'immagine.

Nella scelta del soggetto e della dimensione del ritaglio dobbiamo tenere presente che il velo di carta del tovagliolino è molto trasparente, e fragile, ma si adatta anche molto facilmente anche a superfici a più curvatura.

Non sto dicendo che il tovagliolino sia meglio della carta normale: ci sono delle indubbie difficoltà nella stesura di questo tipo di carta, ed il fatto che la carta sia così trasparente può creare dei problemi. Si tratta di conoscere bene le caratteristiche di questo materiale e valutare al meglio quali soggetti e colori e superfici meglio valorizzeranno queste qualità.

Il colore del fondo


Come abbiamo detto prima la carta del tovagliolino è trasparente, pertanto, quando scegliamo il colore del fondo è meglio prediligere colori chiari, o addirittura il bianco. Nel caso si voglia fare un fondo colorato è meglio posizionare il ritaglio di carta e prendere a matita il calco della figurina di carta in modo da stendere il colore bianco dove sarà poi posizionata la figura.

Addirittura io consiglierei di preparare il fondo solo bianco e colorare il retro della figurina dopo averla incollata, perché il velo di carta è davvero così trasparente che rischiate brutte sorprese se incollate il ritaglio su un fondo colorato. L'effetto tipico è che i colori del ritaglio vengono "inquinati" da quello del fondo.

Incollaggio e ritocco con i colori


Eliminate i veli del tovagliolo e tenete solo l'ultimo: quello decorato. Ritagliatelo come al solito, oppure strappate il contorno della figura se volete ottenere un effetto sfumato.

A questo punto per incollare il ritaglio non applicate la colla sul retro, come facevate nel decoupage classico. Appoggiate il ritaglio a secco sulla sua posizione e con un pennello abbastanza largo e morbido stendete sul ritaglio direttamente la vernice all'acqua, facendo attenzione a non creare piegoline. La vernice passa attraverso il velo sottile della carta e lo incolla direttamente al supporto.

In commercio esiste la colla studiata appositamente per il decoupage col tovagliolino, ma potete usare tranquillamente la vernice all'acqua che usereste poi per verniciarlo.

Quando incollate in questo modo ritagli piccoli normalmente riuscite ad evitare la formazione delle piegoline, ma quando lavorate con ritagli più grandi è pressochè impossibile evitarle del tutto. Non vi preoccupate troppo e non insistete troppo con il pennello nel tentativo di distenderle, perché il velo di carta è davvero molto fragile e rischiate di rovinare tutto. Quando la vernice sarà perfettamente asciutta potete dare una passata con la carta abrasiva di grana fine e riuscirete ed eliminare le maledette piegoline che si erano formate, ma attenzione a non insistere troppo altrimenti graffiate il disegno del tovagliolino. Date una seconda passata di vernice e una seconda passata di carta abrasiva a secco finchè non le avrete eliminate del tutto.

A questo punto potete procedere a ritoccare l'immagine aggiungendo dettagli, o dando più risalto a quelli che già ci sono, o sfumando il contorno dell'immagine in modo che si fonda con il fondo che avete dipinto voi.

Verniciatura:


Per proteggere il lavoro finito, come per tutti i decoupage dovete stendere la vernice. Consiglio anche in questo caso la vernice per parquet all'acqua, perché non altera i colori. Bastano molte meno passate rispetto al decoupage classico, perché lo spessore di un velo di carta del tovagliolo è davvero molto sottile. Per questo motivo il lavoro è più rapido a questo punto

 
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Scritto da Arte Kjara   

Chiunque, dopo aver costruito qualche oggetto di legno, non può certamente definirsi falegname, così come chi, dopo aver infornato qualche chilo di pane, non può considerarsi un panettiere; analogamente non ci possiamo sentire pittori dopo aver dipinto solo una decina di opere.

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