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Scritto da AA.VV.   
Indice
Tornire il Legno
Affilatura degli utensili
Tipi di tornitura

Tipi di tornitura


Vi sono due tipi di tornitura, a seconda di cosa si vuole ottenere possiamo tornire un pezzo longitudinalmente per ottenere pezzi lunghi e sottili, per esempio per fare una colonnina, oppure trasversalmente per ottenere pezzi di ampio diametro, per esempio per fare un piatto, naturalmente i due tipi di tornitura possono venir combinati, per esempio per fare un portafrutta dovremo tornire trasversalmente due ciotole di misura diversa, e longitudinalmente faremo invece la colonnina che li unisce.

Il legno


Il legno da tornire andrà scelto con una certa cura, cercando di evitare i pezzi che presentano evidenti fessurazioni o nodi morti, per evitare che, per effetto della forza centrifuga, si stacchino dei pezzi durante la lavorazione.

 


Tornitura longitudinale


Generalmente per tornire un pezzo longitudinalmente lo si deve montare sul tornio tra punta e contropunta, bisognerà quindi cercare il centro delle due estremità e marcarlo con un punzone o facendo un forellino di diametro leggermente minore del diametro della contropunta e della punta di trascinamento, dopodichè potremo piantare la punta di trascinamento con un martello di legno o di gomma, fino a quando vedremo che i dentini della stessa marcano decisamente il pezzo, poi potremo montare la punta di trascinamento, montare il pezzo, e stringere decisamente la contropunta verso la punta, fino a quando sentiremo il pezzo ben saldo sulla macchina.

 

Sgrossatura


La sgrossatura consiste nel portare il pezzo grezzo (che può essere un pezzo di ramo, oppure un listello, o un pezzo di asse) ad una forma regolare, da cui si potrà quindi ricavare il particolare che abbiamo in mente.
Una volta fissato il pezzo sul tornio, bisogna avvicinare il più possibile il poggiaferri al pezzo,tenendolo leggermente più in alto del centro dello stesso, controllando, facendo ruotare a mano il pezzo stesso, che non inteferisca con le eventuali irregolarità dello stesso, poi si può avviare il tornio alla velocità più bassa possibile.
Come primo utensile si usa la sgorbia a sgrossare. Le prime passate devono essere eseguite con il manico basso e la punta appena a sfiorare le sporgenze del legno poi, mano a mano che il tondo prende forma, si alza il manico e si affonda di più la punta. L inclinazione sul piano verticale del ferro va trovata sperimentalmente in modo da attenuare il più possibile gli urti.
La passata è bene farla in due tempi: da un estremità verso il centro e ripartire dall'altra estremità dando maggiore spazio a quella che si sente sforza meno il legno e produce meno vibrazioni.
Sul piano orizzontale l'inclinazione deve essere tale che la punta guardi in avanti rispetto all'avanzamento specialmente quando le fibre del legno sono perpendicolari all'asse del tornio, quando sono parallele la punta può stare anche diritta.
Nella passata da destra a sinistra la mano sinistra afferra il fondo dell'utensile, la mano destra tiene il ferro in prossimità della punta e la guida nella passata. Nella passata da sinistra a destra s invertono le mani e ci si gira sul fianco opposto a quello di prima.
Se il pezzo grezzo è un listello, sarà bene smussare il più possibile gli spigoli, altrimenti il pezzo può subire forti colpi o scheggiature che compromettono l'integrità del pezzo stesso.
Quando si sgrossa un listello le cui vene sono perpendicolari all'asse del tornio e magari il legno è duro e scontroso la sgorbia tende a dare forti colpi del tutto imprevedibili che possono causare grosse infossature, scheggiature e se si è sfortunati al distacco del pezzo dal mandrino; questo perché si lavora di testa alle vene. Appena è possibile conviene lasciare la sgorbia e prendere il bedano largo ben affilato usato di testa o leggermente di spigolo a secondo di come va il taglio; in aggiunta lascia una superficie molto rifinita rispetto a quella della sgorbia.
In linea generale quando si lavora di testa su pezzi irregolari conviene lavorare di spigolo con il ferro leggermente inclinato sul piano orizzontale.

 


Sagomatura


Alla fine della fase di sgrossatura dovremmo aver ottenuto un cilindro più o meno regolare, la prossima operazione consiste nel portare questo pezzo anonimo alla forma ed alle dimensioni che avevamo in mente, per fare questo conviene, per prima cosa, se abbiamo delle misure precise da rispettare, segnare con una matita i punti più importanti sul pezzo, facendolo ruotare lentamente a mano, in modo che, anche durante la rotazione, avremo una traccia ben visibile.
A questo punto possiamo avviare il tornio, ad una velocità superiore a quella che avevamo utilizzato per la sgrossatura, poi si può cominciare a dar forma al pezzo, utilizzando di volta in volta gli utensili più adatti allo scopo, avendo cura di tenerli ben affilati, in modo di ottenere una finitura il più possibile liscia. Conviene tenere per ultimi i particolari più minuti, ed i pezzi con diametro minore, per evitare che durante la tornitura di altre parti il pezzo si metta a vibrare o si spezzi.
Durante la tornitura dei particolari con diametro molto piccolo conviene aumentare ulteriormente la velocità.

 


Levigatura e finitura.


Adesso il nostro pezzo è quasi finito, la forma è quella definitiva, manca solo più il tocco finale, per togliere gli ultimi segni degli utensili e rifinirlo al meglio. Tra l'altro il tornio è l'unica macchina che consente di partire da un pezzo grezzo e di ottenere un pezzo completamente finito senza toglierlo dalla macchina.
Il poggiaferri non serve più, quindi conviene toglierlo, o portarlo il più lontano possibile dal pezzo, poi avviamo il tornio alla velocità più alta possibile, e cominciamo a passare la carta abrasiva, partendo da una grana abbastanza grossa, facendo attenzione a non calcare troppo, per non asportare i particolari più piccoli, poi passeremo ad una grana media e ad una fine, facendo sempre atenzione a non calcare troppo, perchè l'attrito può produrre bruciature sul pezzo stesso. Per questo motivo è preferibile utilizzare la carta abrasiva, rispetto alla tela, perchè quando comincia a scaldare si sente sulle mani, ed è quindi più difficile arrivare a bruciare il pezzo.
Quando abbiamo finito con la carta, passiamo alla paglietta d acciaio (va bene anche quella per lavare le pentole), questo toglie anche le ultime righette prodotte dalla carta.
Adesso, se il pezzo deve essere ulteriormente lavorato (dipinto, pirografato, intagliato od altro) o se deve essere utilizzato a fini alimentari, lo possiamo smontare dal tornio, altrimenti possiamo, durante la rotazione, applicare con un panno un leggero strato di cera neutra, poi lasciarlo fermo per una decina di minuti, e successivamente, sempre in rotazione, passare un panno pulito e morbido, meglio se di lana, questo darà al nostro pezzo un ottima finitura semilucida.

 

 

Sicurezza e salute

 

Introduzione


La tornitura del legno, tra le lavorazioni di falegnameria non è certo tra le più pericolose, non essendoci, come su pialle, toupie o seghe circolari, degli utensili rotanti (e taglienti) ad alta velocità, comunque sarà bene, prima di accendere il tornio, riflettere su alcuni punti.

 

L' ambiente di lavoro


Per tornire il legno non serve certo un locale particolare, un normalissimo garage va più che bene, l'unico problema è che si producono delle notevoli quantità di trucioli e polvere (specialmente durante la finitura), per cui conviene cercare di proteggere ciò che si trova all'interno del locale.
Io ho tirato una corda tra due pilastri, dietro al tornio, ed ho appeso uno di quei teli che si trovano nei magazzini per il far da sè, in questo modo trucioli e polvere rimangono vicino al tornio, e evito di sporcare troppo gran parte dal resto del locale.

 

L' abbigliamento


Durante la tornitura saremo molto vicini ad un pezzo di legno che gira ad una discreta velocità, e che, specialmente durante le prime fasi di sgrossatura, ha delle sporgenze e degli appigli che possono agganciare i nostri indumenti o quanto altro di svolazzante abbiamo addosso, con conseguenze spiacevoli.
Di conseguenza conviene fare in modo di non avere addosso collane, braccialetti od altro, di non avere maniche molto ampie o grembiuli svolazzanti, e di tenere legati i capelli se sono molto lunghi, sarebbe utile evitare anche i guanti, se non sono più che attillati.
Per completare la dotazione individuale consiglio un paio di occhiali antinfortunistici (o uno schermo di quelli che si utilizzano con il decespugliatore), per proteggere gli occhi dai trucioli sparati durante la lavorazione, ed una mascherina antipolvere, specialmente quando si leviga il pezzo, perche la polvere del legno, oltre ad essere fastidiosa, può provocare allergia.
Personalmente utilizzo una di quelle tute bianche, in un solo pezzo, che si trovano nei magazzini per il far da sè, che, oltre a essere ben chiusa sulle maniche, evita anche di sporcare il resto dell' abbigliamento, e alla fine del lavoro si pulisce facilmente con aria compressa.



 

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Today: Ott 20, 2019

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