Home Storia della Cartapesta La Cartapesta Leccese
La Cartapesta Leccese Stampa E-mail
Arte e Restauro - La Cartapesta
Scritto da G. Brigante   
Indice
La Cartapesta Leccese
Il successo della cartapesta
La diffusione della cartapesta
Declino dell'arte statuaria

Liberanete tratto dalla Tesi di laurea su "Il restauro del  Cristo in Cartapesta situato nell'Oratorio di san Francesco in  Confortino"

Fonte: Accademia di Belle Arti Bologna

Corso di Metodologie della Conservazione e del Restauro del Patrimonio artistico-culturale

Indirizzo di restauro dei dipinti murali e scultura applicata all'architettura

Testi di : Gabriella Brigante

Relatore: Prof. William Lambertini

Correlatore: Prof. Alfonso Panzetta

***

Alcuni cartapestai modellavano ciascuno secondo una intuizione o un gusto personali, realizzando, in tal modo, produzioni uniche. Ma i pi√Ļ non riuscivano a spogliarsi della impressione primitiva e nelle loro statue era facile scorgere sempre gli stessi colori, le stesse forme stereotipate, le stesse pieghe del manto della Madonna, i Cristi sempre con le palme delle mani aperte, alle volte ricoperti con la stessa vernice lucida, la barba elegantemente arricciata, i capelli diligentemente pettinati e cadenti in anella come in una spuma bionda su gli omeri (Nota 5)

 

Nota 5: ANGELO CAGGIULA-CARLUCCI: La carta pesta in Lecce - in Numero Unico per le feste inaugurali nel giugno 1898 , pag.108, Tip.Ed.Salentina F.lli Spacciante, ota:Lecce 1898) .

 

Molte delle nuove botteghe erano state messe su da Barbieri, ex modellatore di pupi in creta per il presepe , anche perché l' attività di cartapestaio in quell'epoca rendeva guadagni molto significativi.

 

 

Storia della Cartapesta

 

Storia della Cartapesta

S. Lazzaro, S. Eligio di Noyon, attribuito ad  A. Maccagnani, met√† 800, cm 180. G.Manzo, in sede di restauro, orn√≤ la statua con decorazioni in foglia d' oro (s.c. discreto)

S. Antonio di Padova, Immacolata, A. De Lucrezi, fine 800, cm150 (c.s. buono) 

 

Ciò determinò il lento decadimento dell'artigianato artistico iniziale del Surgente, del Maccagnani, del De Lucrezi e del De Pascalis; e dette iniziò all'ultimo periodo della cartapesta leccese, che puo essere definito dell'arte industriale , durante il quale Guacci, Manzo, Carretta, combatterono tra loro la dura battaglia concorrenziale, per la divulgazione del proprio prodotto, battaglia che durò fino all'ottobre 1934 quando si concluse con un formale e temporaneo armistizio. In quel mese, infatti, essi furono solidali con i loro rappresentanti alla Seconda Settimana di Arte Sacra per il Clero (in Roma dal 7 al 14 ottobre ), durante la quale le loro statue furono oggetto di un aspra polemica diffamatoria che ancora oggi le perseguita, malgrado la Commissione Pontificia per l' Arte Sacra non le abbia messe al bando.

Fu una battaglia combattuta con cataloghi illustrati delle opere pi√Ļ riuscite e pi√Ļ note, inserzioni pubblicitarie, pezzi giornalistici di favore, esposizione dell'opera pi√Ļ recente nelle vetrine dei negozi cittadini (Nota 6); doni al Papa a alle alte gerarchie della Chiesa e dello Stato, visite di illustri personaggi nella propria bottega ribattezzata laboratorio perch√© gremita d apprendisti (Nota 7).

 

Nota 6: da L ORDINE - settimanale Cattolico Salentino del 2 settembre 1932.pag. 3)
Nota 7: vedere:ENZO ROSSI - Bruceremo i santi di carta?- in la tribuna del Salento ,anno II, n.32-33-34-35-36-37- Lecce 1960).

 

In questo periodo la statuaria sacra subì anche degli attacchi da parte di intellettuali che criticavano aspramente una produzione, a loro dire, priva di qualunque criterio artistico.

I critici tra cui Giovanni Papini(1881-1956) confondevano, per√≤ la cartapesta leccese  con la tecnica del cartone romano, il cui spessore artistico-artigianale era di gran lunga inferiore.

Nel 1932 la rivista Arte Sacra di Roma svolse un inchiesta sulle condizioni dell'arte sacra. Papini rispose con una pubblicazione(1932) in cui esprimeva un parere estremamente negativo sulla cartapesta leccese e non solo: ...Finché non avremo raso al suolo le manifatture che a Lecce ed altrove fabbricano le sacrileghe statuette di cartone romano, non avremo diritto di parlare di una rinascita dell'arte sacra italiana (Nota 8).

 

Nota 8: (G. PAPINI, Arte Sacra, in il sacco dell'orco , Vallecchi Editore, Firenze 1933).
Nota 9: sulla Tributa del Salento dell'8 settembre 1960

 

Enzo Rossi (Nota 9), in una serie di articoli che raccontavano la storia della cartapesta leccese, cos√¨ gli rispondeva: ... Se Papini avesse visitato la bottega di uno statuario leccese (ci risulta che non lo abbia mai fatto), non avrebbe legato tutte le erbe ad un fascio... . Infatti non avrebbe equivocato, scambiando la tecnica del cartone romano con la creativa tecnica della cartapesta. 

 

Storia della Cartapesta

Mentre le statue in cartone romano, infatti, vengono ricavate, complete di panneggio, da forme ottenute da noti modelli, la cartapesta, pur servendosi di forme riprese da modelli plasmati con la creta dagli stessi statuari (ma soltanto per le mani, piedi e testa), subisce tutto un processo di rimodellatura, voluta dall'artista ed eseguito nella fase delle così detta focheggiatura. Il panneggio è costruito volta per volta per ogni statua, secondo le forme e le movenze che lo statuario vuole dare alla stessa.

Anche il letterato Alfredo Panzini, dopo una visita alla bottega del cartapestaio leccese Giuseppe Manzo, espresse un giudizio tutt altro che negativo su questa attivit√†: ... Che strano negozio √® questo? Sono statue di carta...Dunque Santi di carta E lo statuario mi indicava risme di carta grigiastra...che poi si  mutavano in Santi.. Ho visto Santi e Sante in perfetto nudismo grigio che poi vengono accuratamente vestiti e colorati come in un istituto di bellezza... (Nota 10). 

la focheggiatura Nota 10:  Corriere della Sera del 23 aprile 1932, p.3

 

 

Negli anni 1939-1940, con lo scoppio della II guerra mondiale, la crisi del settore divenne insostenibile e nel periodo immediatamente successivo numerosi laboratori cessarono la loro attività.

A Lecce, negli ultimi anni, un po come avvenne sul finire dell'800, vi √® stato un crescendo di inaugurazioni di nuove botteghe per la lavorazione e la vendita di manufatti in cartapesta Certo, sono pochissime quelle in cui si modellano statue sacre di una certa grandezza ed in cui si eseguono anche restauri. Nella maggior parte di esse, infatti,si producono nativit√†, pastori per il presepe, altre raffigurazioni di piccole dimensioni ed oggetti di vario tipo :bambole, maschere, fiori ecc.,che permettono un guadagno pi√Ļ immediato.

Nella provincia le raffigurazioni sacre di cartapesta sono diverse centinaia e rappresentano un patrimonio artistico-artigianale e culturale da salvaguardare e da recuperare.



 

Visite

mod_vvisit_counterOggi913
mod_vvisit_counterIeri1626
mod_vvisit_counterQuesta settim.11235
mod_vvisit_counterSettim. Preced.12516
mod_vvisit_counterQuesto Mese32423
mod_vvisit_counterMese Preced.45927
mod_vvisit_counterTotale visite6198927

Online : 25
Today: Mag 19, 2019

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, www.inforestauro.org e i suoi partner utilizzano cookies, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information