Arte e RestauroL'angolo dell'antiquarioStoria del mobile

Canterano piemontese Luigi XIV

Un cassettone proposto come mobile lombardo di fine Settecento, diventa oggetto di analisi stilistiche non prive sorprese rivelandosi in realtà come Canterano piemontese.

Fonte: Antiqua Nuova Serie – autore: Andrea Bardelli

Un bel mobile ma con qualche interrogativo

Nel giugno 2022, abbiamo ricevuto le immagini di un cassettone da un visitatore del sito che era interessato ad acquistarlo; il mobile veniva proposto come mobile lombardo eseguito tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento [Figure 1 e 1.1].

Figura 1: Cassettone lastronato e intarsiato, Piemonte, inizi XVIII secolo (modifiche e rifacimenti), collezione privata.
Figura 1: Cassettone lastronato e intarsiato, Piemonte, inizi XVIII secolo (modifiche e rifacimenti), collezione privata.
Figura 1.1: Cassettone lastronato e intarsiato, Piemonte, inizi XVIII secolo (modifiche e rifacimenti), collezione privata.
Figura 1.1: Cassettone lastronato e intarsiato, Piemonte, inizi XVIII secolo (modifiche e rifacimenti), collezione privata.

Provenienza ed esame stilistico

Iniziamo contestando la provenienza lombarda a favore di una provenienza piemontese, mostrando alcune immagini di repertorio di cassettoni piemontesi della stessa epoca.
Il primo è tipico di una produzione abbastanza abbondante di cassettoni piemontesi che si colloca temporalmente all’inizio del XVIII secolo, tale da giustificare la definizione di “Luigi XIV” con cui questi mobili sono generalmente identificati sul mercato.

Le sue caratteristiche principali sono: la fronte tripartita con due cartelle rettangolari ai lati e una cartella romboidale posta al centro e gli spigoli scantonati con il bordo inferiore aggettante e sovrastante i piedi a cipolla schiacciata che si possono presentare in diverse versioni [Figura 2].

Figura 2. Cassettone, Piemonte, inizi XVIII secolo, Boetto dicembre 2007 n. 120.
Figura 2. Cassettone, Piemonte, inizi XVIII secolo, Boetto dicembre 2007 n. 120.
Figura 3. Cassettone, Piemonte, inizi XVIII secolo, Pandolfini dicembre 1997 n. 863.
Figura 3. Cassettone, Piemonte, inizi XVIII secolo, Pandolfini dicembre 1997 n. 863.

Il secondo, anch’esso caratterizzato dalla fronte tripartita dei cassetti, dallo spigolo scantonato e dai piedi a cipolla, si avvicina ancora di più a quello di Figura 1 per la presenza degli intarsi chiari su fondo leggermente più scuro, quasi sempre acero su noce, che denoteranno la produzione più classica della metà del Settecento circa [Figura 3].

Si rimanda all’articolo Il cassettone piemontese della prima metà del Settecento con l’avvertenza che oggi si tende a posticipare la datazione degli esemplari ivi esaminati attorno alla metà del secolo.

Tecniche costruttive e autenticità

Ricondotto da un punto di vista stilistico il mobile di Figura 1 al suo ambito corretto, quello piemontese, esaminiamo alcuni elementi per determinarne l’esatta epoca di costruzione: si tratta di un pezzo originale o di un rifacimento ottocentesco?

La schiena

Ci siamo fatti mandare altre foto. La schiena è in pioppo con assi disposte orizzontalmente (secondo la tradizione piemontese) e pare costruita con materiale antico [Figura 1.2], tuttavia, i chiodi che appaiono con la testa tonda non corrispondono al tipico chiodo settecentesco a forma di “T” che si presenta con una testa rettangolare, sono quindi da considerare moderni [Figura 1.3].

Figura 1.2 Schienale del cassettone di Figura 1 e particolare dello stesso.
Figura 1.2 Schienale del cassettone di Figura 1 e particolare dello stesso.
Figura 1.3 Schienale del cassettone di Figura 1 e particolare dello stesso.
Figura 1.3 Schienale del cassettone di Figura 1 e particolare dello stesso.
Gli interni

Da un’immagine presa all’interno del mobile [Figura 1.4], si nota chiaramente che, non solo sono state rifatte le guide di scorrimento dei cassetti (fissate con chiodi moderni), ma anche che le due assi inferiori dello schienale sono state sostituite.

Figure 1.4. Particolare dell’interno del cassettone di Figura 1.
Figure 1.4. Particolare dell’interno del cassettone di Figura 1.
I cassetti

Diciamo subito che non è stato possibile verificare sul fondo esterno dei cassetti le tracce di usura, determinate dal loro scorrimento sulle guide, perché lungo i bordi sono stati fissati dei listelli [Figura 1.5].

Figura 1.5. Fondo del cassetto del cassettone di Figura 1.
Figura 1.5. Fondo del cassetto del cassettone di Figura 1.

In ogni caso, la presenza di elementi nuovi come le guide e alcune assi dello schienale, innestandosi su elementi antichi, compromettono l’integrità del mobile, ma non la sua autenticità in termini di epoca.

I piedi


I piedi, sebbene sostanzialmente coerenti come forma, con tutta probabilità, sono stati sostituiti con il tipico piede a cipolla ottocentesco [Figura 1.6]. I sostegni giusti avrebbero dovuto essere simili a quelli del mobile di Figura 3.

Figura 1.6. Piedi a cipolla ottocenteschi, presi dal fondo del cassettone di Figura 1.
Figura 1.6. Piedi a cipolla ottocenteschi, presi dal fondo del cassettone di Figura 1.
Le serrature

La piastra che cela la serratura visibile all’interno del cassetto [Figura 1.7] è compatibile con l’epoca settecentesca – perché nell’Ottocento si inizia a incassare la serratura nello spessore della fronte del cassetto – anche se la tipica serratura piemontese del Settecento non solo è “a vista”, ma è anche sporgente rispetto al filo interno del cassetto stesso [Figura 4].

Le maniglie
Figure 1.7. Una serratura del cassettone di Figura 1.
Figure 1.7. Una serratura del cassettone di Figura 1.
Figura 4. Tipica serratura piemontese del Settecento.
Figura 4. Tipica serratura piemontese del Settecento.

Chiaramente inadatte sono le maniglie, frutto della sostituzione di quelle originali con questo in lamierino stampato di epoca umbertina [Figura 1.8].

Figure 1.8. Maniglia della fine dell’Ottocento, inizi Novecento, applicata sulla fronte del cassetto del cassettone di Figura 1.
Figure 1.8. Maniglia della fine dell’Ottocento, inizi Novecento, applicata sulla fronte del cassetto del cassettone di Figura 1.

A ulteriore conferma, si veda l’interno del cassetto dove, al centro dei fori praticati per fissare le maniglie in lamiera stampata, si nota la coda di una punta in ferro, ripiegata “alla traditora” (come si dice in gergo), che rivela la presenza di un pomello [Figura 1.9].

Figure 1.9. Interno del cassetto del mobile di Figura 1 in cui si vede la punta in ferro ripiegata che serviva per fissare il pomello in bronzo a cui era saldata.
Figure 1.9. Interno del cassetto del mobile di Figura 1 in cui si vede la punta in ferro ripiegata che serviva per fissare il pomello in bronzo a cui era saldata.
I copri bocchetta

I copri bocchetta sono invece originali e perfettamente in linea con lo stile dell’epoca in Piemonte [Figure 1.10 e 5].

Figure 1.10. Un copri bocchetta del cassettone di Figura 1.
Figure 1.10. Un copri bocchetta del cassettone di Figura 1.
Figura 1.5. Tipico copri bocchette piemontese del Settecento.
Figura 1.5. Tipico copri bocchette piemontese del Settecento.

Un restauro a regola d’arte

Il restauro e il risultato finale
Dopo aver identificato con una certa precisione provenienza ed epoca – ossia Piemonte, inizi del XVIII secolo – ed aver esperito l’analisi tecnica per accertare eventuali integrazioni e rifacimenti, l’acquisto è stato perfezionato e il mobile avviato al restauro.
Questo è il risultato finale dove l’intervento più evidente è costituito dalla sostituzione delle maniglie tardo ottocentesche in lamiera con pomelli in bronzo [Figura 1bis], simili a quelli del cassettone di Figura 3, stilisticamente più vicino.

Figura 1bis. Cassettone di Figura 1 dopo il restauro.
Figura 1bis. Cassettone di Figura 1 dopo il restauro.

Il pomello al posto della maniglia viene in genere considerato un uso lombardo e questo ci induce a una riflessione.
In attesa di conferme, che potrebbero provenire da un esemplare firmato oppure di provenienza documentata, possiamo azzardare che i cassettoni di cui alle Figure 1 e 3 possano essere di ambito novarese, territorio che, pur producendo mobili “piemontesi”, ha certamente subito influssi dalla Lombardia.
Ciò non giustifica tuttavia la definizione di lombardo utilizzata sia per il mobile da cui siamo partiti, sia per un cassettone, assai simile, transitato di recente sul mercato antiquario [Figura 6].

Figura 6. Cassettone, Piemonte (Novara?), inizi XVIII secolo, Bolli e Romiti 13.12.2022 n. 351.
Figura 6. Cassettone, Piemonte (Novara?), inizi XVIII secolo, Bolli e Romiti 13.12.2022 n. 351.

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