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Il Mobile - Le Fasi del Restauro
Scritto da AA.VV.   
Indice
Lo Smontaggio del mobile
Togliere le cerniere
Togliere la ferramenta
Separare i pezzi malfermi
Rimuovere chiodi e viti
Tecniche di smontaggio

Fonte: ha collaborato il restauratore Fabio del sito Il Restauro del Mobile

Rimozione dei chiodi e delle viti

Spesso, rappresenta un problema estremamente serio, soprattutto quando questi sono stati conficcati in un giunto a tenone e mortasa allentato nel maldestro tentativo di consolidarlo, (fig. 1).

Tecnica di smontaggio del Mobile

Fig. 1

Tecnica di smontaggio del Mobile

Fig. 2

Per togliere quelli a testa piatta, si può ricorrere alla cacciachiodi da tappezziere con la quale si solleverà il chiodo quel tanto che "basta per essere afferato con delle tenaglie (fig. 2).

Facendo leva con queste, si avrà cura di interporre un pezzetto di compensato, evitando cosi ammaccare il legno attorno al chiodo.

Nel caso, assai frequente, in cui , testa del chiodo si spezzi, oppure che si tratti di chiodi con una testa così piccola da non essere afferrabili con la cacciachiodi, occorrerà procedere diversamente.

Con una sgorbietta (scalpello semicircolare) si scaverà una fossetta attorno al chiodo, dopo di che si tenterà di afferrarlo con la punta di una tronchesina (fig. 3) e, facendo leva con la stessa, si cercherà di estrarlo.

Tecnica di smontaggio del Mobile

Fig. 3

Tecnica di smontaggio del Mobile

Fig. 4

Se ciò risultasse impossibile, poiché si è spezzato e, comunque fosse troppo duro da togliere, si potrà scavare il legno attorno al chiodo con una trivellina, appositamente realizzata, da innestare sul trapano.

Tale attrezzo, si può ricavare a partire da una normale chiave a tubo, ad esempio una 6/7 (fig. 4a).

Per prima cosa, si mola l'esterno dell'estremità, modificandone il profilo da esagonale a circolare (fig. 4b), quindi, servendoci di una sega a ferro e di una lima a sezione triangolare, si ricavano dal bordo tre dentini disposti a 60° tra loro (fig. 4c).

Per far ciò, potrebbe essere necessario "stemperare" l'estremità, ovverosia ridurne là durezza mediante riscaldamento seguito da un lento raffreddamento.

A tale scopo è sufficiente una normale bomboletta da "camping gas".

Infine, si procederà a conferire all'utensile un'adeguata durezza, sottoponendolo a "tempra" riscaldandolo al "color rosso" e raffreddandolo rapidamente mediante immersione nell' olio o nell'acqua.

L'utilizzo di detta trivella, consente di scavare un foro, di circa 10mm di diametro, attorno al chiodo,  rendendone agevole l'estrazione.

Ovviamente, a lavoro ultimato tale foro andrà otturato con un perno dello stesso diametro.

Quali piccole trivelle "usa e getta", possono essere

Quando si devono forzatamente rimuovere chiodi che non si riesce a intercettare con tenaglie, può risultare indispensabile segarli (sempre che sia possibile). Per fare questo si prende una lama di una sega da ferro e la si usa senza montarla sul proprio archetto. Si cerca di farsi spazio fra i due elementi inchiodati separandoli leggermente con uno scalpello quanto pùò essere necessario a far passare la lama della sega. A questo punto la si impugna con un guanto da lavoro o la si avvolge con uno staccio e si sega il chiodo. Esistono anche impugnatore per la lama della sega atta allo scopo.



 

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Today: Set 15, 2019

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