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| I tagli alla Cultura |
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| Scritto da Ezio Flammia | |||
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E' stato calcolato, per difetto, che il 52% del patrimonio artistico mondiale è presente nella nostra nazione, "con eccellenze di straordinario valore nel campo dell'arte, dei beni culturali e ambientali, dello spettacolo''. Il cinema, il teatro, la moda, la lirica, il restauro sono le discipline più conosciute all'estero, dove eccellono autori e tecnici di altissimo profilo capaci anche di formare le personalità di domani. Una classe dirigente responsabile che guarda al futuro, nei momenti di crisi, investe nella scuola, nella ricerca, nella cultura proprio per sostenere la ripresa economica che, quando si realizzata, si scopre che è il frutto d'idee nuove e vincenti. Avremmo bisogno, nei momenti di stagnazione morale ed economica, di una classe politica colta, un'élite con le idee chiare capace di scontrarsi con il vecchiume e capace di fare scelte anche dolenti ma finalizzate al bene di tutti. Che paese è il nostro se il ministro della cultura dichiara di essere stato esautorato, di non aver avuto la possibilità di decidere quali enti sopprimere, alcuni dei quali sono tutt'altro che inutili. Per chi ci governa, la cultura è zavorra che grava sulla economia, non crea consensi e sputtana il nostro paese all'estero (vedi il film Draquila della Guzzanti al festival di Cannes). Eppure da sempre la creatività è considerata la "forza trainante dell'economia, per i suoi effetti di contaminazione nel tessuto produttivo, in termini di innovazione, valore aggiunto, competitività". (Donata Marrazzo su il Sole 24 ORE. com ). La Merkel punta al futuro, ma quale futuro avrà il nostro paese se i nostri giovani (molti laureati e diplomati) hanno perso la speranza? Ezio Flammia
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