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La Pittura - Restauro pittorico
Scritto da Giuseppina   
Indice
Restauro dei dipinti
Cap. II

 

Premessa

 

Un trattato davvero molto interessante su tutto ciò che ruotava intorno al mondo del dipingere alla fine del XIV secolo è sicuramente il "Il Libro dell'Arte" scritto dal pittore Cennino Cennini, dove si può venire a conoscenza oltre che della "maniera di pinturare" anche di tecniche come l' affresco o la pittura su tavola.

Nei secoli, il modo di dipingere si √® evoluto e dai colori naturali (per lo pi√Ļ terre, ossidi ridotti a polveri ) mescolati con uovo, o con olio di lino, siamo giunti fino ai moderni colori in tubetti, gi√† mescolati con un legante.
Oggigiorno esistono colori a tempera (legante acquoso), a olio (legante olio) e a vernice (legante vernice), acrilici.

Un dipinto è costituito essenzialmente da tela e telaio, con un elemento aggiuntivo che può essere la cornice.
Il telaio √® costituito da pi√Ļ parti ( listelli ) assemblati fra loro, tramite incastri, e/o inchiodati, incollati (telaio fisso).

La tela può essere in fibra vegetale : cotone, lino, canapa, juta o se è un dipinto moderno, anche mista o sintetica.
La tramatura ( ossia i fili che intrecciati costituiscono la tela ) √® assai sovente irregolare, e di diverso spessore, dato che nei secoli addietro, erano tessute a mano, su dei telai di dimensioni standard. Per realizzare dipinti di grandi dimensioni infatti, non √® raro trovare pi√Ļ pezzi di tela cuciti, spesso grossolanamente, fra loro.
La tela viene poi tirata ( tensionata ) su di un telaio e preparata con uno strato di gesso e colla, poi livellato, su cui viene eseguito il dipinto vero e proprio.
Sopra il dipinto finito viene solitamente steso un sottile film pittorico a protezione: la vernice, che può essere lucida o opaca.
Il restauro dei dipinti si articola in varie, complesse fasi, a seconda della gravità dello stato di conservazione in cui essi vertono.

Tipi di tele usate oggi per i dipinti

Tela di Lino
La tela di lino è considerata la migliore delle tele sia per la sua trama fine (molto indicata per ritratti) che per la sua resistenza ai cambiamenti d atmosfera. Inoltre la tessitura fitta gli conferisce un alta resistenza alle trazioni. E quindi molto indicata nelle opere di grandi dimensioni che necessitano di frequenti montaggi. Solitamente reperibile in diversi tipi di tessitura (grana grossa, media, fine o extra fine) che ne determinano la qualità e il costo.
Tela misto Lino
Realizzata in lino e cotone, presenta pi√Ļ o meno le stesse caratteristiche della tela di lino, proporzionalmente alle relative percentuali di fibra utilizzate. Sensibilmente pi√Ļ economica rispetto alla tela di lino 100%.

Tela di Cotone
La tela di cotone, come quella di lino, ha come caratteristica una tessitura molto stretta ma a differenza di questa è molto sensibile alle variazioni climatiche e all'umidità. Particolarmente conveniente, risulta molto sensibile alle trazioni.

Tela di Juta
Tela dalla trama molto robusta. Presenta spesso nodi irregolari e sporgenti. Molto apprezzata da chi ama particolari effetti "a rilievo".

Tela misto Cotone
E una tela solitamente economica realizzata con fibre di cotone miste a fibre sintetiche. Il nylon presente nella trama dà spesso luogo ad indesiderati riflessi di luce. Molto suscettibile alle trazioni, una volta deformata difficilmente puo tornare tesa.

Tela Sintetica
Esistono in commercio particolari tele, sintetiche al 100%, realizzate con fibra di nylon di alta qualità che, anche in caso di applicazioni in esterno, risultano immuni ad agenti atmosferici e batterici.

Consigli utili - La maggior parte delle tele in commercio hanno una preparazione "universale" composta principalmente da colle sintetiche e gesso, ciò significa che possono essere utilizzate in ogni tipo di tecnica pittorica (olio, acrilico, ecc.). Tuttavia le tele di lino, utilizzate tradizionalmente per pittura ad olio, sono spesso trattate con una preparazione "grassa", composta da colla animale, che permette una migliore coesione dei colori ad olio (quindi grassi) con il supporto. Si consiglia quindi, nel caso si utilizzino colori acrilici (magri), di assicurarsi che la tela prescelta sia trattata con la preparazione "universale".

Da tenere presente SEMPRE COME ETICA PROFESSIONALE CHE LE OPERAZIONI CHE SI ESEGUIRANNO DOVRANNO ESSERE REVERSIBILI e NON SNATURARE MAI LA NATURA STESSA DEL DIPINTO.
( per maggiori informazioni Vedere : Cesari Brandi "La teoria del Restauro" ).

I danni del dipinto possono, in maniera riassuntiva, essere causati sia da fattori ambientali ( come l' umidità, l' eccessivo calore) da insetti (escrementi di insetti, tarli ) che da agenti intrinsechi al dipinto stesso (essiccazione non uniforme del legante nei diversi colori, ossidazione della vernice ) che da fattori accidentali (colpi, sfondamenti).
Tutto ciò comporta degli scompensi al dipinto.

Il Restauro

Velinatura, Fermatura e Consolidamento

 

Prima di iniziare gli interventi il dipinto deve essere tolto con cautela dalla cornice e messo su di un piano orizzontale, su cui avremo steso un foglio di plastica.
Adesso osserviamolo attentamente, analizzandolo.

La prima operazione da eseguire quando si decide di intervenire su di un dipinto e la Velinatura eventualmente preceduta da un Miglioramento della superficie.

Le condizioni dello strato pittorico vengono controllate prima della velinatura protettiva per verificare l'opportunit√† di eseguire il "miglioramento della superficie", ovvero attenuare il rilievo delle eventuali scodellature. Questo intervento pu√≤ essere eseguito, dopo aver opportunamente trattato gli strati pittorici, con ferri da stiro o con l'ausilio della pompa a vuoto.¬† Se il colore appare non pi√Ļ coeso alla tela bisogner√† provvedere o a una fermatura ( nel caso di parti di colore localizzate) o ad un consolidamneto vero e proprio ( nel caso che il problema interessi tutta la totalit√† dell'opera e che la preparazione-colore si distacchi dalla tela ) eseguiti con collanti animali o chimici, a seconda di come il dipinto reagisca a dei semplici test'di prova, effettuati in zone marginali.

Se il dipinto non è sensibile all'umidità si potranno usare collanti acquosi, se invece il colore si muove o la tela ha dei movimenti, si allunga o si restringe, allora bisognerà usare dei prodotti che non apportino umidità, come quelli chimici ( resine ).
La fermatura avviene dal fronte del colore, localmente, mentre il consolidamento è effettuato dal retro, in maniera che il consolidante penetrando uniformemente dalla fibra della tela potrà ridare coesione ai colori in maniera uniforme.

Velinatura di protezione
La Velinatura consiste in una operazione protettiva, che viene spesso effettuata prima di rimuovere un dipinto che necessiti di un restauro, in modo da impedire che parte del film pittorico possa distaccarsi e perdersi nel corso delle successive operazioni. L intervento consiste nello stendere del collante sul film pittorico, protetto da speciali carte non soggette a contrazione e ad alto grado di assorbimento (carta giapponese).


Fermatura del colore
Il sollevamento e il distacco dal supporto di porzioni di materia è un fenomeno frequentemente riscontrabile: in genere sono frammenti e foglie di pellicola pittorica che, per cause diverse si trovano in condizioni di scarsa adesione o prossimi a cadere. Si rende quindi necessario "riportare i frammenti a contatto del substrato o tra loro, inserendo un adesivo che assicuri una funzione stabile e permanente". Nell'operazione ci si avvale quindi di sostanze che siano capaci di creare forze attrattive tra le due superfici in contatto. Le modalità di applicazione sono svariate e dipendono essenzialmente dal tipo di adesivo impiegato, quest'ultimo è classificabile sulla base dello specifico meccanismo di adesione (evaporazione del solvente, processo chimico, fusione e risolidificazione, pressione), o in relazione alla sua origine e natura chimica (animale, vegetale, di sintesi, cere) oppure in base all'applicazione alla quale è destinato.

Consolidamento del colore
La necessità di un intervento di consolidamento del colore è da porre in relazione alla perdita di coesione di un materiale con un conseguente aumento della propria porosità. "Il risanamento di un materiale decoeso richiede l'impregnazione della microporosità acquisita mediante un liquido consolidante, cioè capace, una volta penetrato, di passare allo stato solido", ripristinando la coesione. I consolidanti possono essere di origine naturale (animale, vegetale) o sostanze di sintesi. Molte di queste sostanze sono anche adesive ma i consolidanti devono soddisfare un maggior numero di esigenze: devono infatti avere capacità di impregnazione, tempo di presa lento, compatibilità con i materiali originali e stabilità chimica e fisica. Non devono invece possedere nessuna azione solvente o reattiva verso il materiale da consolidare. I consolidanti possono essere applicati in soluzione, per fusione o possono essere dei monomeri polimerizzabili. La mancata chiarezza sulle reali differenze tra sostanze adesive e consolidanti, e di conseguenza sulle operazioni di fermatura e di consolidamento del colore, ha spesso generato equivoci ed errori negli interventi. Un esame particolareggiato e chiarificatore del problema è stato comunque condotto dai chimici Matteini e Moles, dal cui testo La chimica nel restauro sono tratte le precedenti citazioni.

 



 

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