Restauro di un pannello in laggioni con figura di un guerriero

Barbara Checucci Restauro ceramiche

Nella Pinacoteca Civica di Savona è custodito un pannello cinquecentesco raffigurate un guerriero; faceva parte di un fastoso rivestimento parietale dell’epoca composto da vari personaggi illustri che ornamentava l’atrio del Palazzo del Carretto (poi Pavese, poi Pozzobonello) di Via Quarda Superiore in Savona.

pannello 01a

Pare che, nella produzione ceramica peninsulare del XVI secolo, non si trovino altri esemplari di eguale rilievo. La qualità esecutiva del pannello è davvero alta, tanto che, almeno nella Liguria del Rinascimento, esistono pochi altri esempi che le stiano alla pari. L’incauta rimozione
effettuata nel 1857 dai Padri Missionari Lazzaristi, insediati all’epoca nello stabile che inglobava anche le dimore dei Bardolla e dei Gentile Ricci, fu la causa della dispersione sul mercato antiquario di tutti questi brani.


pannello 01

Le quattro immagini superstiti componevano forse un ciclo di Uomini illustri, documentando, così, anche a Savona la fortuna di un tema molto diffuso in età Umanistica. I soggetti furono attinti dai
Factorum et dictorum memorabilium di Valerio Massimo, dove troviamo appunto Marcello, Scipione (chiunque di quella gens di condottieri costui rappresenti), modelli di amore verso la patria, avendo difeso Roma dai nemici anche a prezzo della vita. L’esaltazione di questa virtù, in Savona, poteva suonare, in quel torno di tempo, come dichiarazione antigenovese. Le altre due figure superstite Marcello e Scipione sono conservate rispettivamente a Torino (Reale Galleria di Palazzo Madama) e a Roma (Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini).

Stato di conservazione

Lo stato di conservazione del pannello si presentava nell’insieme soddisfacente, anche se numerose piastrelle mostravano abrasioni o cadute di smalto ai bordi, mentre uno spacco in corrispondenza dei piedi aveva irrimediabilmente reso indecifrabile la scritta del nome dell’eroe. Un’incongrua coloritura a freddo rivelava il rifacimento del viso barbuto.


Intervento di restauro

Il pannello, composto da 45 laggioni maiolicati in policromia era inserito in una cornice di legno, sul retro si trovava uno strato piuttosto consistente costituito da gesso, stoppa e crine usati per unire tra di loro le piastrelle; nell’incavo a graticcio era presente un consistente strato di malta usato per l’ancoraggio al muro nell’originale collocazione.

Rimozione della cornice


Un precedente intervento di restauro era localizzato nelle zone di caduta dello smalto; la concentrazione delle integrazioni (effettuate con scagliola, decorata con colori acrilici) riguardava la maggior parte delle quadrelle compreso il volto del guerriero risarcito con stucco bicomponente e decorato con colori acrilici su sfondo aereografato.

Incollaggio

L’intervento di restauro è stato seguito come Direzione Lavori dal Dott. Massimo Bartoletti responsabile di zona della Soprintendenza per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico della Liguria.

Incollaggio verso

La prima operazione effettuata è stata eliminare la cornice e il telaio di legno che racchiudevano l’opera; successivamente asportare dal retro d’ogni singolo laggione il consistente strato riempitivo costituito da gesso, stoppa e crine con l’ausilio di microscalpello pneumatico, vibroincisore, ablatore ultrasonico, bisturi e infine una delicata sabbiatura a bassa atmosfera con microsfere di cristallo.

definizione dei bordi


La pulitura del verso delle piastrelle ha previsto l’uso d’acqua deionizzata allo stato vaporoso e detergente non aggressivo per asportare lo strato polverulento e untuoso che ricopriva la superficie maiolicata; il precedente intervento è stato rimosso meccanicamente con l’ausilio di bisturi, ablatore ultrasonico e gomme siliconiche montate su microtrapano per delineare con precisione i bordi originali dalle lacune.

Levigatura delle parte reintegrate

Terminata la fase di pulitura si è proseguito consolidando il verso e le fratture dei laggioni in frammenti, tramite spennellature di resina acrilica consolidante.

Integrazione delle lacune tramite stuccatura

Ultimata questa operazione si sono incollati i frammenti con resina epossidica bicomponente per ceramica e, per le cadute di smalto, sono state eseguite infiltrazioni di cianacrilato.

fase di pulitura


Le integrazioni nelle zone lacunose sono state effettuate utilizzando stucco cellulosico caricato con terre naturali.
Successivamente si è provveduto ad effettuare come risarcimento cromatico, una base neutra con tempera acrilica.

Viso barbuto
Viso barbuto


Utilizzando carta da spolvero si è provveduto a riportare la traccia della decorazione a tappeto mancante.

Con la traccia a carboncino si è risarcito a pennello la decorazione mancante secondo il criterio di riconoscibilità dell’intervento.

consolidamneto


Su decisione della Direzione Lavori Dott. Massimo Bartoletti responsabile di zona della Soprintendenza per i beni artistici e storici della Liguria, è stata rimossa la precedente integrazione.

reintegrazone della decorazione con la tecnica dello spolvero


perché considerata tarda e fantasiosa; la lacuna è stata reintegrata con il colore dell’impasto leggermente sottotono.

reintegrazione

Un espositore in plexiglas trasparente (mm 1500 x 950 x 55) è stato utilizzato come nuovo supporto per conservare il pannello; sul pannello di fondo trasparente (mm12) sono stati incollati con resina monocomponente dei prismi di supporto adattati per ogni singolo laggione.

Il pannello al termine del restauro

Ultimata la collocazione di tutte le quadrelle si è chiuso l’espositore con un pannello trasparente e si è appeso a muro tramite una staffa di ferro, nella nuova sede la Pinacoteca di Savona.

(articolo di Barbara Checcucci apparso su “Cose Antiche”, gennaio 2008


Si ringrazia: il dottor Massimo Bartoletti, la dottoressa Mattiauda, direttrice della Pinacoteca Civica di Savona, l’avvocato Giuseppe Buscaglia, la Fondazione A. De Mari)

Reintegrazione cromatica
Reintegrazione cromatica

Pannello in laggioni di maiolica con figura di guerriero esposto permanentemente al terzo piano della Pinacoteca Civica

Un “guerriero” conquista Palazzo Gavotti
Il pannello prima del restauro

[…]   Il pannello, acquistato dalla Fondazione A. De Mari, Cassa di Risparmio di Savona, restaurato dal Laboratorio Checcucci Restauri di Albisola Superiore è esposto al terzo piano della Pinacoteca.
Alto circa un metro, lo splendido pannello è costituito da 45 laggioni policromi (mattonelle che in Liguria ornavano le pareti delle dimore signorili dal Quattrocento a tutto il Cinquecento) e raffigura un guerriero elegantemente abbigliato e avvolto da un ampio mantello, ritto in piedi e appoggiato a una lancia, affiancato da colonne.
La sua acquisizione rappresenta un evento di eccezionale interesse poiché l´opera costituisce una delle più grandi figure umane che si incontrano nella ceramica italiana e uno straordinario esempio di pittura su maiolica.
In uno scritto del 1856 il reverendo Tomaso Torteroli, direttore della biblioteca comunale di Savona e appassionato cultore delle memorie della città, additava il rivestimento parietale in maiolica che ornava l’atrio “delle scuole pubbliche dei preti della Missione”, in via Quarda, come una delle più preziose testimonianze dell’arte ceramica savonese. Ma, dopo appena tre anni, l’erudito Sacerdote piangeva, con queste parole, la perdita dell’opera: “Chi lo crederebbe? Ignorando essi solo, questi preti della Missione, che possedevano una cosa veramente rara, han venduto per pochi piccioli le maioliche sopraccennate a fin di rendere il portico più polito di prima. E per questa ragione Savona ha perso un’anticaglia che aveva valore inestimabile. Maledetta pertanto l’ignoranza che s’asside perfino sul limitare stesso del Santuario della Scienza, e congiura anche qui a´ danni del nostro paese“.

Due delle figure di questo ciclo decorativo del primo Cinquecento sono oggi tenute in gran conto presso musei italiani (“Galleria Nazionale d´Arte Antica” a Roma e “Museo Civico d´Arte Antica e Palazzo Madama” a Torino).
Una terza venduta dai Padri Missionari al Console di Francia a Genova era stata segnalata presso un collezionista della provincia francese una decina d’anni fa.
Ma il suo recupero ha potuto attuarsi solo di recente grazie a un tempestivo intervento della Fondazione Agostino De Mari, Cassa di Risparmio di Savona che è riuscita ad aggiudicarsi il pannello ( 126 X 70 cm ), offerto in vendita sul mercato antiquariale di Parigi. […]

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