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Arte e Restauro - La Cartapesta
Scritto da G. Brigante   
Indice
La Cartapesta Bolognese
La statuaria chiesastica
La Cartapesta emiliana
Soggetti pi√Ļ diffusi
Processi di Lavorazione
Per durare nei secoli
Dialogo tra Lecce e Bologna

 

Cartapesta emiliana: precedenti nel Rinascimento

Liberanete tratto dalla Tesi di laurea su "Il restauro del  Cristo in Cartapesta situato nell'Oratorio di san Francesco in  Confortino"

Fonte: Accademia di Belle Arti Bologna

Corso di Metodologie della Conservazione e del Restauro del Patrimonio artistico-culturale

Indirizzo di restauro dei dipinti murali e scultura applicata all'architettura

Testi di : Gabriella Brigante

Relatore: Prof. William Lambertini

Correlatore: Prof. Alfonso Panzetta

***

Il Vasari accredita a Iacopo della Quercia, all'et√† di appena 19 anni, la prima statua  provvisoria, quando allest√¨ con mezzi poveri una statua equestre per il condottiero Giovanni Azzo degli Ubaldini (venuto a morte all'improvviso nel corso della guerra contro Firenze, nel 1390), collocata nel duomo di Siena, a coronamento del catafalco.

La devozione della Vergine si era diffusa negli strati popolari quando le icone, perdendo in ieraticità, misero in risalto la relazione umana tra madre e figlio; aumentò, così, la richiesta privata di immagini
.

Il santo vescovo di Firenze, fra Giovanni Dominici (1357-1419) ne fu il solerte testimonial , raccomandando, nel trattato Regole del governo di cura famigliare , la diffusione di immagini nelle casa, affinché i fanciulli e le madri potessero vedere modelli da venerare e da imitare.

Ciò alimentò sia la produzione dozzinale e a buon mercato dei Madonnari ; sia, in parallelo, l'impegno di grandi maestri, quali Ghiberti e Luca della Robbia che, nelle loro botteghe; fecero esperimenti per riprodurre rilievi, con la terra e lo stucco, per un mercato medio-alto.

 

 Storia della Cartapesta  Storia della Cartapesta
Lorenzo Ghiberti, Madonna e Bambino. 

Luca della Robbia, Madonna col Bambino,

(Firenze, Santa Felicita)

 

 

Le molte copie pervenute testimoniano la popolarità di tali opere artigianali , che furono prodotte successivamente anche da Desiderio da Settignano, dai fratelli Rossellino, dal Verrocchio, nella bottega di Neroccio de Landi, in quella di Donatello e dei suoi seguaci, mentre i fratelli Rossellino, nella loro bottega a Firenze avevano prodotto bassorilievi su tavola, impiegando pasta di carta.

 

 Storia della Cartapesta

Jacopo Sansovino, trasferitosi a Venezia a causa della diaspora, avvenuta in seguito al sacco di Roma (1527), si dedicò alle produzioni a stampo con pasta di carta, nel modo in cui nella bottega di Andrea della Robbia, da lui frequentata, si riproducevano le formelle devozionali.

Mentre queste ultime, però, si consolidavano in forno, la cartapesta si essiccava all'aria, poi veniva gessata e dipinta (o patinata, per imitare altri materiali).

Intorno al 1540 Sansovino produsse a Venezia dei manufatti di cartapesta dei quali sono sopravvissuti tredici bassorilievi, collocati in vari musei: Bargello, Correr, Louvre, Berlino (Kaiser-F. Museum- dal 1956 ribattezzato Bodemuseum), Washington (S. H. Kress  Collection).

Antonio Rossellino (Settignano 1427? Firenze 1481 ca.) e bottega,- Madonna col Bambino e angeli, 1460 ca.- Rilievo in cartapesta, cm 115x84x9- Museo della basilica di S. Nicola, Tolentino.  

  

La cartapesta è foderata all'interno di tela sottile e il bassorilievo è applicato su tavole di legno, di dimensioni anche rilevanti.

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Today: Ott 17, 2019

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