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Il Mobile - I Materiali
Scritto da Luciano Simonato   
Indice
Materiali e reversibilità
Stucchi e stuccatura
Colle e incollaggi
Coloranti e mordenti
Le vernici

  
Coloranti e mordenti

 

La coloritura è quella operazione mediante la quale si modifica il colore naturale del legno pur lasciandone trasparire il disegno e l'alternanza di chiaro e scuro delle venature.
 

Le sue finalità sono le seguenti:

  1. far risaltare meglio il colore naturale
  2. imitare legni pregiati
  3. rendere uniforme il colore del legno nuovp con quello vecchio
  4. livellare le lievi differenze di colorazione ad esempio tra alburno e durame delle
    varie parti originali del manufatto

La coloritura, come normalmente viene praticata, interessa solamente lo strato più superficiale del legno (qualche decimo di millimetro). Può essere coprente (come i coloranti ad olio), penetrante (come le aniline), per via intermedia (terre) o agire per reazione chimica (mordenzatura). Da ciò deriva che la mordenzatura è un operazione chimicamente meno reversibile del trattamento con aniline e ancor meno della copertura con colori ad olio.
 Questo non significa però che ad esempio i coloranti a olio siano facilmente removibili come si vedrà. Certamente questi e le terre diventano più removibili se applicati su un fondo verniciato.

La penetrazione del colore risente molto dell'orientamento delle fibre legnose: in particolare le sezioni trasversali assorbono molto di più di quelle radiali o tangenziali, a causa della capillarità per la quale l'acqua tende a risalire attraverso i pori del legno. Ciò comporta una maggiore penetrazione e intensità di colore sulle superfici trasversali e quindi maggior difficoltà di rimozione successiva.

E poi da ricordare che qualsiasi difetto superficiale verrà esaltato dalla coloritura. Ad esempio una fibra legnosa sollevata accumulerà intorno alla sua base una gocciolina di colorante e quindi in quel punto il colore sarà più intenso.

Da tener presente che i legni di conifera di natura resinosa o quelli di latifoglia ricchi di tannini possono dare problemi per reattività chimica rispettivamente delle resine e dei tannini con il colorante. Allo stesso modo, per incompatibilità chimica, si possono avere problemi a volta irrimediabili quando si mescolano fra loro due coloranti per ottenerne un terzo.

I solventi possono essere o l'acqua o l'alcol mentre non sono indicati nel campo del restauro inchiostri o coloranti solubili in solventi organici perché a forte penetrazione, irreversibili e irremovibili.

 


Coloranti naturali (vegetali o animali)

 

Fino all'Ottocento erano gli unici conosciuti per la colorazione del legno. Hanno scarso potere di penetrazione anche se non sono di facile removibiltà perché penetrano comunque nel tessuto del legno.

  • Aloe che si estrae da varie specie di piante omonime. La provenienza determina la diversità di colorazione:
    aloe di Bombay di colore rosso;
    aloe del Capo marrone verdastro con riflessi verdi;
    aloe del Natal di colore grigio marrone;
    aloe di Barbados di colore marrone cioccolato.
    Si scioglie in acqua bollente (1:10) o in alcol (1:5).
  • Campeggio. È un colorante che si estrae da un albero che cresce in Messico e in genere nel Centroamerica. Si presenta in forma di polvere marrone che si scioglie in acqua.
    Senza una mordenzatura (vedi dopo) preliminare si ottiene un colore giallo arancio.
  • Sangue di drago. È una secrezione resinosa che si ricava dai frutti di alcuni tipi di palme delle Indie Orientali. È di colore rosso-bruno solubile in alcol ed è utilizzata soprattutto
    come colorante per velature o come additivo per colorare le vernici.
  • Gomma gutta. La gomma gutta è un colorante organico di origine vegetale e provenienza orientale, conosciuta fin dall'antichità. Si presenta in blocchi di colore giallo traslucido che si sfregolano abbastanza facilmente. È solubile in alcol, pochissimo penetrante ed è tradizionalmente usata come colorante anche in combinazione con resine propriamente vernicianti per il suo splendente colore giallo oro.
  • Terre coloranti. Sono in genere delle terre macinate finissime che vengono usate nel restauro del mobile per colorare gli stucchi e a volte per truccature superficiali nella fase di prefinitura. Hanno la caratteristica di essere corpose e quindi non sono adatte per tingere il legno. Se usate per truccature o velature fanno spessore e si amalgamano difficilmente con il legno circostante. Questo si può osservare soprattutto a luce radente. Presentano però una scarsa penetrazione nel legno e addirittura nulla se vengono applicate su una "mano" ad esempio di gommalacca. Da ciò si deduce l'ottima removibilità di questa colorazione.
    Da ricordare che le terre asciutte hanno un colore loro proprio, in miscela bagnata con la colletta o con la gommalacca come leganti ne presentano un altro, quando sono asciutte dopo l'applicazione un altro ancora e infine quando vengono ricoperte dalla verniciatura finale ancora una volta cambiano colore. Da ciò si può capire facilmente la difficoltà di indovinare la miscela giusta delle terre e l'esperienza richiesta in questo campo.
    La più usate sono le seguenti:
  •  

Terra di Cassel :Il suo colore bruno-scuro è intenso e caldo. Usata soprattutto per scurire altre terre.
Terra d ombra bruciata : È ottenuta dalla calcinazione della terra d ombra naturale ed ha una tonalità calda e sufficiente stabilità. È forse la terra più usata nel settore del mobile.
Terra di Siena naturale :Dà una tinta gialla tendente al bruno che si avvicina al colore del noce chiaro. Non è molto stabile alla luce e viene adoperato come correttore di altre terre.
Terra di Siena bruciata: È la terra di Siena naturale calcinata. È un colore rossastro con buon potere colorante e stabile alla luce.
Rosso inglese: Terra simile come composizione alla precedente. Colore solidissimo ma bisogna essere parchi nell'adoperarlo perché tinge fortemente.
Rosso pompeiano: Simile ai due precedenti ma con minor potere colorante.

 

Coloranti all'acqua


Si tratta di sostanze costituite sia da coloranti naturali (vedi sopra) che da quelli sintetici di invenzione tardo ottocentesca, detti aniline.
Sono solubili in acqua calda o tiepida, e mescolabili fra di loro per ottenere una vasta gamma di gradazioni. Per facilitare la penetrazione si aggiungono piccole dosi di ammoniaca. Questa attacca la lignina dello strato superficiale del legno e in tal modo fa allargare i "pori" del legno.

Per la facilità di applicazione e di distensione data la lenta evaporazione dell'acqua questi coloranti sono i più appropriati nel restauro del mobile. Siccome però tingono per penetrazione nelle fibre del legno possono essere rimossi solo levigando la superficie in profondità. Non si può quindi propriamente parlare né di reversibilità né di removibilità del processo ma solo di asportazione della superficie colorata.

 


Coloranti all'alcol


Si tratta di prodotti solubili nell'alcol etilico a maggiore penetrazione dei coloranti all'acqua.
A causa della volatilità del solvente, seccano rapidamente e quindi sono di difficile distensione sulle superfici; se stesi direttamente sul nudo legno, a causa proprio della profonda penetrazione, sono irremovibili.

Nel campo del restauro vengono utilizzati per tingere piccole zone su superfici verniciate o materiali poco porosi come la madreperla o l'avorio.

Anche qui non si può parlare né di reversibilità né di removibilità ma di asportazione dello strato colorato. Oltretutto questo è più profondo di quello ottenuto con i coloranti all'acqua e quindi di asportazione ancor più difficile.

 


Velature e truccature con tempere


Dopo le prime mani di verniciatura di solito a gommalacca e prima della finitura a
tampone, può essere necessario ritoccare parti rovinate o precedentemente stuccate.
In questo caso si è dimostrato molto appropriato l'uso di tempere colorate ad acqua.
Su una o più mani di vernice come isolante hanno scarso spessore di copertura, grande varietà di toni, buona luminosità e totale removibilità con acqua.
La facilità estrema di rimozione garantisce da comprensibili errori l'operatore ma la sua delicatezza soprattutto allo sfregamento è un handicap per la lucidatura seguente. È indispensabile perciò l'applicazione molto delicata a pennello dopo una
completa essiccazione di una mano di vernice.

 


Coloranti ad olio


Hanno un ottimo livello di penetrazione, ma presentano diversi inconvenienti:
asciugano molto lentamente; cambiano di colore una volta asciutti e, con il passare del tempo, a causa dell'ossidazione dell'olio penetrano in forma ineguale nel legno a seconda della porosità; in genere anneriscono nel tempo perché l'olio di lino che ne è il legante si ossida e annerisce .

Oltre quindi ad essere chimicamente irreversibili, sono irremovibili per ché impediscono di ritingere il legno con un'altra tintura che non sia ad olio. Per tutti questi motivi non devono essere utilizzati nel restauro dei mobili.

 


Mordenti coloranti


Moltissimi sono i mordenti, ossia sali che si legano con sostanze presenti nel legno impartendo un particolare colore.

Permanganato di potassio. Si presenta in forma di cristalli di colore violetto che si dissolvono in acqua. È un ossidante molto forte, e per questo il suo uso è sconsigliato, se non con le dovute precauzioni.
Può essere usato sia per imbrunire che per decolorare il legno. Questa sostanza in soluzione dall'1% al 5% colora il legno di una tonalità intermedia di marrone.

 

  • Bicromato di potassio. Si presenta in cristalli di un bel colore rosso-aranciato, inodori, inalterabili all'aria ed abbastanza solubili in acqua. Utilizzato a concentrazioni molto basse, reagisce con i legni ricchi di tannino, conferendo colorazioni brune più o meno cariche; applicato su oggetti trattati con soluzioni di legno di campeggio fornisce delle colorazioni nere intense.
  • Bicromato di sodio. Si presenta in cristalli di colore aranciato-rossastro oppure in polvere leggera.
    Viene spesso impiegato in sostituzione del bicromato di potassio, poiché è di costo molto inferiore e permette di raggiungere quasi gli stessi risultati.
  • Ammoniaca. Viene utilizzata in genere in soluzione acquosa per tingere il rovere poiché reagisce con il tannino conferendo al legno un colore marrone scuro. In soluzione più diluita
    (3-5%) è usato per invecchiare legno nuovo.
  •  

La mordenzatura in genere è un operazione per sua natura chimicamente irreversibile in quanto si ha una reazione chimica con le sostanze contenute nel legno con produzione di una nuova sostanza di colore diverso.
E quindi anche la removibilità è per lo meno difficile. Solo talvolta il legno può essere sbiancato ma non si tornerà mai al colore precedente alla mordenzatura.

 

Mordenti decoloranti

Le sostanze a disposizione sono moltissime, ma solo alcune entrano nella pratica di bottega: il permanganato di potassio è ad esempio più utilizzato come colorante che sbiancante .

  • Ipoclorito di sodio.
    È tossico ed irritante per le mucose e per gli occhi. È uno sbiancante molto efficace, ma produce danni irrimediabili alla cellulosa. Inoltre la fibra deve essere lavata al termine del trattamento con abbondante acqua demineralizzata, per rimuovere residui che potrebbero continuare ad agire e formare acido cloridrico. Se ne sconsiglia pertanto l'uso nel restauro nonostante che sia a tutt oggi un prodotto di largo consumo.
  • Soda caustica.
    Si scioglie in acqua. In bassissime concentrazioni può colorare il legno conferendogli un tono giallastro mentre se si eccede, questo si decolora, perché questo prodotto brucia le fibre del legno e le decolora. Non è consigliato assolutamente nel campo del restauro per la sua violenta aggressività anche se molto usato dai restauratori dilettanti come sverniciatore totale.
  • Acqua ossigenata.
    Ha il grosso vantaggio che i prodotti della reazione di ossidazione sono ossigeno ed acqua che sono innocui e inoltre non è necessario un lavaggio al termine del trattamento, in quanto il perossido rapidamente si decompone senza dare sottoprodotti.
  • Acido ossalico.
    Si presenta in cristalli trasparenti, incolori, igroscopici. È solubile in acqua, al 10% a temperatura ambiente, molto di più scaldando la soluzione (44% a 60ºC). Non è un forte riducente, ma la velocità di reazione può essere accelerata scaldandolo leggermente.
  • In definitiva la mordenzatura decolorante è un operazione rischiosa. Può produrre danni alla superficie del legno e bisogna conoscere bene la compatibilità delle varie sostanze con le vernici che dopo vengono applicate.

     


 

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