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La Pittura - Restauro pittorico
Scritto da Giuseppina   
Indice
Restauro dei dipinti
Cap. II

Se esistono molti tagli, buchi, e il dipinto appare molto allentato, si rinforzerà la struttura del dipinto con la foderatura, è un operazione lunga e complicata, dove sostanzialmente, viene applicata (fatta aderire a diretto contatto dell'antica) una nuova tela scelta in base alle caratteristiche dell'originale ( simile ) a sostegno; ad essiccazione avvenuta, viene poi tensionata nel telaio tramite chiodi o puntine inox.
Se invece i buchi sono di piccola entità, allora ci si limiterà ad eseguire degli INTARSI di tela, ( ricalcando la sagoma della lacuna ) incollati poi con un sottile strato di gesso e colla.

 

Prima della ritelatura Dopo della ritelatura

 

Rintelatura o foderatura.

Nel restauro √® l'operazione volta a consolidare la tela di un dipinto per mezzo dell'applicazione di una nuova tela su di essa, tramite materiali adesivi. I metodi utilizzati variano in relazione alla composizione degli strati del dipinto (dalla tela, alla preparazione, al colore) e comunque tendono ad agire avendo cura di non alterare le caratteristiche della superficie (pennellate in rilievo) e quelle dovute al normale invecchiamento delI opera (craquelure). I metodi pi√Ļ diffusi sono riconducibili alle cos√¨ dette rintelature a pasta (vedi colla pasta), a cera-resina, 0 a rintelature con materiali sintetici. Vedi inoltre tavola calda. Francese: Rentoilage - Inglese: Relining - Spagnolo: Reentelado - Tedesco: Rentoillierung.

Rintelatura a cera resina

Tecnica di foderatura documentata dalla fine del XVIII secolo e tipica dei paesi nordici, dove si √® diffusa favorita dalle caratteristiche del clima, rigido e umido. Si caratterizza per l'uso di un adesivo composto da cera mista a resina che, steso sul verso, viene fatto aderire mediante una stiratura con ferro da stiro o tramite l'uso di una tavola calda. La tecnica evita quindi l'apporto di umidit√† al dipinto caratterizzandosi per una buona permanenza delle caratteristiche adesive nel tempo e per la resistenza agli attacchi microbiologici. Tuttavia, oltre al rischio di una modificazione dell'aspetto cromatico dell'opera, l'operazione non assicura una completa reversibilit√†, in quanto, seppure √® possibile rimuovere la nuova tela riscaldando l'adesivo, non √® possibile agire sulla cera resina che √® andata a impregnare il supporto originale. Per tali motivi la tecnica √® stata oggi per lo pi√Ļ abbandonata a favore di metodi che prevedo l'utilizzo di adesivi sintetici. Francese: Rentoilage √† cire r√©sine - Inglese: Wax-resin lining - Spagnolo: Reentelado a cera resina.

Rintelatura a colla pasta

Tecnica di foderatura documentata già nel XVII secolo. Si caratterizza per l'uso di una colla pasta che, nella tradizione fiorentina, è composta da farina di frumento, farina di segale, farina di semi di lino, acqua, trementina veneta, fungicida e colla forte. La tecnica impiega quindi materiali che possiedono una buona compatibilità con quelli originali, facilmente asportabili e dal discreto potere adesivo. Tuttavia, oltre ad agire negativamente su materiali sensibili all'umidità, la colla pasta perde con il tempo il suo potere adesivo e tende a vetrificare e quindi a irrigidire. Una particolare attenzione nei confronti delle condizioni ambientali in cui conservare un dipinto così trattato risulta quindi fondamentale, anche per prevenire eventuali attacchi di microrganismi. Francese: Rentoilage à la colle de pate - Inglese: Glue-paste lining - Spagnolo: Reentelado a pasta de harina - Tedesco: Kleisterentoillierung.

Rintelatura a strisce o strip lining, falsi margini.

Applicazione di strisce di tela lungo i bordi della tela originale per facilitare una operazione di rintelaiatura senza dover ricorrere - perché giudicata non necessaria- ad una rintelatura. Francese: Pose de bandes de tension - Inglese: Strip lining - Spagnolo: Reentelado a bandas.

Rintelaiatura

Operazione (generalmente successiva a una rintelatura) che consiste nel sostituire un vecchio telaio giudicato non pi√Ļ adeguato con uno nuovo, pi√Ļ consono alle necessit√† del dipinto. Francese: Remise en extension - Inglese: Mounting - Spagnolo: Refaerzo - Tedesco: Rahmung.

 

Dove c è lacuna  di preparazione e colore vengono eseguite delle stuccature a pennello con gesso e colla e quando sono asciutte vengono poi livellate a bisturi. (Sulla tematica del ripristino delle lacune vedi "Il Ritocco Pittorico" ndr)

Pulitura dei dipinti

Nel caso la superficie abbia delle macchie circolari di colore biancastro o aloni, possono significare l' attacco da parte di microorganismi (muffe) a cui bisognerà far fronte con dei biocidi, dati a pennello o vaporizzati in modo da eliminare le spore; dei puntini neri, di piccole dimensioni non sono altro che escrementi di insetti che si elimineranno a bisturi, localmente.

Se il dipinto appare uniformemente scuro, ciò è dovuto all'ossidazione della vernice superficiale di protezione, che ha assunto una colorazione giallognola o addirittura marroncina; in questi casi necessita di una Pulitura : Viene eseguita dopo aver fatto dei test'in zone marginali e su differenti colori, tramite dei tamponcini imbevuti di solventi o miscele di questi, di natura chimica. Quando abbiamo trovato quello che riesce a togliere la vernice, senza intaccare i colori sottostanti, si può iniziare. Controllare sempre che non ci siano tracce di colore sul tampone e procedere per gradi, perché solo alla fine della pulitura si potrà armonizzare il tutto. Solitamente si inizia dai colori scuri, dallo sfondo, per poi proseguire nel resto.

Test'di pulitura

E un operazione assai delicata, perché si possono creare degli scompensi cromatici od eliminare la patina antica.
A pulitura eseguita, si fa una prima verniciatura a pennello, al di sopra della quale noi eseguiremo il nostro ritocco pittorico.

La Reintegrazione Pittorica, è eseguita con colori a vernice ( perchè reversibili e simili con quelli ad olio ); esistono varie tecniche del restauro pittorico (vedi "Il Ritocco Pittorico") , ma quella regolarmente riconosciuta e richiesta da Sovrintendenze è quella della Selezione Cromatica, una tecnica che si apprende dopo molte ore di esecuzione, costituita essenzialmente dal riuscire a vedere come è composto un colore ( es. un manto rosso, non è costituito a ben guardare solo dal rosso, c è il rosso, poi ci sarà della terra d ombra, poi del giallo, poi della terra verde ..) e scomporlo in piccolissime pennellate una vicino all'altra, stese in successive riprese e che viste da lontano rendano il colore rosso, ma da vicino si vedano tutte le pennellatine che lo compongono.

Un validissimo esempio è visibile nel restauro dell'opera di Andrea Del Sarto " La Madonna delle Arpie " agli Uffizi.

 

madonna_arpie

C' è da dire che le pennellata tendono a ricreare l'andamento della parte vicina ( ad es. nel caso di una lacuna nel manto, ne seguiranno l'andamento ).
C √® poi l'Astrazione, una tecnica ancora pi√Ļ difficile dove le linee vengono eseguite in tre successive stesure e direzioni in questa bisogna fare una sintesi dei colori che si hanno intorno alla lacuna e stenderli in successive fasi in obliquo, un esempio si ha nel restauro del¬† "Il Cristo Crocifisso" ( dipinto su tavola ) di Cimabue a Firenze.

Da ricordare anche il Sottotono, tecnica usata particolarmente negli anni 60, ora pi√Ļ in disuso, consiste nel ricreare i colori mancanti per√≤ di un tono pi√Ļ chiaro¬† e Il Neutro, ( usata anche negli affreschi ) dove viene stesa una base neutra, piatta ( ocra ) sulle mancanze.

Andrea Del Sarto "La Madonna delle Arpie " agli Uffizi"

 

Nel campo antiquariale vige (erroneamente ndr) invece l'idea "che meno si vede un restauro meglio è " quindi ci si affida all'Imitazione, dove i colori vengono stesi come si vedono realmente, come se si stesse dipingendo ex-novo le lacune.

 

Personalmente penso che la selezione cromatica, se ben eseguita, è quella che riesce forse meglio a rendere visibile ma allo stesso tempo non puntualizzare eccesivamente l'opera di restauro.
L ultima fase, qualunque sia la tecnica prescelta, è quella della verniciatura, eseguita stavolta a spruzzo, per uniformare meglio il tutto.
A questo punto si può tranquillamente reinserire il dipinto all'interno della cornice.

Se il telaio è fisso e non permette movimenti alla tela, ( la tela, come del resto il legno, è "vivo" e si muove, risentendo dei cambiamenti ambientali ) e magari è anche tarlato è necessario sostituirlo con uno di moderna concezione : espandibile con biette ( degli zoccolini di legno che si incastrano nel telaio e danno la possibilità di allargare o stringere ).

SCUOLE CONSIGLIATE A CHI VUOL INTRAPRENDERE LA PROFESSIONE DI RESTAURATORE:
Esistono varie e numerose scuole di restauro ma le pi√Ļ valide, riconosciute ovunque e gratuite sono l' Opificio delle Pietre Dure di Firenze, l' Istituto Centrale del Restauro di Roma e la

Scuola di Restauro di Botticino, a Brescia.


In ognuna di queste scuole si entra tramite il superamento  di un esame estremamente selettivo (articolato in tre prove di cui 2 pratiche: una prova di disegno e una prova di reintegrazione pittorica e 1 orale di storia dell'arte ) dove entrano solamente poche persone (4 o 5 su 700-800 iscritti ); la durata del corso è di quattro anni, con frequenza obbligatoria dal lunedì al venerdì, con lezioni sia teoriche che pratiche; ci sono inoltre specializzazioni di restauro affreschi, restauro sculture lignee, restauro lapideo, restauro arazzi, restauro ceramica.
Ci sono poi Scuole private ( costosissime ma valide alternative perch√© coniuganti anche esse lezioni di teoria e laboratorio) e corsi regionali ( questi ultimi sconsigliati sia perch√® non si sa mai se inizino realmente, e poi perch√® capita che essendo sponsorizzati dalla regione riescano a fare solo i primi due anni e poi finiscano i finanziamenti....e non ne fanno pi√Ļ di nulla ...)
IN QUESTI CASI INFORMARSI SEMPRE SUI TITOLI RILASCIATI e LA LORO VALIDITA .

Nota: Sono state tralasciate volutamente le descrizione di alcune fasi in quanto difficilmente traducibili in poche righe e dissertazioni di chimica sui solventi e sulle loro caratteristiche, cos√¨ come √® stato evitato di dilungarsi sulla teoria del restauro pittorico,¬† cercando di scrivere in maniera pi√Ļ fluida possibile dando comunque l'idea del mondo affascinante che c√¨√® dietro l'arte del restauro.



 

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