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| Le resine naturali |
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| Il Mobile - I Materiali | |||
| Scritto da Pierpaolo Masoni | |||
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Fonte: Liberamente tratto da "Le Antiche vernici per il legno - resine-oli-cere-pigmenti " di Pierpaolo Masoni
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Le resine naturali sono sostanze di origine vegetale, fossile o, come nel caso della gommalacca, animale.
La TREMENTINA è propriamente una olioresina. Essa scola da screpolature naturali della corteccia, o da incisioni praticate dall'uomo, di varie specie di conifere. In passato le trementine venivano classificate in due grandi categorie: le comuni o di pino e le trementine fini o balsami, estratte dal larice. Le più conosciute sono quella Veneta, di Strasburgo, di Bordeaux, di Jura e di Chio anticamente detta Therebinthos.
L'AMBRA o SUCCINITE è una resina fossile prodotta dall'essudazione di alberi; tale essudato ha una struttura molecolare nella quale coesistono acidi, oli, alcoli e composti aromatici. Con l'evaporazione di quest'ultimi le catene molecolari incominciano ad allungarsi formando legami più solidi. Questa nuova struttura viene chiamata resina copale. Tale lento processo di polimerizzazione con l'evaporazione dei terpeni in condizioni anaerobiche prende il nome di amberizzazione. Nel giro di qualche milione di anni si sarà formato un vetro amorfo polimerizzato, con una durezza Mohs di 2-3. Tale resina, che da luogo a films brillanti e molto resistenti, viene estratta in varie zone (se ne trovava anche sull'Appennino Toscano), ma la più pregiata è senz'altro quella del Baltico. Le COPALI, (il termine deriva da copalli, che in lingua Nhaulatl significa incenso) come già detto, sono il prodotto di essudazione di varie piante; in pratica sono delle ambre giovani e, quindi sono resine subfossili e, a seconda della provenienza, hanno caratteristiche diverse. Meno dure delle ambre, in passato spesso sono state confuse con esse, anche se ne sono facilmente distinguibili per il loro aspetto opaco e lattiginoso, e per la grande quantità di insetti che contengono. Vengono estratte in varie parti del mondo, in particolare Madagascar, Columbia, Messico. Sono state molto usate per la produzione di vernici a solvente. La MASTICE, ottenuta per essudazione dalla pistachia lentiscus. Veniva prodotta nell'arcipelago greco, in Portogallo, in Marocco e nelle Canarie; la più nota era quella dell'isola di Chio. La ELEMI: sotto tale denominazione venivano annoverate resine di varia provenienza, spesso dotate di caratteristiche molto diverse. In linea di massima si trattava di resine dalla consistenza simile al miele e colore che poteva andare dal grigiastro, al verde, al giallognolo. Essendo dotate di ottima resistenza all'umidità ed alle basse temperature, sono state molto usate nel nord Europa come protettivi e come plastificanti. La DAMMARA (o DAMAR dalla lingua malese), detta anche resina del Kauri, viene estratta da piante sia fossili che viventi nelle isole Malacche, a Sumatra e in Indonesia. Sotto tale denominazione andava anche una resina proveniente dall'Australia. Solubile in un miscuglio di alcol etilico ed etere, tende ad ingiallire col tempo. Veniva mescolata alle cere per encausto. La SANDRACCA viene estratta da cipressacee, è solubile in alcol, etere, acetone. La GOMMA BENZOE (BENZOINO) viene estratta dallo styrax benzoino. Veniva usata per rifinire e dare ulteriore brillantezza nelle lucidature a tampone con gommalacca, da sola o mescolata con essa. La GOMMALACCA è di origine animale. Essa viene ricavata da un piccolo insetto della famiglia delle coccidee parassita di piante del genere ficus indica, ficus religiosa ecc., la cui linfa fornisce all'insetto il nutrimento necessario alla produzione di un guscio protettivo di lacca. E' interessante notare come quest'insetto produca contemporaneamente materie resinose, coroidi, albuminoidi, zucchero, una materia colorante solubile in acqua ed una solubile nell'alcol. Allorquando gli insetti hanno concluso il loro ciclo vitale, le incrostazioni di lacca vengono raschiate e raccolte, vengono fuse, lavate, seccate ed, infine, filtrate a caldo. I residui della filtrazione (kiri), opportunamente trattati con solventi, possono dare una gommalacca scadente, di colore molto più scuro.
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