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La Cera usata nel restauro

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Scritto da AA.VV.   

La cera vergine è la denominazione commerciale della cera d' api. Si presenta in pani di colore variabile che vanno dal giallo chiaro al bruno. La tipica cera d' api italiana è di un bel colore giallo carico, il suo gradevolissimo profumo di miele è inconfondibile. Le qualità migliori vengono prodotte in Romagna e in Toscana. E' consigliabile acquistare la cera direttamente da un apicoltore, diversamente se la si acquista in un negozio, ricordatevi che quella più scura non è italiana.

  

La Cera in scaglie e in panetto

 

La cera vergine va opportunamente preparata per poter ottenere l' encaustico da applicare sui mobili.

In commercio esistono prodotti già pronti per l' uso che vengono venduti già colorati o al naturale. Alcuni sono comunque di buona qualità e il loro uso può essere comunque preso in considerazione se non si ha l' occasione di preparasi da se l' encaustico.

 

L' uso principale che si fa della cera in restauro è senz altro la lucidatura. Un uso non meno frequente ne importante lo si ha  in fase di stuccatura: infatti per quei mobili che poi andranno lucidati  a cera, si possono usare gli stick che si trovano in commercio (tra l' altro colorati in varie tonalità di essenze)  per chiudere i piccoli fori  dei tarli o piccole imperfezioni.

Non è adatta per sostituire lo stucco vero e proprio in quanto la sua consistenza non lo permette.

 

Ricetta per la preparazione dell'Encaustico

 

Encaustico è il prodotto che si ottiene sciogliendo la cera in un suo solvente: il migliore probabilmente è l' essenza trementina.

La preparazione dell'encaustico non è complicata,ma occorre porre moltissima attenzione in quanto il solvente usato e altamente infiammabile. Conviene avvalersi, per scaldare, di un fornellino elettrico e non a fiamma libera:

 

Si pesano circa 120 gr. di cera d'api e si riducono in piccoli pezzi con un coltello, si aggiungono 80 gr di cera carnauba; si mette il tutto in un pentolino da usarsi solo per questo scopo, e vi si unisce 80 cl di essenza di trementina. Si scalda a bagnomaria mescolando di tanto in tanto. In questa fase occorre prendere tutte le precauzioni del caso al fine di evitare disastri in quanto la trementina e infiammabile (non deve quindi schizzare sul fuoco) e la cera calda è altamente ustionante. Quando la cera è perfettamente sciolta, si toglie dal fuoco e con molta cautela va versata in vasi di vetro. Dopo che si è raffreddata, i vasi vanno ermeticamente chiusi e conservati al buio.

La concentrazione suggerita (12% di cera, 8% di carnauba, 80% di essenza di trementina), non è tassativa: con l'esperienza si saprà meglio aumentarla o diminuirla in relazione al tipo di legno che si deve lucidare. Legni duri richiedono un prodotto più diluito, mentre i legni teneri (quindi con pori più aperti) si lucidano con un prodotto più concentrato. Questa diluizione è ottimale per l'applicazione della cera a pennello una volta riscaldata prima dell'utilizzo.  L'encaustico può essere opportunamente colorato.

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