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Arte e Restauro - La Cartapesta
Scritto da G. Brigante   
Indice
La Cartapesta Leccese
Il successo della cartapesta
La diffusione della cartapesta
Declino dell'arte statuaria

 

Liberanete tratto dalla Tesi di laurea su "Il restauro del  Cristo in Cartapesta situato nell'Oratorio di san Francesco in  Confortino"

Fonte: Accademia di Belle Arti Bologna

Corso di Metodologie della Conservazione e del Restauro del Patrimonio artistico-culturale

Indirizzo di restauro dei dipinti murali e scultura applicata all'architettura

Testi di : Gabriella Brigante

Relatore: Prof. William Lambertini

Correlatore: Prof. Alfonso Panzetta

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La diffusione della cartapesta, inoltre, si svolge parallelamente a quella di altri oggetti alla moda , in particolare delle cineserie , oggetti che, a partire dalla met√† del secolo XVIII¬į, saranno alla base del decollo del rococ√≤ salentino.

A metà del Settecento, perciò, la tecnica della cartapesta si era imposta e, ben prima di Pietro Surgente ,considerato il primo cartapestaio documentato, si era formata una generazione di artefici, che aveva già diffuso in provincia la cartapesta leccese ormai completamente autonoma dal modello napoletano.

Che i cartapestai successivi continuassero ad orbitare comunque nel campo dell'effimero e dell'architettura, è testimoniato proprio dal Surgente, il quale , in una dichiarazione del 1782, coeva alla statua di S. Lorenzo, sopra citata, si definisce stucchiatore dimorante in Lecce .

Nel corso del restauro di una Madonna delle Grazie sono state rinvenute due lettere datate 1799 con le quali tal G. Mazzeo di Ugento , nel confermare e sollecitare al Surgente la fattura di una statua dell'Addolorata, prometteva allo stesso ulteriori incarichi. 

Un soggetto come quello dell'Addolorata rievoca immediatamente lo sviluppo di nuove forme di ritualità religiosa apparsa nella seconda metà del 700, quasi sempre legate alle Confraternite, che, nelle cerimonie processionali della Settimana Santa, raggiungevano forme di complessità mai viste, specialmente in ordine all'esibizione dei Misteri della Passione.

L' affermazione di questa nuova ritualità confraternale è un altro fattore che assicurò, alla fine del 700, il successo della statuaria in cartapesta.

Sembra che le settecentesche statue delle famose processioni tarantine dell'Addolorata e dei Misteri siano state eseguite a Lecce, come nella stessa città, questa volta ad opera di G. Manzo, furono rifatte alla fine dell'800.

Ma in area taranto-brindisina √® bene ricordare che gi√† dalla met√† del XVIII¬į secolo operava un nucleo di cartapestai come i francavillesi Pietro Paolo Pinca (1758-1832) e Vincenzo Zingaropoli (1779-1836) la cui arte fu ereditata da Nicola Distante (1837-1917), figura che chiude quest'esperienza, schiacciata dall'invadenza, incontenibile e senza confronto, dei cartapestai leccesi.

 

Storia della Cartapesta

La cartapesta era diventata, economicamente parlando, estremamente concorrenziale rispetto agli altri materiali tradizionali, tanto che in questi anni si collocano operazioni ambigue, come quella di rivestire in cartapesta, ossia modernizzare , antiche statue lignee (è il caso, per esempio, del cinquecentesco Crocifisso della matrice di Galatone e del Cristo nero di Nardò).


Gli sviluppi successivi della cartapesta ottocentesca potrebbero essere agevolmente seguiti attraverso le biografie dei suoi protagonisti, pervenuti ,nella seconda metà del secolo, ad una fama che, spesso, varcò i confini nazionali. Come ad esempio, Antonio Maccagnani (1809-1892) e Achille De Lucrezi (1827-1913).

Ma non si creda che gli aspetti problematici siano esauriti. Scorre, in tutta la vicenda tardottocentesca della cartapesta, un senso di continua sottovalutazione.

Cristo nero di Nard√≤  

 

Infatti, mentre fuori provincia questa industria risultava essere la produzione leccese pi√Ļ acclamata, riscuotendo in tutte le Esposizioni nazionali e internazionali medaglie d' oro, d' argento, di bronzo e diplomi d onore, localmente si guarda ad essa con una certa sufficienza se non ostilit√†, dimostrando di non saperne valutare le potenzialit√† economico-occupazionali.

 

Ciò portò ad una compressione artificiosa del settore che, nell'assenza di un adeguato sostegno del settore pubblico, non riuscì quasi mai ad avere una solida base, per quanto per decenni fosse una delle principali risorse produttive di Lecce e senz altro l'unica produzione locale presente sui mercati esteri. Per il moltiplicarsi delle missioni cattoliche sul finir del secolo diciannovesimo, che elevarono di molto il numero delle chiese, e per il successo delle statue di cartapesta, i cartapestai leccesi cominciarono a moltiplicarsi a vista d occhio e con essi le loro botteghe , tanto che alla morte del De Lucrezi erano circa un centinaio gli artisti e gli artigiani che vi operavano.



 

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