Google new 2018

Home Tecniche decorative Esperienze: L'Intarsio pittorico
Tecniche decorative
Esperienze: L'Intarsio pittorico Stampa E-mail
Il Mobile - Tecniche decorative
Scritto da Mastro Santi   
Indice
Esperienze: L'Intarsio pittorico
Cap. II
Cap. III
Cap. IV

Fonte: Mastro Santi Del Sere restauratore in Anghiari

***

Esperienze: Tecnica dell'intarsio Pittorico o Prospettico


Per illustrare e documentare le fasi di lavorazione di questa tecnica, realizzerò un pannello intarsiato raffigurante oggetti ripresi da tarsie del quattrocento, collocati in una veduta di città ideale tipica dell'iconografia rinascimentale.

Premessa

La tarsia prospettica pittorica è molto più complessa degli altri tipi d intarsio ed è da definirsi la più alta espressione di rappresentazione lignea.

 Il sistema assomiglia ad un mosaico di legni commessi insieme, dando vita a scorci prospettici di città ideali e di nature morte, che rese questa tecnica prescelta per arredare e ornare cori delle cattedrali e palazzi delle signorie più facoltose e illuminate del Rinascimento.

Un aspetto da puntualizzare riguarda le doti e le conoscenze che deve possedere l'artigiano per riuscire a progettare ed eseguire la tarsia prospettica pittorica .

Le capacità indispensabili consistono nel conoscere la geometria descrittiva le regole della prospettiva, il disegno figurativo e di conseguenza i chiaroscuri e i giochi delle ombre che occorrono per rendere un quadro, anche se di legno, vicino all'effetto di rappresentazione pittorica.

Sicuramente è difficile possedere, per un artigiano, tutte queste proprietà.
Non a caso gli intarsiatori del quattrocento venivano chiamati maestri di prospettiva . Il perché di tale aggettivo, che sicuramente non è appropriato per tutti gli intarsiatori rinascimentali ma sicuramente calzante per i caposcuola di questa tecnica, deriva dalla conoscenza del disegno geometrico e della pittura.
Questi oltre ad essere abilissimi artigiani erano anche architetti e ingegneri, come Giuliano e Benedetto da Maiano, Baccio D Agnolo, Baccio Pontelli i Canozzi da Lendinara e altri artisti che conoscevano le regole della prospettiva e gli strumenti per la lavorazione del legno in quanto si servivano di questa materia per costruire i modellini per i progetti di architettura. Infatti le Botteghe più importanti del periodo prerinascimentale erano laboratori poliedrici dove si praticavano tutte le Arti, senza differenza tra le arti cosiddette minori a quelle maggiori, che solamente dopo con l'avvento del periodo rinascimentale, la cultura intellettuale del tempo, volle scindere in due diverse branchie, Arti Minori e Arti Maggiori.
E bene specificare che i cartoni per le tarsie più note, come lo studiolo di Federico da Montefeltro a Urbino, che si presume intarsiato da Baccio Pontelli o le tarsie eseguite dai Canozzi da Lendinara alla Basilica di S. Antonio a Padova, erano preparati da pittori celebri come: Piero della Francesca, Bramante, Francesco di Giorgio Martini, Botticelli, e altri artisti del tempo.
Con questa puntualizzazione voglio riuscire a far capire le difficoltà insormontabili per chi voglia fare una tarsia prospettica non conoscendo ne la prospettiva ne il disegno.
Altra considerazione è la caratteristica comune degli intarsiatori sulla conoscenza dell'intaglio ligneo. Infatti la maggior parte delle opere intarsiate erano completate con questa tecnica.
Essere un buon intagliatore facilita chi vuole cimentarsi nella tarsia, dato che gli utensili impiegati sono in genere gli stessi.

E inutile forse presuntuoso e senza alcun significato artistico scimmiottare o tradurre con il legno quadri di celebri pittori. Come fu nel Rinascimento, il connubio formale tra i pittori che realizzavano i cartoni studiati per le tarsie e i maestri lignari rinascimentali fu sempre basato sul rispetto delle possibilità cromatiche del legno conoscendone i limiti. È per questo che la tarsia rinascimentale divenne una forma d arte nuova, perché fu usata per i suoi giusti valori di rappresentazione, senza voler assomigliare alla pittura.
La tarsia non può dare un effetto dinamico al quadro ma statico, sembra fermo nel tempo, sicuramente è anche per questo che le forme geometriche i scorci prospettici e le nature morte si adattano perfettamente e sono stati prescelti per le tarsie rinascimentali.

Il Progetto

Per descrivere questo tipo di tecnica è opportuno spiegare l' importanza del cartone, che non a caso è chiamato anche progetto.
Il progetto per una tarsia, non sarà un discorso solamente legato alla scelta delle essenze che verranno impiegate, ma disegnare un cartone e riuscire a far rendere un buon risultato agli oggetti o alle vedute prospettiche architettoniche, implica, come già accennato, la conoscenza del disegno e delle regole principali della prospettiva.
Nel cartone si studia e si annotano tutte le indicazioni che adotteremo per creare il quadro, dall'accostamento dei colori che ci ricondurranno ai tipi di legno da impiegare, a capire le parti da sottoporre alle tecniche dell'ombreggiatura e della tintura.

La preparazione del cartone o progetto per una tarsia.

La prima operazione consiste nel disegnare a matita su di una carta da spolvero lo schizzo del disegno.
Deciso e corretto lo spolvero viene ripassato con il rapido ad inchiostro su della carta lucida, che poi successivamente è stata stampata su carta eliografica.

 

Le tre fasi di evoluzione del progetto; dal disegno su carta da spolvero alla definizione su carta lucida infine alla stampa eliografica.

La stampa eliografica mi permette di ottenere varie copie del disegno su di un cartoncino più spesso, che mi servirà per annotare tutte le informazioni e riprendere le sagome che mi occorreranno per il compimento della tarsia.

 Il cartone oltre alle misure riportate del pannello serve per riprendere le sagome di ogni singola tessera da intarsiare. Chiaramente il disegno dovrà essere ingrandito con la fotocopiatrice fino alla grandezza reale

Non necessario ma sicuramente consigliabile riguarda la colorazione del cartone per verificare l'equilibrio dei colori e per verificare l'effetto della profondità del quadro. Come prima operazione deciderò la provenienza della luce. La direzione luminosa mi farà scegliere i tipi di legni, chiari e scuri, da impiegare per ottenere la tridimensionalità degli oggetti da rappresentare

 

Colorato il cartone, passeremo a decidere il senso della venatura, che dovrà essere appropriata per la riuscita ottimale del motivo da figurare.
Per indicare il senso della venatura, delle varie essenze dovremo basarci sull'orientamento della scrittura. Ad esempio il legno di pero è scritto per verticale, quindi anche la direzione del legno riprenderà la stessa direzione. La scritta noce ha il senso orizzontale, il legno di acero seguirà un orientamento obliquo, per dare l'effetto della profondità. Il legno di ciliegio avrà vari orientamenti di venatura per far rendere la rotondità della cassa dello strumento. Per riuscire a spiegare e far capire con facilità di lettura, tutte le informazioni da illustrare, dalla scelta dei legni al senso della venatura, dividerò il cartone in tre parti.



 

Visite

mod_vvisit_counterOggi985
mod_vvisit_counterIeri1425
mod_vvisit_counterQuesta settim.2410
mod_vvisit_counterSettim. Preced.11610
mod_vvisit_counterQuesto Mese35208
mod_vvisit_counterMese Preced.45927
mod_vvisit_counterTotale visite6201712

Online : 19
Today: Mag 21, 2019

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, www.inforestauro.org e i suoi partner utilizzano cookies, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information