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| Solventi e Pulitura dei dipinti |
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| La Pittura - Restauro pittorico | ||||||
| Scritto da Ilaria Ciardello | ||||||
Pagina 1 di 2 ÂIl giusto approccio alla pulitura di un dipintodi Ilaria Cialdrello  Pulitura dei dipinti: Con questo termine si indica l'intervento che mira ad eliminare da un manufatto le sostanze estranee presenti sulla superficie o comunque tutti quegli elementi frutto di alterazione che mettono in pericolo l'integrità e la conservazione del manufatto stesso (colle, vernici, ecc.) compromettendone la leggibilità visiva. Le alterazioni sono in genere provocate da cause naturali (intrinseche ai materiali stessi) o dalla loro interazione con l'ambiente, o ancora sono determinate da antichi interventi di restauro. Nel complesso di un intervento di restauro la pulitura si configura come una delle azioni che contribuiscono a ridonare la stabilità chimico fisica all'opera. Le sostanze da rimuovere provengono dall'esterno (e dunque non fanno parte dell'oggetto originale), oppure possono essere prodotti di alterazione, ovvero l'esito di fenomeni di degrado del materiale originale (legno fortemente tarlato, bruciato, materiali pittorici alterati, ecc.). Per guanto riguarda la rimozione del prodotti di alterazione il discorso è più complesso perchè implica I asportazione di una parte del materiale originale. In questo caso si procede in base alla pericolosità e al danno che potrebbe derivare al manufatto, sicuri di non poter intervenire se non con la sua rimozione. Ogni manufatto richiede che il trattamento di pulitura venga studiato in modo adeguato: ciò è possibile solo grazie ad un attento esame visivo, ricorrendo eventualmente anche alle indagini diagnostico-scientifiche, nonché alle ricerche storico artistiche. La messa a punto della tecnica e delle sostanze da utilizzare avviene solitamente in una fase successiva, mediante l'esecuzione dei cosiddetti tasselli di pulitura. L operazione consente anche di valutare in modo empirico e definitivo la consistenza dello strato da rimuovere e il sistema più idoneo da impiegare, fermo restando che si dovrebbero possedere sufficienti conoscenze di chimica e fisica.
Contrariamente a quanto si possa pensare, una buona pulitura non sempre e non necessariamente rimuove in modo completo il materiale estraneo al manufatto; la difficoltà maggiore infatti deriva dal fatto che la sua superficie, dal punto di vista microscopico, non è perfettamente liscia, ma dotata di una porosità naturale, microcrettature e dislivelli, ove lo sporco va ad insediarsi. Vi sono metodi meccanici che si basano sulla rimozione diretta del materiali da asportare senza che questi vengano sciolti o ammorbiditi da sostanze solventi. E difficile poter controllare tale operazione e il buon esito dipende dall'abilità manuale dell'operatore. I mezzi impiegati per effettuare questo tipo di puliture sono bisturi (metallici e d avorio), spazzole, abrasivi, microsabbiatrice, laser, ultrasuoni, ecc...
L azione di un solvente è tanto più breve quanto più questo è volatile, ed è tanto più volatile quanto meno elevato è il suo punto di ebollizione. Un solido si scioglie quando le molecole di un liquido s inseriscono tra le molecole del solido rompendone i legami intermolecolari, cosa the avviene quando il solido e il liquido presenti siano costituiti dagli stessi tipi di legami intermolecolari. Tuttavia, le grandi molecole si dissolvono più difficilmente e restano allo stato di rigonfiamento (es: olii). Per trovare facilmente i solventi adeguati per ogni tipo di solido, bisogna classificare tutti i solventi e tutti i solidi a seconda delle forze d attrazione che li caratterizzano. Â
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