Home Storia della Cartapesta La Cartapesta Bolognese
La Cartapesta Bolognese Stampa E-mail
Arte e Restauro - La Cartapesta
Scritto da G. Brigante   
Indice
La Cartapesta Bolognese
La statuaria chiesastica
La Cartapesta emiliana
Soggetti pi√Ļ diffusi
Processi di Lavorazione
Per durare nei secoli
Dialogo tra Lecce e Bologna

 

Per durare nei secoli:  La pece greca

Liberanete tratto dalla Tesi di laurea su "Il restauro del  Cristo in Cartapesta situato nell'Oratorio di san Francesco in  Confortino"

Fonte: Accademia di Belle Arti Bologna

Corso di Metodologie della Conservazione e del Restauro del Patrimonio artistico-culturale

Indirizzo di restauro dei dipinti murali e scultura applicata all'architettura

Testi di : Gabriella Brigante

Relatore: Prof. William Lambertini

Correlatore: Prof. Alfonso Panzetta

***

Il segreto della durevolezza di questi manufatti √® un antica resina, la pece greca, detta anche colofonia, perch√© a Colofone, nella Lidia, i Greci vi producevano la pi√Ļ rinomata. √ą il residuo solido della distillazione di varie resine : pino, larice, abete, pino mugo, ecc.., da cui si ricava anche l'essenza di trementina. Si presenta in masse color giallo ambrato, vetrose, fragili e ben macinabili.

Dopo il trattamento a fuoco, la statua aveva la consistenza sonante d una membrana ossea, ma l'aspetto di un corpo carbonizzato, resistente all'umidità, inattaccabile da tarli e da insetti xilofogi, elastica agli urti, rigida e leggera.

 Storia della Cartapesta

Seguiva la gessatura, utilizzando il solfato biidarato di calcio, gesso spento (detto anche gesso marcio), che è il componente dello stucco del vetraio, mentre il pittore lo stende sulla tela, stemperato in acqua di colla di lapin , come preparazione del dipinto.

Questa buacca era pennellata pi√Ļ volte sulla statua grezza e, quando era ben secca, si poliva con carta vetrata e pelle di smeriglio; la statua bianca veniva dipinta ad olio in due fasi: imprimitura e finitura, con colori all'olio macinati su lastra di marmo, seguendo la procedura fissata dai Ballanti e seguita dai Collina.

L applicazione dei particolari a parte scudi, ali, bilance, palme, corone, lance e spade dava origine, nella serie derivata da stampi, o modellata ex novo, a varianti di postura e di colore.

Scudo cinquecentesco, cartapesta e legno, cm101x74, Museo Bardini, Firenze.  

 

 

La maniera del Vitené: Manichino di legno vestito di tela

  

 Storia della Cartapesta

Gaetano Vitené era stato a bottega da Ballanti con Giovanni Collina, ritrovato poi a Firenze, ai corsi di Lorenzo Bartolini.

Egli si discosterà dal metodo dei maestri; userà, infatti, la cartapesta soltanto per le teste, le mani e i piedi, che venivano fissati a un solido manichino di stecche lignee, inchiodate e fissate con colla forte. Alcune teste generiche erano di repertorio: venivano, infatti, indifferentemente assegnate ad un santo o ad un altro.Sullo scheletrato, rimpolpato di paglia di riso stretta con giri di refe, si applicavano dei teli di lino o di juta, ammollati in colla calda. Mentre i teli si raffreddavano l' artista modellava le pieghe delle vesti, dei manti, delle maniche. Il disporsi dei teli, ancora bagnati, faceva sì che essi assumessero cadenze naturali che guidavano la mano dell'artista per modellarli secondo forme eleganti. Si spalmava poi la cartapesta sulle tele, per stuccare le giunte e raccordare le volute. Un rigoroso appiombo distingue le statue del Vitené e dei suoi successori, Enrico Dal Monte e Gaetano da quelle degli altri artigiani Le statue su manichino, anche se nate dallo stesso progetto, si modellavano una alla volta, adeguandole alla collocazione finale.

Enrico Dal Monte, San Giuseppe, San Petronio, Castel Bolognese.  

 



 

Visite

mod_vvisit_counterOggi82
mod_vvisit_counterIeri1766
mod_vvisit_counterQuesta settim.5479
mod_vvisit_counterSettim. Preced.12976
mod_vvisit_counterQuesto Mese28840
mod_vvisit_counterMese Preced.54083
mod_vvisit_counterTotale visite6451973

Online : 25
Today: Ott 17, 2019

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, www.inforestauro.org e i suoi partner utilizzano cookies, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information