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Il Mobile - Il Legno
Scritto da Luciano Simonato   
Indice
Legno e umidita
Specie legnosa

 

A differenza di altri materiali, come ad esempio i metalli, il legno è un materiale non direttamente sensibile alle variazioni di temperatura mentre viceversa lo è alle variazioni di umidità.

Dopo l' abbattimento dell'albero il tronco viene ridotto in tavole e contiene in genere un umidità pari a 1,8-2,5 volte il proprio peso in massa legnosa secca.
Con il tempo il legno si secca per adeguarsi all'ambiente circostante cedendogli umidità fino a raggiungere un punto d equilibrio con esso. Questo punto corrisponde in genere ad un contenuto d umidità nella tavola da 1/10 a 1/20 del proprio peso in massa legnosa del tutto secca.
 

Tradizionalmente l'unico metodo usato per ottenere questo risultato è quello della stagionatura. Esso prevede l'accatastamento ordinato delle tavole al riparo dell'acqua piovana e dal i raggi diretti del sole e con l'inserimento tra una tavola e l'altra sovrapposte di opportuni listelli distanziatori che determinano una libera circolazione dell'aria responsabile della progressiva essiccazione del legname.

È un metodo ovviamente molto lento. Il tempo di essicazione varia tra specie e specie, dipende dall'umidità di partenza, dallo spessore delle tavole e da altri fattori. A titolo indicativo tradizionalmente si indicava come tempo necessario per una buona essicazione un anno per ogni centimetro di spessore della tavola.

In genere però con questo metodo non si riesce a far scendere l'umidità percentuale del legno al di sotto dei 12-15%. Se si vuole diminuire questi valori il legname dovrà essere essicato in ambiente chiuso e non all'aperto.

A questo punto il legno è in equilibrio igroscopico con l'ambiente circostante e non si muove se viene mantenuto in condizioni climatiche costanti e viceversa varia il suo contenuto di umidità se varia quello dell'ambiente dove esso è immerso. Il legno cioè si comporta come una spugna che assorbe umidità in ambiente più umido e si asciuga in ambiente più secco rispetto al proprio contenuto di umidità.

Ed è altrettanto vero che anche l'ambiente si comporta come una spugna che assorbe umidità dai corpi più umidi in esso contenuti e deposita su di essi quella in eccesso in forma di condensa. Infatti il massimo di umidità che un ambiente può contenere ad una determinata temperatura coincide con il cosiddetto punto di saturazione che corrisponde a quello detto di condensa. Oltre questo punto l'umidità si trasforma in acqua.
È ovvio altresì che non ci possa essere quindi un umidità ambientale superiore al 100% ma solo valori pari o inferiori. Questo valore massimo di umidità non é però fisso ma cresce al crescere della temperatura e cala al calare di essa.

Da queste considerazioni teoriche conseguono importanti chiarificazioni pratiche. Se un ambiente chiuso viene raffreddato, produce un innalzamento dell'umidità ambientale percentuale. Se questo raffreddamento produce un aumento oltre il limite del 100%, l'umidità in eccesso si condenserà come detto sui corpi solidi più freddi visto che questi sono quasi sempre più lenti a scaldarsi e raffreddarsi dell'aria.

È da notare che l'ambiente tende ad avvicinarsi sempre al suo limite superiore di saturazione con velocità tanto maggiore quanto più alta é la temperatura finale, prelevando dai corpi in esso presenti l'umidità. Se quindi l'ambiente viene riscaldato senza immissione o prelievo di umidità dall'esterno si osserverà che l'umidità dei corpi tenderà a migrare nell'ambiente seccandoli.

In definitiva si può dire che un ambiente più caldo tende velocemente ad assorbire l'umidità dai corpi fino a giungere all'equilibrio igroscopico con essi e viceversa un ambiente che diventa più freddo tende, anche se con minor velocità, a far condensare umidità sui corpi solidi in esso contenuti.

Quindi le parti più fredde di un mobile che sono in genere quelle vicine al muro e al pavimento, come ad esempio la parte esterna dello schienale e del fondo di un cassettone, sono quelle più soggette al deposito di eventuale condensa. Questi elementi che in genere nei mobili antichi erano lasciati grezzi sono quindi i più soggetti al depositarsi della condensa, un umidità superficiale che penetra facilmente attraverso le porosità del legno. In casi estremi queste parti, assieme ai piedi, sono le più soggette anche a muffe e attacchi di insetti xilofagi, delle
specie che prediligono ambienti umidi.

È ovvio che se invece un ambiente è provvisto di un sistema umidificatore-deumidificatore con regolazione automatica continua dell'umidità tramite umidostato, le variazioni di temperatura che ci possono essere in ambiente interno non influenzano minimamente il legno e nemmeno quindi i mobili antichi.
Questa è la condizione in cui vengono conservate le opere d arte almeno nei grandi musei. Ma purtroppo non c è in Italia una grande tradizione e sensibilità nei confronti dei mobili antichi come patrimonio di pubblica fruizione. Forse la copiosità del patrimonio artististico delle cosiddette arti maggiori ha posto in secondo piano le opere dell'arte cosiddetta decorativa, in una concezione superata di divisione delle arti in maggiori e minori.

 



 

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