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Le Facciate dipinte di Aqui Terme
Le facciate dipinte di Acqui Terme Stampa E-mail
Architettura - Articoli pubblicati
Scritto da A.B. Caldini   
Indice
Le facciate dipinte di Acqui Terme
La tutela delle facciate
Procedure passate e recenti
Stato delle facciate recuperate
Trasformazione d'immagine
Il centro storico di Acqui Terme

Considerazioni sul recupero delle facciate dipinte del centro storico acqueseFonte:

Antonella Caldini, Considerazioni sul recupero delle facciate dipinte del centro storico acquese, in Il centro storico di Acqui Terme. I diversi momenti di una rinascita complessiva (a cura di) Alberto Pirni, De Ferrari Editore, Genova, 2003, pp.213-226;

Il cambiamento urbanistico della città e l' usanza di decorare le facciate

Ad Acqui i primi esempi di facciate dipinte risalgono a prima del XIX secolo e sono contraddistinti da semplici motivi decorativi e da un uso del colore finalizzato alla ripartizione delle bucature. L' usanza vera e propria di decorare le facciate con motivi più complessi, a temi geometrici o floreali (Nota 1), risale al pieno Ottocento e fa seguito ad alcuni importanti avvenimenti urbanistici che modificarono radicalmente l'assetto della città, favorendone il potenziamento a livello turistico e termale.

Nota 1: Sono pochi gli esempi di facciate acquesi decorate a temi figurativi: tuttora visibili, sebbene recentemente ristrutturati, quelli sul prospetto di un edificio di Piazza Bollente, non più visibili, invece, (poiché recentemente rimossi a seguito dei lavori di ristrutturazione) quelli dell'edificio contiguo a Palazzo Radicati, su Via Conciliazione.

Ripercorrere la cronologia di questi avvenimenti permette di scoprire su quali aree si venne maggiormente a diffondere l'usanza delle facciate dipinte e per quali motivi.

Particolare della decorazione sopra finestra di una facciata: prima e dopo l'ultimo intervento di ristrutturazione edilizia

Risale al 1731 l'istituzione del ghetto israelitico su Piazza Bollente (Nota 2), il cui realizzo richiese ad una vera e propria impresa di ristrutturazione ed adeguamento dei singoli edifici alla nuova destinazione: ne derivò una parcellizzazione dell'intera piazza così fitta da non trovare precedenti.

Nota 2: «tutti gli Ebrei che abitavano sparsamente nella Città; ed anche quei pochi che dimoravano nel luogo di Monastero dovettero riunirsi nel Ghetto che per ordinato civico del 5 luglio 1731 fu fissato attorno alla piazza del mercato dove esiste la fontana dell'acqua bollente», B. Biorci, Storia d Acqui, Ed. F.Rossi, Tortona, 1818, p. 216.

La successiva abolizione del ghetto (prima metà dell'Ottocento), attuata attraverso l'esproprio e l'abbattimento di buona parte delle vecchie case degli ebrei, rese evidente la necessità di ridefinire l'assetto della piazza anche grazie ad una nuova politica tesa a rilanciarne l'immagine.

Tra il 1780 e il 1781 si assiste alla copertura del corso del torrente Medrio e alla nascita di Strada Nuova (attuale Corso Italia) che si prepara a diventare uno dei maggiori assi viari di rappresentanza. Prima di questo avvenimento la via delineava il corso di un torrente divenuto, nel tempo, luogo di scarico dei liquami cittadini, quindi nessun affaccio o ingresso carraio vi si rivolgeva direttamente. In seguito, però, vista la nuova destinazione, fu stabilito il ripristino degli affacci precedentemente chiusi e il decoro dei singoli prospetti.

Intorno ai primi decenni dell'Ottocento si assiste alla demolizione della cinta muraria e alla progressiva espansione verso le aree abbattute, la parte più antica della città viene abbandonata e le funzioni politiche ed amministrative vengono decentrate dal vecchio borgo Pisterna verso i borghi Nuovo e San Pietro. Proprio su borgo San Pietro si sviluppa l'antico percorso romano del decumano massimo (attuale Via Garibaldi), il cui collegamento con Piazza Bollente avveniva attraverso un ponte sul torrente Medrio; tuttavia solo quando quest'ultimo fu definitivamente coperto e deviato l' unione tra le vie si consolidò.

Ritengo che la tradizione delle facciate decorate si sia sviluppata maggiormente lungo questi percorsi, per il fatto che svolsero un ruolo fortemente catalizzatore nella rappresentazione della città e nel rilancio della sua immagine turistica, contribuendo in questo modo anche al potenziamento delle attività ricettive e termali



 

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