Google new 2018

Home Materiali e reversibilità
Materiali e reversibilità Stampa E-mail
Il Mobile - I Materiali
Scritto da Luciano Simonato   
Indice
Materiali e reversibilità
Stucchi e stuccatura
Colle e incollaggi
Coloranti e mordenti
Le vernici

 

Stucchi e stuccatura

Tradizionalmente ogni mobiliere o ebanista si fabbricava lo stucco da sé.
Veniva usata per lo pi√Ļ polvere finissima del legno legata con colla "da falegname" diluita.

Una variante pi√Ļ raffinata si pu√≤ per√≤ mutuare dal restauro pittorico e di oggetti e sculture in legno. Viene usato come mescola di base il gesso di Bologna, altrimenti detto gesso cotto o da doratori, colorato con terre coloranti come terra di Siena, terra di Siena bruciata, terra ombra o di van Dick, terra di Cassel, ecc. Questa mescola viene legata con colla di coniglio diluita. Viene scelto questa variante di colla di origine animale perch√© rimane morbida per pi√Ļ tempo della classica colla da falegname e produce uno stucco secco meno rigido e quindi pi√Ļ adatto ai naturali movimenti del legno.
Personalmente uso una colletta formata da 1pp di colla di coniglio e 3/4pp di acqua riscaldate sempre "a bagno maria".

Lo stucco deve essere applicato nelle piccole insenature e buchetti cercando di premerlo il pi√Ļ possibile dentro e lasciando sempre dell'eccedenza sulla superficie.
Essiccandosi diminuirà il suo volume e quindi tenderà ad abbassarsi. Prima di ogni stuccatura successiva sarà bene rasare lo stucco eccedente. Questa operazione deve essere ripetuta fino a quando la rasatura non rivelerà nessuna carenza.

Una buona accortezza è quella di preparare la superficie con una mano di vernice, applicare le diverse mani di stucco, rasandolo sommariamente con un ferro tagliente prestando attenzione a non intaccare il legno, "lavando" poi la superficie con acqua preferibilmente calda. Questa operazione sostituisce il tradizionale metodo di usare la carta abrasiva (o "vetrata") per finire la superficie dato che questo ultimo sistema non può fare altro che "spatinare" il legno.
Viceversa il lavaggio con acqua non intacca la "patina" e la mano di vernice sulla superficie impedisce la penetrazione dell'acqua dello stucco nel legno.

√ą evidente che questo stucco di per s√© √® un materiale chimicamente del tutto reversibile perch√© la colla animale che funge da legante √® termofondente. Di fatto per√≤ mediante acqua calda si pu√≤ asportare solo la parte superficiale della stuccatura e al massimo si produce per sfregamento anche accentuato solo un avvallamento in corrispondenza della stuccatura stessa.
Si potrebbe obiettare che con un bisturi o un altro arnese meccanico si riuscirebbe a estrarre lo stucco. Di fatto non c è nessun motivo per farlo e si può facilmente supporre che, se in futuro si vorrà sostituire la stuccatura, la nuova verrà semplicemente sovrapposta alla vecchia. Lo stesso si fa anche oggi quando ad esempio si vuole coprire una vecchia stuccatura che utilizza come legante l'olio di lino.
Fino in epoca relativamente recente si usava questo legante per stuccature anche
abbastanza estese. Oggi queste si presentano comunque di colore scuro o persino nerastro perché qualunque sia o sia stata la terra usata come carica di base, con il tempo l'olio di lino scurisce.

Altri tipi di stucchi possono venir usati per stuccare piccoli difetti del legno.
Lo stucco "francese" all'acqua, una pasta molto fluida diluibile in acqua a base gessosa e addensata anche con olio √® facilmente rasabile, di buona consistenza e viene venduto anche colorato come le varie essenze legnose. Tutto sommato √® abbastanza compatibile al legno come elasticit√† anche se √® problematica la tenuta nel tempo se la stuccatura √® poco pi√Ļ grande di un forellino.

Mutuato dall'industria del mobile è il cosiddetto "legno plastico", segatura di una determinata essenza legnosa legata con una resina addensante in genere poliuretanica o acrilica molto diluita. L essiccazione è piuttosto veloce ed è abbastanza basso il relativo calo di volume.
Se questo stucco viene usato nel restauro dei mobili antichi si hanno vari problemi.
La superficie ottenuta è pressoché impermeabile oltre che di scadente levigabilità.
Diventa pertanto molto difficoltosa una eventuale truccatura di colore prima della lucidatura finale, è quasi nulla la penetrazione della gommalacca e, a causa della cattiva levigabilità, impossibile una lucidatura a specchio .
Le vernici attuali (soprattutto poliuretaniche) hanno un maggior effetto coprente a causa dell'alto residuo secco (60-80%) e quindi lo strato applicabile per mano applicata è molto spesso. Per queste caratteristiche queste possono essere
sovrapposte a questo tipo di stucco senza problemi.
Viceversa la gommalacca (come del resto anche altre vernici tradizionali come ad esempio sandracca, coppale, ecc.) ha bisogno di penetrare nei pori e ha uno scarso potere coprente a causa del basso residuo secco (5-10% in relazione al rapporto di diluizione alcol-resina).
Per questi motivi si sconsiglia l'uso di questo stucco nel campo del restauro anche se, occorre ammetterlo, è invece abbastanza usato.
Oltre a ciò la resina che funge da legante indurisce con un processo che è difficilmente reversibile se non con il solvente suo proprio. Questo è la stessa sostanza che funge da legante che come già detto rende impermeabili le superfici che tocca.
L eventuale tentativo di rimozione delle stuccature con il solvente inevitabilmente quindi rende impermeabili anche le superfici circostanti. Oltre a ciò è meccanicamente molto laborioso rimuovere lo stucco una volta essiccato.

Soprattutto nel restauro di vecchie cornici ma anche delle sedie, sedicenti restauratori usano ricostruire parti mancanti usando resine bicomponenti per lo pi√Ļ di tipo epossidico. Queste sono chimicamente irreversibili e come tutte le resine termoindurenti sono dure e poco flessibili. Il tempo aperto √® piuttosto basso e veloce √® l'indurimento. Per quest'ultima caratteristica sono indubbiamente molto comode in presenza di lacune o mancanze estese.
Il problema maggiore che si evidenzia è la scarsa adesione nel tempo. Queste resine infatti per loro natura non sono elastiche come il legno, anche se spesso i produttori affermano il contrario, e con l'alternarsi dei micromovimenti del legno si producono analoghe microfessurazioni per perdita appunto di adesione in corrispondenza della superficie di contatto tra il legno e la resina indurita.
Oltre a ciò c è scarsa compatibilità con le finiture in uso in una bottega di restauratore per la quasi totale impermeabilità della resina essiccata.
Se si volesse in un secondo tempo rimuovere questo stucco, forse lo si potrebbe fare sugli spigoli o comunque sulle parti convesse, difficilmente sulla parti concave. Nei fori, nelle insenature strette e nei cosiddetti sottosquadra la rimozione sarebbe impossibile.
In definitiva quindi in questo caso si può parlare di totale irreversibilità e di parziale removibilità.

In conclusione qualsiasi stucco dovrebbe essere reversibile e rimuovibile. Anche se sarà sempre un operazione delicata e potrà richiedere anche grande abilità, dovrà essere comunque sempre praticabile.
E perci√≤ regola comune a tutte le operazioni di stuccatura che la coesione della porzione stuccata non superi per tenacia quella del materiale limitrofo. √ą infatti pericolosa una tenacia superiore in quanto in generale le strutture originali, in quanto antiche, sono di solito compromesse, indebolite e in caso di rimozione uno stucco troppo tenace rischia di strappare con s√® anche parte di materia originale.
Questa caratteristica elimina immediatamente tutti gli stucchi monocomponenti o bicomponenti che solidificano per una irreversibile reazione chimica. I tempi sono troppo brevi per un adeguata e agevole lavorazione e inoltre in genere si ha formazione di calore e talvolta anche aumento di volume al momento dell'indurimento.

Complessivamente è un metodo troppo pericoloso perchè può provocare rotture e colature di materiale applicato quasi del tutto ineliminabili. Ed infine non è indicato in quanto si tratta di prodotti di sicura irreversibilità e di quasi impossibile rimovibilità.
 

 



 

Visite

mod_vvisit_counterOggi1137
mod_vvisit_counterIeri1288
mod_vvisit_counterQuesta settim.1137
mod_vvisit_counterSettim. Preced.11610
mod_vvisit_counterQuesto Mese33935
mod_vvisit_counterMese Preced.45927
mod_vvisit_counterTotale visite6200439

Online : 29
Today: Mag 20, 2019

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, www.inforestauro.org e i suoi partner utilizzano cookies, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information