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Le Olioresine nel restauro
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Scritto da Pierpaolo Masoni   
Indice
Le Olioresine usate nel Restauro
Olioresine e loro utilizzo
Olioresine nel restauro

Olioresine e loroo utilizzo 

Ovviamente il concetto di "migliore" è relativo: nell'ambito delle vernici questa relatività è in stretto rapporto con ciò da cui deve essere protetto il legno. Una cera d' api ha un comportamento di un certo tipo in interni, ed un altro in esterno. E per motivi di questo genere, oltre che estetici, che oli vari, cere e resine venivano mescolati in proporzioni e tipi diversi, così da creare vernici con caratteristiche diverse. A ciò vanno aggiunte le varie modalità di stesura che determinano anch'esse diversità di risultati.


Se si pensa al grande numero di oli usati ed alla varietà di resine, ci rendiamo conto del gran numero e della varietà delle vernici prodotte in epoca storica. Fondamentalmente si trattava di una mescolanza di olio, resina ed un diluente. Le caratteristiche, come si è detto, variavano in base alle proporzione dei componenti e alla loro natura. Va anche detto che, contrariamente alle credenze popolari, difficilmente l' artigiano si dedicava alla realizzazione delle vernici con le quali dava una protezione ai propri manufatti. Le difficoltà erano troppe; incominciavano da quelle del reperimento delle materie prime, i loro prezzi, la loro qualità discontinua, per arrivare poi a problemi tecnici quali la cottura degli oli, la pirogenazione delle resine, le pratiche necessarie per rendere l' olio essiccativo, ecc.

Fabbricazione delle olioresine

I passaggi fondamentali della fabbricazione di una classica vernice erano questi:

1. cottura dell'olio:

La cottura determina un inizio di polimerizzazione che poteva essere accentuato con una serie di cotture successive; in questo caso si ottiene uno standolio, cioè un olio più denso, adatto per vernici filmanti che venivano anche chiamata vernici a solvente volatile. Fino ad un certo periodo storico durante la cottura veniva aggiunta una certa quantità di calce che aveva lo scopo di conferire all'olio maggior siccatività. Questa pratica venne abbandonata preferendo l'uso di sali metallici.

2. pirogenazione della resina:

consiste nel portare la resina ad una temperatura leggermente superiore alla sua temperatura di fusione, così da renderla solubile nell'olio, cosa altrimenti impossibile. Si può ricorrere all'escamotage di scioglierla in alcol e poi procedere alla miscelazione, ma in questo modo si ottengono risultati scadenti, perdendosi molte delle qualità della resina.

3. aggiunta dei sali essiccativi.

4. aggiunta del diluente.

 

La vernice che in assoluto è stata la più diffusa in Europa per vari secoli si chiamava Megylp e veniva prodotta in Olanda. Da varie fonti si desume che fosse composta da olio di lino cotto, elemi e trementina veneta. Era tanto famosa ed usata da diventare sinonimo di vernice, tanto che con tale termine si arrivò ad indicare generiche aggiunte di resine anche in pittura. Addirittura si incontravano quelli che oggi definiremmo taroccamenti, vernici che venivano chiamate con storpiature del nome originale, tipo Megilp, Megilf, Megilph ecc ...

I famosi "segreti" che circondano le vernici dei grandi ebanisti non erano altro che piccole modifiche apportate a vernici confezionate da ditte specializzate. Modificare una olioresina come il Megylp è semplice. Per esempio se la si vuole più resistente alle intemperie, basta una piccola aggiunta ( 5% - 10%)di olio di thung ( quello cinese, che una volta veniva anche chiamato olio di legno). I nostri falegnami la usavano come fondo per la cera addizionandovi una piccola quantità di cera d api.

Il mio primo incontro con questa vernice risale ad una quarantina d' anni fa, nella bottega di un vecchio restauratore umbro. Una bottiglia persa fra tante altre e sotto polvere tanto antica da sembrare ormai incorporata nel vetro, con un etichetta consunta con una scritta vecchio stile in diagonale, quasi illeggibile. Alle mie domande mi venne risposto che si trattava di una vernice fantastica che non veniva più fabbricata, che veniva usata, come già detto, come fondo per la cera, da sola come vernice a finire, e persino, con aggiunta di alcol, per stoppinare, ma oramai anche lui aveva dovuto rassegnarsi ad usare la gommalacca, con i risultati scadenti che sappiamo.

Anche a me era stato insegnato ad usare la gommalacca a pennello, successivamente pagliettata come fondo per la cera, e le parole del vecchio restauratore mi colpirono perché aveva ragione: tale resina ha delle ottime proprietà se stoppinata, ma data a pennello le perde, tanto che molte ditte hanno studiato prodotti sostitutivi, i cosiddetti turapori. Mi dedicai ad una ricerca storica che mi diede vari riscontri, ed a una ricerca di tipo merceologico. Arrivai a scoprire come molte di queste vernici venissero ancora prodotte, ma pubblicizzate senza riferimenti alla loro collocazione storica, così che molti operatori magari le usavano senza sapere cosa effettivamente usavano.

Purtroppo in restauro ligneo si è sempre mosso in sottotono. Da un lato vi è stato un fiorire di botteghe condotte da artigiani che, magari hanno una maestria nella manualità di tutto rispetto, ma che in quanto a cultura del restauro sono estremamente carenti; d' altro canto, i maestri del restauro sono sempre stati impegnati a recuperare Opere d' arte, per cui il mobile risulta ben poca cosa.


Sta di fatto che per trovare riscontri sulle olioresine ho dovuto rivolgermi ad altri settori a volte ancor più umili. I liutai, per esempio, usano olioresine, sebbene siano per lo più filmanti. Nella pavimentistica se ne usano ancora. Pensiamo al cotto: quando viene trattato in modo classico si usa una olioresina. Nell'ambito della nautica vi sono ditte che fabbricano ancora vernici olioresinose che, mi si dice, risultano ancora essere le più resistenti in ambiente marino.

E nel corso di queste ricerche, nelle quali ho sistematicamente contattato tutte le ditte produttrici, ho incontrato la Geal, dalla quale ho avuto la massima collaborazione ed assistenza anche a certe mie istanze che molto probabilmente ai suoi tecnici risultavano assurde o incomprensibili.


Penso che certe prerogative di questa Ditta siano dovute alla sua collocazione geografica (nel cuore delle vecchia Toscana), che la lega fortemente a certe istanze culturali e storiche. Mi sono sentito ripetere varie volte dal suo titolare, Dott. Giusti, col suo sanguigno accento toscano, che il suo cuore è legato alla tradizione, ma la mente vola al futuro.
Le loro olioresine, nate per il trattamento del cotto, dei parquet e delle travature, sono molto simili al Megilp, ed applicate sui mobili con le giuste modalità, danno risultati fantastici.

Ciò che mi ha colpito di questa Ditta, in primo luogo, è stata la disponibilità dei suoi tecnici sempre pronti ad analizzare i problemi che vengono loro posti ed a tentare di risolverli con la competenza acquisita anche mediante l' uso pratico dei prodotti che hanno studiato. A differenza dei contatti che ho avuto con altre ditte, con le quali mi capitava di trovarmi davanti a chimici magari ferratissimi ma avulsi da quelle che erano le problematiche di tipo pratico che si presentano durante il lavoro, in Geal mi trovavo a discutere con chimici che sapevano anche usare gli attrezzi e che, quindi, erano in grado di anticipare gli inconvenienti ed i problemi anche di ordine pratico che avrei incontrato in seguito.

Il primo incontro approfondito con loro lo ebbi quando chiesi un sopralluogo in un cantiere per me molto importante, dove non riuscivo a risolvere tutta una serie di problemi, e con mio grande stupore il chimico da loro inviato mi tolse di mano la monospazzola ed incominciò ad usarla con maestria mostrandomi gli errori che commettevo.
Una tale assistenza è di fondamentale importanza per chi voglia ben operare.
In secondo luogo, i laboratori. Penso che farebbero la felicità di qualunque chimico: modernissimi, realizzati con un impegno economico ed una capacità che denotano un amore per la ricerca e l' innovazione che, se uniti al rispetto per il passato, non può che dare ottimi risultati.



 

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Today: Nov 22, 2019

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