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Indice
Le Colle nel Restauro
Preparazione della colla Garavella
Le fasi di una buona presa
Le altre colle
Le fasi di una buona presa


La colla animale è una complessa naturale combinazione di catene di proteine ed è il collagene il responsabile del potere collante.


Essa fa presa in due fasi.

La prima fase, detta anche tempo di gel, dipende dalla formulazione della colla  e dalla temperatura.
La formulazione può variare dalla diluizione con acqua o dall'aggiunta ad esempio di urea. La prima fase di gelificazione comprende dapprima anche il "tempo aperto" il tempo cioè di lavorabilità prima della chiusura dei giunti e del pressaggio: questo rappresenta un periodo critico per la sua applicazione e lavorazione perché dura pochi secondi.
Quando la miscela collante si raffredda, le catene proteiche si legano una all'altra formando una matrice che assomiglia a una striscia di Velcro.

La seconda fase corrisponde all'assorbimento dell'acqua da parte del supporto in legno. Questo avviene in circa 24 ore, ma i morsetti  o gli altri strumenti di serraggio usati possono essere tolti con sicurezza già dopo due ore a patto che i giunti collati siano poi maneggiati con cura.

Nella pratica tradizionalmente si cerca di organizzare il lavoro di modo che il giunto sia serrato e cosí rimanga per almeno una notte.
Da notare che il potere collante non deriva molto dal riempimento delle cavità da parte della colla. Sono state infatti eseguite prove che dimostrano che la colla fa presa anche sul vetro. Questo in riferimento a tradizionali convinzioni che un miglior risultato si ottiene su legni porosi o resi grezzi con strumenti come la raspa.
Più importante è invece che le superfici siano pulite e fresche, e non vecchie.
Per rendere più flessibile il film collante, si può aggiungere il 10-20% di glicerina all'acqua di soluzione, riducendo quest'ultima della corrispondente quantità.

Per aumentare o diminuire il tempo aperto si può aumentare o diminuire fino al 20% l'acqua di soluzione. Una colla più densa è indicata per legni porosi che assorbono cosí più lentamente la miscela collante; viceversa una colla più diluita permette la penetrazione in legni più densi e non porosi.
Se si vuole aumentere il tempo aperto senza avere gli inconvenienti di un aumento dell'umidità assorbita dal legno e senza modificare la tenuta del giunto, soprattutto quando i tempi di assemblaggio sono prolungati o la temperatura del laboratorio è bassa, è indicata l'aggiunta di urea che ritarda il tempo di gelificazione. Questa oltretutto si può aggiungere senza diminuire il potere collante.
L aggiunta  di urea del 15% in parti peso per colla secca aumenta il tempo di gel da 1,5 min a 5 min. Il 30% lo aumenta di circa 15 min. Il problema è che siccome l'urea di per sé non è responsabile della presa bisogna spalmare una gran quantità di colla se trattata con urea. Questo non è sempre possibile ad esempio nel caso dell'incollaggio di giunti d incastro.

Tradizionalmente veniva spremuto succo d' aglio nella miscela collante per aumentare il tempo aperto. Come tutti gli acidi anche quello contenuto nell'aglio aumenta sicuramente il tempo aperto prima della prima gelificazione perchè ne aumenta la viscosità. Ne inizia però di fatto il processo di decomposizione chimica perché rompe le lunghe catene cellulari che chiudendosi sono responsabili della tenuta della colla. Di fatto una miscela collante trattata con aglio possiede minor potere collante perchè già in fase iniziale di decomposizione al momento dell'applicazione.

Per aumentare il tempo della prima fase di gelificazione e permettere un ottimale stendimento sul supporto senza che si formino grumi interni si può agire sulla temperatura del film collante. Un accortezza è quella di interporre tra morsetti e superficie che si sta incollando, quando lo spessore lo consente come nel caso di impiallacciature e anche lastronature, un pezzo di materiale riscaldato di pannello bilaminato o plexiglas. Nel caso di superfici curve si può usare dove possibile sacchetti di sabbia calda. Il calore si trasmette al film collante e lo mantiene morbido più a lungo e rende più agevole il suo  distendersi sulla superficie fino alla sua gelificazione.
Si può agire però anche in modo preventivo. Un sistema tradizionalmente usato è quello di scaldare le superfici da incollare prima dell'applicazione della colla per impedire un veloce raffreddamento della colla applicata. Questo è sempre consigliato ed è indicato soprattutto quando i tempi d incollaggio sono prolungati, ad esempio in un operazione di applicazione della lastronatura o dell'impiallacciatura.
In questi casi diventa importante anche la temperatura dell'ambiente di incollaggio che dovrebbe essere il più alta possibile. I falegnami di una volta avevano molto spesso la stufa alimentata a trucioli al centro del laboratorio e vicino ad essa d inverno eseguivano ogni operazione d incollaggio.

La colla rimane solubile in acqua nel caso i giunti debbano essere disassemblati per una riparazione o un restauro. Dal momento che si tratta di colla termofondente è meglio usare acqua bollente. Nella pratica del restauro è difficile mantenerla bollente  ed evitare che anche il supporto non si impregni d acqua con tutti gli inconvenienti che questo comporta. Una alternativa per gli incollaggi superficiali è quella di usare il vapore provocato da un ferro caldo che agisce sulla superficie bagnata con interposta una tela  per evitare bruciature localizzate.

Da ricordare anche che la colla può essere ammollata dopo che ha fatto presa, anche con prodotti chimici per frollare o per rendere morbida la carne. Sono piuttosto usati in USA (= tenderizer ) sia per uso alimentare che zootecnico, mentre invece in diversi stati europei ne è proibita la somministrazione alle bestie da macello e quindi sono di difficile reperimento anche per uso alimentare. Sono prodotti comunque nocivi se ingeriti in dosi elevate, sono a base enzimatica e agiscono rompendo le catene proteiche responsabili della tenuta del film collante.

Confronto tra la colla animale e la colla vinilica

Spesso viene posta nel campo del restauro del mobile la seguente domanda: perchè usare la tradizionale colla animale quando oggi esistono i collanti vinilici che sono di piú facile applicazione perchè si stendono a freddo, e presentano valori di potere collante e di tenuta maggiori? In genere nella letteratura specifica viene addotta come motivazione il fatto che i collanti vinilici non sono reversibili nè con il calore nè con l'acqua o con altro sistema. Questo non è vero dal punto di vista prettamente chimico in quanto ad esempio il diluente nitro è un solvente delle resine viniliche.

E vero invece se si allarga alla fattibilità il concetto stesso di reversibilità.
A proposito infatti degli incollaggi in genere si fa infine presente che poco importa nella pratica di restauro se un prodotto è di per sé reversibile quando poi di fatto il materiale da asportare è inaccessibile senza ledere parti originali oppure quando per asportare del materiale reversibile bisogna creare delle condizioni chimiche o di temperatura insopportabili per il materiale originale circostanti.

Dopo aver fatto queste precisazioni a parer mio il motivo fondamentale che fa preferire l'uso della colla animale rispetto a quella vinilica è un altro.
È caratteristico dei collanti vinilici il fatto che piú sottile è il film collante e migliore è la tenuta dei giunti. In altre parole le superfici da incollare devono essere liscie e senza difetti. Inoltre un grosso spessore del film o anche accumuli di colla all'interno dei giunti peggiorano la tenuta, rendendo sempre più flessibile il giunto stesso se sottoposto a sforzo. Questo fenomeno è tipico e viene definito come creep.

La colla animale invece ha bisogno di spessori di film applicato decisamente maggiori e garantisce una buona tenuta anche in presenza di grossi spessori o di accumuli localizzati.

Nel campo del restauro non ci si imbatte quasi mai in superfici d incollaggio liscie, ma piuttosto scabre, a volte erose da tarlature e anche con spaccature e fenditure. Si capisce dunque che usare il collante vinilico non sia indicato proprio per le caratteristiche del collante stesso in rapporto a questi tipi di superfici. E viceversa la colla animale è indicata proprio a causa dell'irregolarità delle superfici da giuntare.

 



 

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