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Il Mobile - Il Legno
Scritto da Pierpaolo Masoni   
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Le patologie Animali

Anche le infestazioni da insetti xilofagi il più delle volte sono causati dall'incuria dell'uomo o da errate lavorazioni del legno.

In passato l'abbattimento degli alberi non veniva effettuato come avviene oggi, cioè con il profitto come unico fine, ma era sottoposto a criteri ben precisi che portavano a scelte qualitative. Innanzi tutto non si operava assolutamente con la luna crescente, esattamente come il contadino che in tale periodo non effettuava semine di vegetali che non dovessero fiorire. Da prove che ho effettuato nell'arco di undici anni, ho riscontrato che effettivamente il legno degli alberi abbattuti durante il periodo di luna nuova tarla nell'arco di tre o quattro anni, mentre il legno di alberi della stessa età e della stessa specie, cresciuti nelle stesse condizioni dei primi, abbattuti con luna calante, non viene aggredito da tarli o da insetti analoghi. Questa è soltanto una delle più importanti regole che venivano prese in considerazione. Vi era, poi, la posizione dell'albero, la direzione dei rami, la loro dislocazione che determinavano la qualità del legno, per cui si stabiliva se una pianta era più adatta ad essere trasformata in mobile o in infisso, in trave o in scultura.

Gli insetti xilofagi si dividono in due grandi categorie: coleotteri e isotteri.

I coleotteri sono insetti che volano e depositano le uova nelle screpolature e nelle fenditure del legno. I danni al legno sono provocati dalle larve che scavano gallerie all'interno del materiale.

Gli isotteri: a questo ordine appartengono varie specie di insetti, fra cui le termiti.

 

Il tarlo dei mobili ( anobium punctatum - orologio della morte).Lunghezza mm. 3,5. Colore da bruno scuro al grigio. Con il capricorno delle case è il parassita più pericoloso. Ama il calore. L umidità, il silenzio ed il buio. L attacco avviene preferibilmente su legno in opera, sia esso alburno o durame. Le larve, il cui ciclo vitale va da uno a tre anni, scavano, all'interno del legno, gallerie del diametro di    diametro di circa un millimetro fino a distruggerne completamente la struttura lasciando pressoché inalterata la superficie esterna.

 

Capricorno delle case ( Hylotrupes bajulus).Lunghezza mm. 8 - 22. Colore da bruno scuro a nero.E il peggior nemico ed il maggior distruttore del legno secco; predilige le conifere sia in interno che in esterno. Durante il periodo dello farfallamento la femmina depone le sue uova nelle fessure del legno per mezzo di un ovidepositore retrattile, in più gruppi o colonie che possono arrivare ad avere fino a trecento uova. Il periodo di incubazione delle uova è di 5-9 giorni con una temperatura di 31,5 °C e umidità ambientale del 90-95%, oppure di 48 giorni con temperatura di 16,6 °C e umidità ambientale del 18%. Il ciclo evolutivo è di 4-6 anni, ma talvolta può arrivare a 15 anni. Le gallerie vengono riempite di una fine rasura che non viene assolutamente evacuata. Le larve vivono all'interno del legno, invisibili dall'esterno. Nessun danno è rilevabile fino al momento in cui gli insetti escono dal legno attraverso un foro ovale del diametro di mm. 6-10 e con i bordi frastagliati.

 

 Lyctus (lyctus linearis Goeze - lyctus brunneus Stephens). Lunghezza mm. 2,5 - 5. Colore da giallo bruno a bruno scuro.Questi due insetti nel passato hanno ricevuto scarsa attenzione, ma i danni da essi provocati sono ingenti; aggrediscono praticamente tutte le essenze l      essenze lignee, tranne, forse, quelle del pioppo, faggio e betulla. Anche i legni tropicali teneri e gli eucalipti ne sono vittima. La deposizione delle uova avviene da maggio a giugno, ed il ciclo vitale è di un anno. Le larve scavano le gallerie nel senso della venatura e, in attacchi particolarmente intensi, la massa interna del legno si trasforma in un unico ammasso di rasura molto fine e compressa.

Hesperophanes: le larve di questo insetto presente nell'Europa centro-meridionale, vengono depositate quasi esclusivamente nel legno in opera: travi, infissi, pavimenti. Esse possono causare danni molto gravi perché, difficilmente diagnosticabili, danneggiano irreparabilmente la struttura del legno diminuendone la resistenza meccanica.

Xestobium rufovillosum: attacca quasi esclusivamente le strutture di vecchie costruzioni; predilige il legno di latifoglie.

Bostrice bordato: (Xiloterus lineatus). Lunghezza mm. 3; colore da giallo brunastro a bruno scuro. Aggredisce soltanto le conifere con legno umido.

Longicorno blu-violetto (Callidium violaceum). Lunghezza mm. 11-15; colore blu metallico. Attacca sia conifere che latifoglie, purché non ancora scortecciate.

Longicorno variabile (Phymatodes testaceus): lunghezza mm. 8-15; colore da giallo bruno a bruno scuro. Anch'esso attacca soltanto il tronco non ancora scortecciato, ma soltanto di latifoglie.

Rimedi.

Come per tutte le affezioni del legno è di fondamentale importanza la prevenzione, poiché non esiste alcun rimedio che non abbia controindicazioni. Soprattutto il comune tarlo dei mobili ed il capricorno difficilmente agiscono in presenza di luce, rumori e normale umidità. E importante che i manufatti lignei si trovino in ambienti luminosi, ben aerati, immuni da eccessiva secchezza o umidità, che vi siano rumori; insomma, ambienti sani, vissuti dall'uomo in modo sano.

Il primo rimedio contro le aggressioni di tali insetti è il risanamento dell'ambiente.

In passato per disinfestare i mobili veniva usato il petrolio che veniva iniettata nei buchi di sfarfallamento. In seguito sono state usate altre sostanze più aggressive o dotate di azioni collaterali (per esempio il Paraloid B72 diluito in xilolo, ove la B72 aveva effetto consolidante, il solvente effetto insetticida). Tuttora sono reperibili in commercio numerosi prodotti insetticidi iniettabili la cui tossicità per l'uomo è relativamente bassa. Questo sistema, però, non sempre risulta efficace, poiché il più delle volte il liquido insetticida non riesce a raggiungere le uova che sono sempre ben protette in anfratti delle gallerie; inoltre i tempi di intervento sono piuttosto lunghi.

Sono stati messi a punto altri vari sistemi basati sulla fumigazione o camera a gas utilizzando diversi prodotti insetticidi quali la formaldeide, il bromuro di etilene, vapori di cianuro, ossido di etilene, piretroidi e pesticidi di ogni genere. Il sistema consiste nel creare una camera sigillata ermeticamente (di solito viene usati sacchi o bolle di polietilene; apparati del genere vengono prodotti industrialmente in varie dimensioni), nelle quali viene posto l'oggetto da disinfestare ed immesso il biocida. I gas che normalmente vengono impiegati , sono considerati per la legge italiana gas tossici e come tali sono soggetti al Regio Decreto N. 147 del 09-01-1927, che ne regola l'uso, la detenzione e l'acquisto. L impiego dei suddetti gas, in base a tale legge, va effettuato da aziende con personale abilitato e inoltre non è possibile il loro impiego in ogni luogo. Un grosso problema, inoltre, è dato dal fattore inquinante della maggior parte di essi. Il bromuro di etilene, per esempio, che viene proposto da alcune ditte italiane come trattamento ecologico, è considerato uno dei principali responsabili della formazione del buco dell'ozono ed è altamente cancerogeno. Il legno impregnato con questo gas, ne rilascerà i residui nell'ambiente per vari anni, e lo stesso discorso è valido anche per gli altri prodotti biocidi. Fortunatamente la Comunità Europea ha varato una legge che mette al bando il bromuro di etilene (usato in modo massiccio nell'agricoltura italiana) dal 2002.

Sistemi non basati su prodotti tossici sono stati messi a punto ultimamente; ne citerò due che risultano essere validi, anche se suscettibili di miglioramenti (fra i quali un abbassamento dei costi che al momento sono abbastanza elevati): il primo si basa sulle interazioni dei campi magnetici con i magnetosomi che regolano i ritmi biologici animali. Questo sistema è teso a provocare una progressiva alterazione neurotica che si manifesta con mancanza di coordinamento motorio, perdita dell'appetito e mancanza di interesse alla riproduzione.

Il secondo sistema consiste nella sostituzione temporanea dell'ossigeno con azoto; in tal modo viene provocata la morte degli insetti, in qualunque stadio si trovino, per anossia nel giro di tre settimane.

Prima di giungere all'applicazione di sistemi così complessi e costosi, è bene procedere, come già detto, prima ad un risanamento dell'ambiente eliminando le cause dell'infestazione, successivamente pensare ad una disinfestazione che non sempre deve per forza essere chimica e, quindi, pericolosa anche per l'uomo. Mi è capitato spesso, in presenza di mobili posti in ambienti molto silenziosi, di proporre rimedi tipo sveglie rumorose poste all'interno del mobile stesso destando lo scetticismo del cliente. Di solito questo sistema sortisce effetti insperati.

Un ultima breve annotazione su termiti e formiche.

In Italia sono presenti solo due specie di termiti: Reticulitermes lucifugus e Kalotermes flavicollis; si tratta di insetti simili alle formiche sia per aspetto, sia come vita sociale. I danni che le termiti possono arrecare alle strutture lignee sono enormi; spesso all'inizio dell'aggressione è facile pensare ad una infestazione di tarli e rendersi conto che si tratta di termiti soltanto quando ormai è troppo tardi.

Anche le specie di formiche xilofaghe in Italia sono limitate. La più comune è detta formica del legno o formica carpentiera (Camonotus herculaneus), lunghezza 10-17 mm.; più rare sono la Tetramorium caespitum, la Monomorium pharaonis e la Iridomyrmex humilis, tutte della lunghezza di circa mm.2-3.

Una seria lotta contro questi parassiti può essere effettuata soltanto da ditte specializzate, mediante esche avvelenate.



 

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